Alghe e insetti: alla ricerca di un futuro sostenibile

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Alghe e Insetti nella dieta. Per il futuro sarà necessario individuare soluzioni alternative al consumo di carne: molti esperti ritengono infatti che non si riuscirà a garantirne la produzione per soddisfare le esigenze di 9 miliardi di persone, la popolazione mondiale prevista nel 2050. E sarebbe una sfida ardua anche se diventassimo tutti vegetariani!

Ma gli scienziati, gli agricoltori, gli imprenditori e i sognatori stanno lavorando per un obiettivo comune: un futuro sostenibile con cibi sani e gustosi per tutti. I nuovi prodotti alimentari devono essere pensati per crescere in luoghi, in terreni fino a oggi giudicati difficili o impossibili da coltivare. Si deve poter disporre di nuovi prodotti alimentari nutrienti e di idee brillanti: nei laboratori di tutto il mondo si lavora a ogni genere di intuizione: dalle polveri a base di proteine vegetali, alla ricerca sugli insetti o sulle alghe, fino alle carni prodotte in laboratorio.

È stata già assaggiata da un gruppo di “fortunati” la carne sintetica nata in laboratorio. I suoi ideatori pensano di poter fornire un giorno una fonte illimitata e gustosa di proteine, a basso impatto ambientale. Per produrla, i ricercatori hanno isolato le cellule staminali del muscolo di bovino, cellule il cui destino non è ancora completamente deciso, e che possono essere differenziate e coltivate in laboratorio. Hanno poi mescolato le fibre muscolari ottenute, circa 60 miliardi di cellule, con briciole di pane e succo di barbabietola, perché la carne coltivata in laboratorio aveva un colore giallastro, non certo accattivante. Per un hamburger ci sono voluti 2 anni e 260 mila euro, ma assicurano che la produzione industriale abbasserebbe tempi e costi.

Più promettenti i settori di ricerca che stanno studiando il modo di realizzare un sostituto della carne o delle uova a partire da proteine vegetali, ma ci sono anche altre fonti già disponibili, che in futuro saremo obbligati a considerare: le alghe e gli insetti.

Le alghe

Le alghe forniscono numerosi vantaggi, in particolare le microalghe, perché non devono essere coltivate su terreni arabili, ma nell’acqua di mare, e hanno un elevato rendimento tanto da farne ipotizzare l’uso come biocarburanti, un utilizzo che potrebbe rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili.

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Le microalghe possono contribuire efficacemente anche alla produzione di alimenti perché sono ricche di grassi, proteine e carboidrati.

Una microalga oleaginosa può accumulare fino al 50-70% di olio, e in certe condizioni di crescita, il contenuto proteico può raggiungere valori vicini al 60% – quello della carne si aggira intorno al 20% – fornendo proteine di ottima qualità, paragonabili a quelle delle uova e della soia.

Inoltre, modificando l’esposizione alla luce e la concimazione, l’accumulo di carboidrati può arrivare al 60%, valori simili a quelli del frumento.

Le alghe forniscono poi grassi essenziali, così chiamati perché il nostro organismo non è in grado di produrli, ma anche omega-3 a catena lunga, i preziosi grassi tipici del pesce, che si sono dimostrati utili nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.

Ma il sapore? Simile alla carne di pollo.

Secondo gli studi della Fao e dell’Unicef, 1 kg di spirulina al giorno sarebbe capace di integrare l’alimentazione di 1.000 bambini, combattendo efficacemente la piaga della malnutrizione, che deriva da una dieta composta solo da farinacei in 300 milioni di bambini nel mondo. Non poco per un organismo unicellulare!

Gli insetti

Ricchi di proteine di ottima qualità, con un alto contenuto di vitamine del gruppo B e minerali fondamentali come zinco e ferro, apportano pochi grassi e quei pochi sono per lo più i preziosi omega-3.

Ma c’è di più: hanno un costo molto ridotto e la loro produzione rispetta l’ambiente. Insomma l’alimento ideale, se non fosse per un piccolo particolare… si sta parlando di mangiare insetti!

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La Commissione europea ha investito 3 milioni di euro per cercare di inserirli nell’alimentazione occidentale e la Fao ha istituito una commissione di 75 esperti per studiare le potenzialità dell’introduzione nella dieta di molte specie di insetti (qui puoi trovare il report completo).

Sì, perché in altri paesi del mondo gli insetti si mangiano già.

Si stima che facciano parte della dieta tradizionale di almeno 2 miliardi di persone e siano utilizzate come alimento più di 1900 specie. I più consumati sono i coleotteri, seguono i bruchi, le api, le vespe e le formiche, e poi cavallette, locuste e grilli.

Chi li ha provati assicura che il loro sapore ricorda la nocciola.

Perché sarebbe tanto importante includerli nella dieta? Oltre all’aspetto nutrizionale, che li vede simili al pesce per contenuto in omega-3 e qualità delle proteine, mangiare insetti potrebbe portare a grandi benefici anche per l’ambiente, grazie alla loro alta efficienza di conversione alimentare.

Per 1 kg di grilli infatti si utilizza solo 1,7 kg di mangime e c’è solo il 20% di scarti. Ciò significa che i grilli sono 2 volte più efficienti dei polli a convertire il mangime in carne, almeno 4 più efficienti dei maiali e 12 dei bovini. Gli insetti inoltre emettono meno gas serra e meno metano dei bovini o dei suini, e richiedono molta meno terra e acqua.

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Ecco (quasi) tutto quello che devi sapere per diventare un consumatore consapevole

Se poi si confrontano gli insetti con i mammiferi e gli uccelli, presenterebbero meno rischi di trasmissione di infezioni per l’uomo, per il bestiame e la fauna selvatica.

Sono già in vendita, per scopi alimentari, dei liofilizzati di insetti, utilizzabili per arricchire di proteine e omega-3 altre preparazioni, un minestrone per esempio. In Italia, ad esempio, l’Azienda Agricola Insetti Commestibili, ha puntato tutto su questo “cibo del futuro”, producendo,allevando,impacchettando e spedendo il loro prodotto finito.

Del resto quando si legge sulle etichette rosso cocciniglia E120, si sta mangiando un alimento trattato con un colorante estratto da un insetto.

Può essere un inizio? E voi sareste pronti a provarli? A voi i commenti (e un mi piace qui sotto 😉 )

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