Padre Ricco, Padre Povero (Riassunto Libro) – Come aumentare la propria ricchezza cambiando la mentalità sul denaro

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Qual è la formula per diventare ricchi? O meglio, possiamo coltivare la mentalità giusta per attirare la ricchezza, coltivando un rapporto sano con il denaro?

Ognuno di noi ha un rapporto soggettivo con il denaro.  Il denaro è solo uno strumento, ma molte persone vivono nella paura costante di “restare senza soldi” o, al contrario, disinteressandosi in maniera negativa al denaro, ritenendolo uno strumento negativo, che crea problemi, distaccandosene completamente.

Padre Ricco, Padre Povero di Robert T. Kiyosaky 

Recensione e riassunto del libro

Come coltivare la mentalità per attirare e avere ricchezza

Le seguenti informazioni sono un riassunto del libro “Padre Ricco e Padre Povero”. E’ scritto in prima persona, per manenersi fedeli al pensiero dell’autore (Robert T. Kiyosaky).

Di seguito troverete un riassunto che sintetizza il contenuto del libro…se siete incuriositi, vi consiglio assolutamente l’acquisto. Buona lettura!

Padre ricco, padre povero vi insegnerà a:

  • eliminare la convinzione che occorre uno stipendio alto per diventare ricchi
  • Non pensare più che la casa sia un attivo
  • Dimostrare ai genitori che il sistema scolastico non fornisce una preparazione economico-finanziaria
  • Spiegare una volta per tutte la differenza tra attivi e passivi
  • Insegnarvi a conseguire il successo economico

Introduzione

Il mio padre povero, che è anche il mio padre reale, ha completato brillantemente gli studi, si è specializzato, ora fa il professore, ma ha sempre avuto problemi finanziari. Diceva che l’amore per il denaro è alla radice di ogni male, che i soldi non contano; affermava spesso: “non me lo posso permettere”.

Mi incoraggiava a studiare molto per farmi assumere da una buona azienda, evitando rischi finanziari. Si sentiva povero e lo diceva.

Il mio padre ricco, che è il padre del mio amico, non ha mai finito le medie inferiori.
E diventato uno degli uomini più ricchi delle Hawaii. Diceva che la mancanza di soldi sono potere. Proibiva che dicessi che non mi potevo permettere qualcosa, mi esortava a chiedermi: “Come posso permettermelo?”

Mi incoraggiava a studiare molto per trovare una buona azienda da comprare, imparando a gestire il rischio. Se attraversava periodi bui diceva che era al verde, perché la riteneva una condizione temporanea, non uno stato perenne.
Entrambi era no forti, carismatici e ascoltati, di successo nel loro lavoro, che hanno sempre svolto duramente. Però i loro consigli sul denaro differivano in modo sensibile

Avere due padri mi ha costretto a riflettere, senza rifiutare per principio le loro idee, ma cercando di capire quali fossero le migliori per me. Il problema è che l’educazione fina nzia ria non è un tema scolastico, non esiste la materia “denaro”. Il denaro è una forma di potere, ma ancora più potente è l’istruzione


I ricchi non lavorano per soldi

Se pensi che il datore di lavoro paghi poco, che sia ingiusto, che ti meriteresti una paga più alta, in realtà hai un punto di vista miope.
Devi renderti conto che sei tu il problema, puoi cambiare te stesso imparare qualcosa e diventare più saggio. E’ più facile cambiare se stessi che gli altri. La maggior parte delle persone si licenzia per cercare un posto di lavoro migliore, o meglio retribuito, ritenendo di risolvere il problema.

Di fatto però non lo risolvono. Infatti, i poveri e il ceto medio lavorano per soldi. I ricchi costringono i soldi a lavorare per loro.
Apprendere a lavorare per i soldi è più facile, soprattutto se ci si fa dominare dalla paura nei confronti dei rischi. Ma in questo modo si rimane in trappola per tutta la vita, dipendenti dal datore di lavoro, costretti alla routine imposta dall’azienda e a pagare molte tasse.

E’ un modello che si consolida da un lato per il timore di rimanere senza soldi, dall’altro per l’avidità o il desiderio di acquistare cose coi soldi guadagnati attraverso il lavoro. E allora ci si alza tutte le mattine, si va al lavoro, si pagano le tasse, le bollette, eccetera.

Ovvero, il ciclo è:

lavoroguadagnolavoroguadagno 🔄 speranza che svanisca la paura.

Questa è una vita dominata dalle due emozioni della paura e dell’ingordigia, e condita dall’ignoranza finanziaria.

Esiste un’altra strada, imboccata da poche persone,che si arrendono all’evidenza e dicono a se stesse la verità. La verità è che quel lavoro fa schifo e che loro sono dominate dalle emozioni. Queste persone possono diventare veramente ricche, nel senso più ampio del termine.

Non basta avere tanti soldi per non essere più dominati dalla paura, bisogna cambiare la propria mentalità nei confronti del
denaro.

Infatti, non bisogna essere né troppo attaccati né troppo distaccati dal denaro.

Il trucco è essere fedeli alle proprie emozioni, usando il cervello e I sentimenti a nostro vantaggio, non contro noi stessi.

Bisogna mettere le emozioni in prospettiva, evitando che I sentimenti controllino e guidino azioni impulsive. Ovvero, imparare a usare le emozioni per pensare, non pensare spinti dall’emotività.

Far sì che il denaro lavori per noi significa guadagnare anche quando siamo assenti. Ci sono tantissimi modi per farlo, bisogna ingegnarsi e attivarsi in tal senso.


Imparare l’ABC finanziario

La cosa più importante non sono i soldi, ma l’istruzione. Chi è duttile, a mente aperta, si arricchisce nonostante i cambiamenti.

L’intelligenza risolve i problemi e produce denaro. Alla lunga non conta quanto denaro si incassa, ma quanto si è capaci di trattenerne, e per quante generazioni lo si trattiene.

La regola numero uno, che è anche l’unica, è saper distinguere tra attivi e passivi, e comprare i primi.

I ricchi acquistano attivi, i poveri e la classe media acquistano passivi credendo che siano attivi. Se vuoi arricchirti, devi saper leggere e capire i numeri. Per farlo, si costruisce un semplice schema, chiamato
cashflow (flusso di cassa).

In basso si mettono due riquadri, che vanno riempiti con le voci di attivi (a sinistra) e passivi (a destra). In alto si mettono altri due riquadri, uno per i redditi, uno per le spese.

l’ABC finanziario è la contabilità.

È molto semplice: gli attivi generano reddito, i passivi generano spese. Un attivo mette i soldi nelle tasche, un passivo li toglie.

Nel diagramma si rappresenta il flusso del denaro con delle frecce. La parte in alto quindi è un conto di profitti e perdite, quello in basso è uno stato patrimoniale.

  • Il cashflow di un povero è il seguente: dal lavoro arrivano soldi nella casella del reddito. Da qui scendono verso le spese: tasse, cibo, affitto, vestiario, divertimenti, trasporti, eccetera.
  • Il cashflow di una persona del ceto medio è questo: dal lavoro arrivano soldi nella casella del reddito. Da qui scendono verso le spese di prima. Ma non è finita qui, infatti ci sono anche i passivi: il mutuo per la casa di proprietà, i prestiti per il consumo, le carte di credito.
  • Il cashflow di una persona ricca invece ha le frecce che vanno in direzione ascendente: ha degli attivi (obbligazioni, azioni, cambiali attive, beni immobili, opere dell’ingegno) che gli producono redditi come dividendi, interessi, proventi degli affitti, diritti d’autore.

Per questo avere più soldi non è sufficiente, perché verrà rafforzato il modello di cashflow che si ha in testa. Ad esempio, se si hanno più soldi e si inizia a vivere in una casa più grande aumentano anche le spese. È quindi necessario un cambio di mentalità.

La casa è un passivo perché solitamente viene pagata con mutui trentennali che hanno cospicui interessi, perché ci vanno pagate sopra le imposte, inoltre non sempre cresce di valore nel tempo, richiede un’immobilizzazione di capitali che magari non possono essere usati per altri investimenti o sono utili per non avere sempre l’acqua alla gola.

La casa non è il male assoluto.

Semplicemente, se si vuole comprare una casa, prima bisogna comprare beni che generino il cashflow con cui pagarla.

Il riassunto quindi è: aumentare gli attivi che generano reddito, e diminuire passivi e spese. É tutto ciò che serve. Uscire dal circolo vizioso implica di smettere di lavorare per il datore lavoro, per la banca che presta i soldi e per lo stato che riscuote le tasse.

Possiamo misurare la ricchezza in termini di tempo.

Ovvero rispondiamo alla domanda: “se oggi smettessi di lavorare, quanto potrei sopravvivere?” Questo ci consente di valutare la nostra posizione attuale rispetto all’indipendenza finanziaria. Ad esempio, se ho un cashflow derivante dai miei utili di 2000 euro e spese per 1000 euro, sarò ricco.

Non sarò ancora facoltoso, ma potrò sopravvivere. A questo punto non dipenderò più dal mio stipendio. Se vorrò condurre una vita più agiata, prima aumenterà il mio cashflow delle entrate, poi potrò aumentare le spese.


Occuparsi dei propri affari

Se si lavora tutto il giorno per qualcun altro, non si riescono a curare i propri affari.
Curare i propri affari significa occuparsi della colonna degli attivi. Se non lo si fa, si cerca di uscire di casa appena possibile, comprarsi una casa, mantenere i figli… e poi è troppo tardi per una pensione decente.

Gli attivi sono di diversi tipi:

  • affari che non richiedono la nostra presenza, perché sono gestiti da altre persone;
  • azioni;
  • obbligazioni;
  • fondi comuni di investimento;
  • immobili o proprietà fondiarie che producono rendite;
  • cambiali attive (pagherò);
  • diritti d’autore su opere d’ingegno come musica, brevetti, sceneggiature;
  • qualsiasi cosa che abbia valore, produca reddito, si rivaluti e abbia già un mercato.

Un esempio è quello di investire in piccole aziende che si quotano in borsa. Il rischio è alto, ma si riduce se si ama il settore d’investimento e se si capisce il gioco. In questo caso, la mia strategia è di tenere le azioni un anno e poi rivenderle. Con gli immobili invece la mia strategia è quella di iniziare con poco e scambiare i beni con proprietà maggiori, rimandando cosi il pagamento delle tasse sull’incremento delle rendite.

Di solito trattengo gli immobili per non più di sette anni.
Non consiglio a nessuno di fondare un’impresa se non Io desidera davvero. Ci sono oneri e carichi di lavoro molta pesanti, oltre a ingenti rischi, per cui va fatto solo se Io si ritiene essenziale per sé.

Gli immobili di lusso vanno comprati per ultimi,quando si ha già abbondante indipendenza finanziaria.

L’importanza dell’intelligenza finanziaria

Per creare soldi senza lavorare di più, l’intelligenza finanziaria è importantissima.
Da un lato è necessario risparmiare soldi, e dall’altro restare attenti e cogliere le occasioni al volo. C’è chi aspetta l’occasione perfetta, ma questa non esiste.

Bisogna capire le buone occasioni e prenderle in tempo. Per fare questo, servono soldi disponibili. Se sono tutti bloccati, non è possibile restare alla finestra in attesa di agire.

Gli investimenti vanno e vengono, il mercato sale e scende, le economie migliorano e crollano. Il mondo ci offre sempre occasioni eccezionali, siamo noi che non le cogliamo.

L’importante è cogliere e cavalcare il mutamento, non rimanere aggrappati al passato. Personalmente i miei due principali mezzi per arricchirmi sono i beni immobili e i pacchetti azionari. I primi sono la mia base di rendimento costante, i secondi sono utili per arricchimenti improvvisi.
Se l’occasione che intravedo è troppo complicata, lascio perdere. Uso semplicemente facili conteggi e buon senso. L’intelligenza finanziaria serve a tagliare le perdite e massimizzare i profitti. Le perdite ci sono sempre, è bene metterle in conto da subito.
L’intelligenza finanziaria consente anche di trovare soldi che non provengano dalle banche, e che quindi non abbiano interessi.


Lavorare non per i soldi ma per imparare

Ci sono tantissime persone di talento, preparate, eccellenti, che guadagnano poco. Guadagnano poco perché non hanno capito come vendere e perché non sanno cos’è la leadership.

E’ fondamentale imparare le abilità di cui si ha bisogno prima di scegliere una professione specifica e rimanere intrappolati. Più il nostro lavoro è specifico, più sarà difficile cambiarlo ed evolvere.

Molte persone si concentrano a migliorare nel loro campo, ma dimenticano di vendere e di relazionarsi col cliente.

Quindi, bisogna essere in grado di gestire tre cose:

  • il cashflow
  • i sistemi (compresi il sistema famigliare e il proprio sistema individuale);
  • le risorse umane

A questo punto bisogna superare i principali ostacoli, che sono

  • la paura della perdita
  • il cinismo
  • la pigrizia e cattive abitudini 
  • l’arroganza

Come si supera la paura della perdita

La paura della perdita si supera con la conoscenza e concentrando i propri sforzi: bisogna mettere molte uova in pochi panieri.

Come si supera il cinismo

Il cinismo crea una critica continua che allonta na dall’analisi oggettiva. Bisogna invece analizzare in modo
razionale e pulito.

Come si superano la pigrizia e le cattive abitudini

La pigrizia si combatte con una o più forti motivazioni che consentono il cambiamento. Sempre tramite la motivazione, l’aderenza ai propri desideri e ai propri piani si riescono a modificare le proprie abitudini. Per esempio, si possono studiare interi quartieri mentre si va a fare jogging. In questo modo, si sarà molto facilitati nel momento in cui si vorrà fare un investimento immobiliare.

Come si supera l’arroganza

L’arroganza diventa spesso un modo per celare la propria ignoranza. E allora l’antidoto è conoscere di più in modo curioso e umile.

É importante anche scegliere bene gli amici, per farsi circondare da persone costruttive e che risuonano positivamente con noi. Si può anche scegliere uno o più “eroi” da seguire e da imitare.

Se questo riassunto ti è piaciuto e ti ha incuriosito, ti consiglio di leggere il libro completo.

Link per l’acquisto: Padre Ricco, Padre Povero – quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro

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