Dizionario delle Erbe: Scopri, dalla A alla Z, come usare le erbe medicinali

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Grazie al Dizionario delle erbe, possiamo (ri)conoscere le proprietà delle erbe più o meno conosciute.

Dopo un periodo in cui le piante medicinali sono state  trascurate dal punto di vista terapeutico, nell’ultimo ventennio la ricerca e lo studio delle piante dal punto di vista medicinale e loro applicazione si è diffusa enormemente.

I cinquantenni di oggi ricordano, pur vivendo in città, diversi rimedi naturali cui ricorrevano i genitori con l’esperienza dei nonni; infatti, per contrazioni, ferite, slogature, mal di pancia, ossiuri e te, venivano applicate erbe o si facevano bere delle tisane. Anche come cura per il corpo, le stesse erbe venivano usate per i capelli (grassi, secchi), per la pelle, (arrossamenti, foruncoli, macchie), per bagni balsamici.

Grazie alle ricerche alle conoscenze scientifiche sull’uso delle piante, si è in grado oggi di portare il risultato di queste esperienze in tutte le case, facendo si che i piccoli disturbi o una normale pulizia del viso e la cura in generale del nostro organismo possono essere fatti da soli.

Per rispondere a questi problemi in modo chiaro e di facile comprensione, facendo conoscere l’uso domestico e il loro principio attivo, il presente dizionario delle erbe elenca le maggiori piante ed erbe medicinali. Per andare alla sezione della lettera richiesta,utilizza l’indice e clicca sulla lettera principale della pianta di interesse . Buona lettura!

 

DIZIONARIO DELLE ERBE – INDICE ERBE MEDICINALI

A

  • ABETE ABROTANO –
  • ACACIA –
  • ACANTO –
  • ACERO –
  • ACETOSA –
  • ACETOSELLA –
  • ACHILLEA MOSCATA –
  • ACONITO –
  • ACORO (Calamo aromatico) –
  • ACTEA –
  • ADONIDE –
  • AGRIFOGLIO –
  • AGRIMONIA –
  • ALCHEMILLA –
  • ALLIARIA –
  • ALLORO –
  • ALOE –
  • ALTEA –
  • AMARENA –
  • ANEMONE PULSATILLA –
  • ANETO –
  • ANGELICA –
  • ANICE VERDE –
  • ARANCIO –
  • ARGENTINA –
  • ARNICA –
  • ARTEMISIA –
  • ASPARAGO –
  • ASSENZIO –
  • AVENA –

B

  • BALSAMINA –
  • BARBA DI BECCO –
  • BARDANA –
  • BASILICO –
  • BELLADONNA –
  • BERGAMOTTO –
  • BETONICA –
  • BETULLA –
  • BIANCOSPINO –
  • BISTORTA –
  • BORRAGINE –
  • BORSA DI PASTORE –
  • BOSSO –
  • BRIONIA –
  • BRUGO –

C

  • CACAO –
  • CAGLIO –
  • CALCATREPPOLO –
  • CALENDULA –
  • CAMOMILLA –
  • CANAPA –
  • CANNA –
  • CANNELLA –
  • CAPELVENERE –
  • CAPRIFOGLIO –
  • CARCIOFO –
  • CARDIACA –
  • CARDO BENEDETTO –
  • CARIOFILLATA –
  • CARLINA –
  • CAROTA –
  • CARRUBO –
  • CASTAGNO –
  • CAVOLO D’INVERNO –
  • CELIDONIA –
  • CENTAUREA MINORE –
  • CETRIOLO –
  • CICORIA SELVATICA –
  • CILIEGIO –
  • CINOGLOSSO –
  • CIPOLLA –
  • CODA CAVALLINA O EQUISETO –
  • CONSOLIDA MAGGIORE –
  • CORIANDOLO –
  • COTOGNO –

D

  • DIGITALE –
  • DULCAMARA –

E

  • EDERA –
  • EUCALIPTO –
  • EUFRASIA –

F

  • FAGIOLO –
  • FARFARA –
  • FELCE MASCHIO –
  • FICO –
  • FICO D’INDIA –
  • FINOCCHIO –
  • FRAGOLA –
  • FRANGOLA –
  • FRASSINO –
  • FUMARIA –

G

  • GALEGA –
  • GELSO NERO –
  • GENZIANA MAGGIORE –
  • GERANIO ROSSO –
  • GIAGGIOLO –
  • GIGLIO BIANCO –
  • GIGLIO GIALLO –
  • GINEPRO –
  • GINEPRO ROSSO –
  • GINESTRA –
  • GIRASOLE –
  • GRAMIGNA –
  • (Dente canino) –
  • GRANTURCO –

I

  • IPERICO –
  • ISSOPO –

L

  • LAMPONE –
  • LAPPOLA –
  • LARICE –
  • LATTUGA –
  • LAVANDA –
  • LIMONE –
  • LIQUIRIZIA –
  • LUPPOLO –

M

  • MALVA SILVESTRE –
  • MANDORLO –
  • MARRUBIO –
  • (Marrubium vulgare) –
  • MELANZANA –
  • MELILOTO –
  • MELISSA –
  • MELO –
  • MENTA –
  • MIRTILLO –
  • MUGHETTO –

N

;

  • NESPOLO –
  • NINFEA BIANCA –
  • NOCCIOLO –
  • NOCE –

O

  • OLIVELLO SPINOSO –
  • OLIVO –
  • ONONIDE –
  • ONTANO –
  • ORIGANO –
  • ORTICA –

P

  • PAPAVERO –
  • PARIETARIA –
  • PASSIFLORA –
  • PELOSELLA –
  • PERVINCA –
  • PERO –
  • PESCO –
  • PIANTAGGINE –
  • PIMPINELLA –
  • PINO SILVESTRE –
  • POLMONARIA –
  • PREZZEMOLO –
  • PRIMAVERA –
  • PRUGNO (Susino) –
  • PRUNELLA –
  • PUNGITOPO –

Q

  • QUERCIA –

R

  • RABARBARO ALPINO –
  • RAFANO –
  • REGINA DEI PRATI –
  • RIBES NERO –
  • RODODENDRO –
  • ROSA CANINA –
  • ROSMARINO –
  • ROVO –
  • RUTA –

S

  • SALCERELLA –
  • SALICE BIANCO E ROSSO –
  • SALSAPARIGLIA –
  • SALVIA –
  • SAMBUCO –
  • SANICOLA –
  • SANTOREGGIA –
  • SEDANO MONTANO –
  • SEMPREVIVO –
  • SENAPE BIANCA –
  • SERPILLO –
  • SIGILLO DI SALOMONE –
  • SORBO ROSSO –
  • STRAMONIO –

T

  • TASSO BARBASSO –
  • TIMO –
  • TORMENTILLA –
  • TRIFOGLIO FIBRINO –

U

  • UVA URSINA –

V

  • VALERIANA –
  • VERBENA –
  • VERGA D’ORO –
  • VERONICA –
  • VESCICARIA –
  • VIOLA DEL PENSIERO –
  • VIOLA MAMMOLA –
  • VISCHIO –
  • VITE –
  • VULNERARIA –

Z

  • ZAFFERANO –
  • ZENZERO –
  • ZUCCA –

ABETE

Famiglia: Pinacee.

È un albero sempreverde che si trova nei boschi delle regioni montane, ed è abbastanza diffuso nell’arco Alpino e sugli Appennini. È popolare in tutto il mondo in quanto rappresenta il tradizionale albero di Natale e la sua altezza può raggiungere i 50 metri. Fra le specie più note ricordiamo l’Abete Bianco, che è molto diffuso in Italia e l’Abete Rosso il cui legno è molto pregiato e largamente usato in falegnameria. L’Abete ha proprietà balsamiche, espettoranti, leggermente antisettiche, quindi è indicato per la cura dei disturbi dell’apparato respiratorio quali raffreddori, influenze, bronchiti, polmoniti, asma, tracheiti. È usato anche per le infezioni delle vie urinarie, per la cistite, l’impotenza, la gotta. È un efficace deodorante, ed avendo proprietà rubefacente, cioè capace di stimolare la circolazione sanguigna, è un ottimo rimedio per la cura dei reumatismi.

 

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ABROTANO

Famiglia: Composite.

È una pianta erbacea alta da 70 a 80 cm. con foglie grandi, multifide e fiori in capolini. Essa emana un odore fortemente aromatico simile a quello dei limoni ed è per ciò che viene coltivata nei giardini. Inoltre, opportunamente dosata, è uno squisito condimento per gli arrosti, per la carne grassa, per le salse e per le insalate.

Dal punto di vista terapeutico è un ottimo vermifugo, provoca la comparsa delle mestruazioni, promuove la secrezione gastrica e aiuta lo stomaco a funzionare meglio.

 

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ACACIA

Famiglia: Mimosacee.

È un albero originario dell’Africa Orientale ma oggi molto diffuso in Italia ha fiori molto piccoli riuniti in spighe, foglie composte e frutti polposi. Fra le specie più note ricordiamo l’Acacia gommifera dalla quale si ricava la gomma arabica che viene adoperata soprattutto per preparare emulsioni con i corpi grassi e per mantenere in sospensione nell’acqua polveri insolubili. I suoi principi attivi sono utili per guarire le mucose infiammate dell’intestino e dell’apparato respiratorio. Inoltre è un ottimo purgante.

 

 

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ACANTO

Famiglia: Acantacee.

È una pianta erbacea perenne con grandi foglie pennatifide e fiori bianchi, rosei o porporini, disposti in lunghe spighe. Cresce spontaneamente fra i ruderi di tutta la zona mediterranea ma è anche coltivata come pianta ornamentale.

La specie più nota in medicina è l’Acanthus Mollis che possiede proprietà emollienti e viene usato anche nelle infiammazioni, della gola, nelle diarree e nelle emorragie. Per uso esterno, in lavaggi, l’infuso di acanto è adoperato nella pratica familiare contro le irritazioni cutanee e le morsicature di insetti. L’acanto viene anche raccomandato come diuretico.

 

 

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ACERO

Famiglia: Aceracee.

È un albero che può raggiungere i 12 metri di altezza e si rinviene comunemente nei boschi di tutta Italia. Preferisce i terreni freschi ma non umidi e viene spesso coltivato come albero tutore lungo i filari delle vigne. I suoi principi attivi sono contenuti nella corteccia che si raccoglie in primavera, staccandola con la punta di un coltello. L’acero ha proprietà rinfrescanti ed astringenti e, per uso interno, viene indicato contro le infiammazioni, le diarree e i disturbi intestinali. Per uso esterno invece è un ottimo rimedio per pelli fragili e arrossate.

 

 

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ACETOSA

(Velenosa)

Famiglia: Poligonacee.

L’Acetosa è un’erba perenne molto simile agli spinaci a causa delle foglie a forma di picche; essa cresce nei prati umidi e lungo i corsi d’acqua.

Ha proprietà diuretiche, rinfrescanti, febbrifughe ed antinfiammatorie.

È indicata contro le influenze, le febbri e l’emofilia. Inoltre contiene una notevole quantità di vitamina C ed è perciò indicata nelle anemie e nella cura dello scorbuto, malattia che oggi è fortunatamente sparita. L’infuso è utile per curare l’acne, gli eczemi e i disturbi minori della pelle. Però è importante ricordare che, se presa in dosi eccessive, può causare avvelenamento, soprattutto se ne viene bevuto il succo fresco. Infine l’Acetosa, essendo particolarmente ricca in ossalati, è sconsigliabile ai malati di fegato e alle persone affette da calcolosi epatica e renale.

 

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ACETOSELLA

Famiglia: Ossalidacee.

È una piantina erbacea perenne, alta al massimo 15 cm., che si trova nei boschi delle zone montane, soprattutto nell’Italia Settentrionale. I suoi principi attivi si trovano nelle foglie e nelle radici fresche e sono, come per l’Acetosa, la vitamina C, l’acido di potassio e l’ossalato.

L’Acetosella purifica il sangue ed è un ottimo diuretico, depurativo, febbrifugo e rinfrescante; è indicata nelle malattie della bocca, della gola, per gli ascessi, le febbri, i tumori e le piaghe. Inoltre può essere usata come lucido o smacchiatore, per pulire i mobili di vimini, l’argento e per eliminare le macchie d’inchiostro dai vestiti.

 

 

ACHILLEA MOSCATA

Famiglia: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea perenne, alta da un minimo di 10 cm. a un massimo di 50 cm., che emana un forte odore canforato. Vive nei luoghi sassosi e nella regione Alpina, dal Piemonte al Friuli. Gli antichi la consideravano l’erba del guerriero poiché deve il suo nome al mitico Achille il quale, dietro suggerimento della dea Venere, la usò per cicatrizzare la sua ferita che altrimenti sarebbe stata mortale.

Infatti, applicata localmente è fortemente cicatrizzante, inoltre è leggermente diuretica, digestiva e aromatica. Serve a controllare gli sbalzi di pressione e a normalizzare la circolazione del sangue. Il suo gusto amaro stimola l’appetito ed è un ottimo rimedio negli stati di debolezza.

 

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ACONITO

(Velenosa – Mortale)

Famiglia: Ranuncolacee.

L’Aconito è una pianta erbacea perenne alta fino a 150 cm. e cresce nei campi umidi e fertili delle zone montagnose. I suoi fiori azzurri sono molto belli e decorativi ma il suo veleno è potentissimo e non se ne deve fare uso alcuno senza prescrizione medica. Tutte le parti della pianta contengono aconitina, un veleno che agisce eccitando e poi paralizzando i centri nervosi e la morte avviene per arresto cardiaco e respiratorio. Nelle radici si trovano due sostanze altrettanto velenose: la Napellina e la Neopellina. L’Aconito ha proprietà analgesiche, antinevralgiche, moderatrici del cuore, decongestionanti, diuretiche.

Viene usato per l’angina, il mal di denti, i dolori reumatici, la sciatica, la gotta, i dolori facciali, le congestioni polmonari, le elevate pressioni arteriose e per normalizzare la respirazione. È cardiotonico.

 

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ACORO (Calamo aromatico)

Famiglia: Aracee.

È una pianta erbacea perenne alta dai 50 ai 150 cm. Cresce presso le acque stagnanti, ai margini delle paludi, lungo i ruscelli dal corso lento e nei pantani. Il suo rizoma contiene un olio profumato, volatile ed amaro, da cui si ricavano principi attivi molto utili per stimolare l’appetito e facilitare la digestione. Inoltre, per le sue pregiate caratteristiche amaro-toniche e aromatizzanti, viene impiegato nell’industria liquoristica e delle bevande in genere.

 

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ACTEA

(Velenosa)

Famiglia: Ranuncolacee.

È un’erba perenne che cresce nei boschi ombrosi e montani delle Alpi e degli Appennini. La sua radice ha proprietà emetiche (cioè capaci di provocare il vomito), purgative e sudorifere purché usata in piccolissime dosi. Infatti la pianta è velenosa e sarebbe prudente astenersi dall’usarla nell’ambiente familiare. È opportuno rivolgersi al medico per l’uso e le dosi. Il decotto di foglie veniva un tempo impiegato per la cura della rogna e della scrofola.

 

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ADONIDE

(Velenosa)

Famiglia: Ranuncolacee.

È un’erba perenne alta da 10 a 30 cm., assai rara allo stato spontaneo. L’Adonide deve il suo nome al mitico cacciatore Adone che fu ucciso da un cinghiale e il cui sangue venne trasformato in fiori da Venere-Afrodite che lo amava. L’allusione sì riferisce alla specie con i fiori rossi (Adonis Aestivalis). Essa ha parecchie proprietà terapeutiche: esercita azione tonico-cardiaca senza determinare ipertensione, è indicata nelle miocarditi transitorie delle malattie infettive ed è diuretica. Ma, eccedendo nella dose, si può avere avvelenamento e perfino la morte. Infatti è una pianta molto velenosa e non se ne deve fare uso alcuno senta prescrizione medica. La sua tossicità si trasmette al latte delle pecore, mucche e capre che ne hanno mangiato.

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AGRIFOGLIO

Famiglia: Aquifoliacee.

È un arbusto, alto fino a un massimo di 10 cm., che nasce spontaneo in Europa, Asia Minore, Persia e Cina. Si trova nei boschi delle regioni submontane ed è diffuso come pianta ornamentale natalizia. Ha foglie dentellate di un verde lucidissimo, fiori bianchi e bacche rosse e tossiche. Possiede proprietà diuretiche, tossifughe, antireumatiche, antiartritiche e febbrifughe. È molto importante ricordare che le bacche sono fortemente purgative e possono dare nausea e vomito, quindi il loro uso è da sconsigliare.

 

 

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AGRIMONIA

Famiglia: Rosacee.

È una pianta erbacea perenne dal fusto eretto alto da 30 a 80 cm. L’Agrimonia è diffusa in tutta Italia specialmente nei luoghi soleggiati e asciutti, nei boschi e nei prati, dalla zona mediterranea a quella montana. È conosciuta anche sotto il nome di Eupatoria che pare derivi dal mitico Mitridate Eupatore il quale divenne famoso per avere abituato il proprio corpo a ricevere giornalmente una piccola quantità di veleno, in modo da evitare di morire avvelenato in qualche congiura.

Ha proprietà astringenti, diuretiche, antidiabetiche, cicatrizzanti, antipruriginose e viene indicata contro la diarrea, la dissenteria, la litiasi renale, il diabete, l’epatismo, l’obesità, l’asma, le perdite bianche, le angine, le stomatiti, le piaghe infette.

 

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ALCHEMILLA

Famiglia: Rosacee.

L’Alchemilla è una pianta provvista di un rizoma legnoso che termina in una rosetta di foglie verdi divise in 7-11 lobi arrotondati. I suoi fiori sono di color giallo-verdastro e piuttosto piccoli. Cresce nei campi umidi, nei boschi aperti, nelle regioni montane e, sopra i mille metri, forma interi tappeti. La tradizione popolare le attribuiva la virtù miracolosa di ridare la verginità perduta ed ancora oggi, sebbene per scopi diversi, questa pianta è molto usata in ginecologia. Infatti, avendo proprietà emostatiche è molto efficace nella cura delle mestruazioni troppo abbondanti, delle perdite bianche, delle emorragie interne ed esterne. È un ottimo antinfiammatorio ed attenua il mal di gola e di denti.

 

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ALLIARIA

Famiglia: Brassicacee /Crucifere.

È una pianta erbacea annuale dal fusto alto fino a 100-120 cm.

Deve il suo nome al forte odore agliato che emana quando si sfregano le foglie tra le dita. Si trova nei boschi e nelle siepi di tutta Italia, dalla zona marina a quella montana e si raccoglie da maggio a luglio. Le sue foglie si utilizzano in infuso e sono un eccellente depurativo. L’Alliaria ha proprietà espettoranti, antisettiche e iperemizzanti cioè capaci di aumentare la quantità di sangue presente nei capillari di un organo. Viene indicata nelle affezioni dell’apparato respiratorio quali le tossi catarrali, nella detersione di piaghe e ferite infette e per la cura dei geloni. Infatti, applicata localmente su questi ultimi, ne riattiva la circolazione locale.

 

 

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ALLORO

Famiglia: Lauracee.

È un albero sempreverde che allo stato spontaneo può raggiungere anche i 12 m. di altezza, ma nei giardini è coltivato come siepe od arbusto. È originario del Mediterraneo e veniva usato dagli antichi Greci e Romani per incoronare i vincitori e i personaggi illustri. Oggi è considerato soprattutto una pianta culinaria per le sue caratteristiche aromatiche, ma i suoi oli naturali sono ingredienti importanti nella preparazione di ricette mediche.

Ha proprietà aperitive, digestive, antisettiche, stimolanti, espettoranti, diuretiche e antispasmodiche (cioè capaci di rilassare le fibre muscolari contratte). Gli infusi di foglie di Alloro purificano il tubo digerente e favoriscono l’eliminazione dei gas intestinali. L’unguento di bacche è utile contro i dolori reumatici.

L’Alloro possiede inoltre proprietà emmenagoghe, cioè capaci di stimolare la comparsa o l’aumento del flusso mestruale quindi è un ottimo rimedio nelle mestruazioni dolorose.

 

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ALOE

Famiglia: Liliacee.

È un tipo di pianta grassa con fusto molto corto, foglie carnose disposte a rosetta, fiori color rosso porpora o arancio in pannocchie portate da uno scapo più o meno allungato. Proviene dall’Africa, oggi viene coltivato anche in Sicilia e nell’Italia meridionale. Possiede proprietà purgative, digestive, aperitive.

È un ottimo amaro ed entra nella composizione di molti liquori ed elisir, inoltre il suo uso è consigliato agli ammalati di fegato perché aumenta la secrezione di bile. È emmenagogo, cioè provoca la comparsa delle mestruazioni e viene controindicato nelle emorragie, nelle gravidanze, nei periodi mestruali, nelle calcolosi e nelle infezioni della vescica.

 

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ALTEA

Famiglia: Malvacee.

È una pianta erbacea con fusto eretto alto da 50 a 150 cm., foglie lobate e coperte di peluria, fiori a grappolo di color rosa chiaro. Cresce in Europa e nell’Asia occidentale nei luoghi umidi e paludosi. L’altea è una pianta molto usata in medicina e conosciuta fin dall’antichità: con essa si preparano tisane, sciroppi e medicamenti per uso esterno.

Possiede proprietà espettoranti, decongestionanti, emollienti, lassative e diuretiche.

Viene indicata nelle malattie della gola e delle vie respiratorie, come sedativo della tosse, nelle diarree, nelle enteriti. I suoi estratti vengono utilizzati in cosmetica come addolcenti e decongestionanti per pelli delicate e fragili.

 

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AMARENA

Famiglia: Rosacee.

È un arbusto originario dell’Asia Minore ed oggi coltivato in tutta la zona temperata. Ha poche esigenze e cresce anche spontaneamente nei boschi e nelle siepi. Le proprietà terapeutiche di questa pianta vengono ricavate dai peduncoli dei frutti che si raccolgono completamente maturi e si essiccano all’ombra. I frutti invece sono rinfrescanti, dissetanti e contengono vitamine C e B. L’Amarena ha proprietà antiuriche, diuretiche, antigottose e viene indicata nella cura della nefrite, della cistite, dei calcoli vescicolari e renali.

 

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ANEMONE PULSATILLA

Famiglia: Ranuncolacee.

Esistono diverse varietà di Anemone: quella Alpina che cresce in prevalenza sulle Alpi ed è di colore bianco, l’anemone Vernalis che ha fiori di color viola e bianco e l’Anemone Pulsatilla che si trova solitamente sugli Appennini ed ha fiori campanulati di color violaceo. Quest’ultima è una pianta erbacea perenne, alta da 5 a 30 cm., che cresce nelle zone calde e assolate ed è tossica.

Nelle campagne viene anche chiamata “erba del vento”. Contiene anemonina un alcaloide la cui azione è sedativa e antispasmodica e quindi viene utilizzata contro gli spasmi nervosi, soprattutto degli organi genitali e contro i dolori mestruali.

Viene anche indicata nella cura della pertosse, dell’asma, delle nevralgie e delle emicranie.

 

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ANETO

Famiglia: Apiacee/Ombrellifere.

È una pianta aromatica originaria dell’India ma da lungo tempo coltivata in Italia dove cresce anche allo stato selvaggio. Ha fusto eretto, foglie molto frastagliate e filiformi, piccoli fiori gialli disposti in ombrelle e frutti ellittici marroni.

È una delle molte erbe menzionate nei papiri egiziani e viene comunemente chiamata “falso anice” o “finocchio bastardo” perché, per il suo aroma e per le sue proprietà terapeutiche rassomiglia al finocchio. I frutti dell’Aneto hanno la caratteristica di agire come antispastici e di attenuare i dolori intestinali, il vomito, il singhiozzo. L’infuso costituisce un eccellente stimolante delle funzioni digestive ed è valido anche come diuretico.

È un antinfiammatorio ed è utile nelle infezioni della bocca. Viene usato come erba culinaria per aromatizzare le salse e nella pasticceria casalinga.

 

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ANGELICA

Famiglia: Apiacee/Ombrellifere.

Esistono due tipi di angelica le quali hanno un aspetto molto simile: l’angelica arcangelica che viene coltivata per i suoi piccioli aromatici usati in pasticceria e in liquoristeria, e l’angelica selvatica che nasce spontanea nei luoghi umidi ed ombrosi di tutta Italia. L’angelica è una pianta che può raggiungere i due metri di altezza; ha lucenti foglie verdi e fiori verde pallido che appaiono in luglio e durano fino a settembre. In passato i suoi semi venivano bruciati nelle case per diffondere il loro soave profumo e le sue radici erano chiamate “radici dello spirito santo” per le virtù curative che esplicavano in molte gravi malattie quali la peste. L’angelica arcangelica possiede proprietà digestive, stimolanti, aperitive, antispasmodiche, emmenagoghe.

Viene indicata negli stati di affaticamento generale, nel vomito spasmodico, nelle insufficienze epatite, nelle emicranie nervose, nelle insufficienze mestruali, nelle digestioni lente e difficili. È un ottimo antidoto contro il veleno della cicuta e della belladonna. L’angelica silvestre possiede le stesse proprietà dell’angelica arcangelica ed inoltre è utilissima contro il catarro bronchiale e le coliche intestinali. Bisogna però ricordare che entrambe le angeliche hanno la stessa caratteristica di essere stimolanti a dosi basse e deprimenti ad alte dosi.

 

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ANICE VERDE

Famiglia: Ombrellifere.

È una pianta annua aromatica originaria dell’Asia ma oggi diffusa in vari paesi specialmente in Spagna. L’anice compare anche allo stato selvatico e cresce in luoghi ricchi di sostanze nutritive, soleggiati e al riparo dai venti. È una delle più antiche piante coltivate ed era in passato una delle più conosciute fra le aromatiche e curative. È usato nell’arte dolciaria per fare biscotti, pasticcini, liquori e, per il suo sapore dolciastro, viene anche usato per correggere il gusto di alcuni farmaci contenenti sostanze amare. Ha proprietà aperitive, digestive, sedative degli spasmi nervosi e viene indicato per stimolare l’appetito, per facilitare la digestione e nei casi di eccitazione nervosa.

 

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ARANCIO

Famiglia: Rutacee.

È un albero originario dell’India e della Cina alto fino ad un massimo di 5 m. Ha foglie di color verde vivo, fiori bianchi e frutti sferici con buccia di uno splendido colore arancione o porporino. I suoi fiori sono considerati sin dall’antichità simbolo di castità e vengono usati per confezionare mazzi nuziali.

Si conoscono diverse qualità di arancio di cui le più importanti sono: l’arancio dolce a maturazione precoce e l’arancio amaro dai cui fiori si ricava l’essenza di neroli che è il costituente di molte preparazioni cosmetiche decongestionanti. Ha proprietà digestive, aperitive, sedative, aromatiche, antispasmodiche. Viene usato per favorire la digestione, per i dolori di stomaco, per l’insonnia e l’eccitazione nervosa. Contiene molta vitamina C per cui è indicato negli stati di anemia, di decalcificazione, di mancanza di fosforo e nell’età dello sviluppo. Le scorze di arancio, nella varietà dolce e amara, sono molto usate nell’industria liquoristica e in quella alimentare in genere.

 

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ARGENTINA

Famiglia: Rosacee.

È una pianta erbacea vivace diffusa soprattutto nell’Italia settentrionale ed in quella centrale. Cresce di preferenza nei luoghi erbosi, ai margini dei fiumi e degli stagni, ai bordi delle strade. Ha un rizoma corto che termina in una rosetta di foglie di color argenteo nella parte inferiore e fiori gialli.

Possiede proprietà astringenti, antispasmodiche, antiemorragiche, antinfiammatorie, antidiarroiche e cicatrizzanti. Cura le diarree, le convulsioni, i crampi allo stomaco, i dolori mestruali, le infiammazioni cutanee.

Viene usata come antiemorragico nelle emorragie intime e per cicatrizzare ferite e piaghe.

 

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ARNICA

(Velenosa – Mortale)

Famiglia: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea perenne alta da 30 a 60 cm. con fiori riuniti in capolino di color giallo – arancione. È una delle più belle piante alpine e tra le più popolari in tutto il mondo però è anche molto velenosa e può provocare malesseri anche gravi e quindi deve essere usata sotto controllo medico.

Ha molte proprietà medicinali e si dice che Goethe usasse gocce di arnica per rafforzare il suo cuore affaticato: infatti con gli estratti di questa pianta si preparano molte medicine che servono a stimolare il cuore e la circolazione. Inoltre combatte le ecchimosi, le contusioni, le distorsioni, gli strappi muscolari. Per uso interno viene anche indicata per combattere l’arteriosclerosi, gli spasmi arteriali, le paralisi e la pertosse.

 

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ARTEMISIA

Famiglia: Asteracee/Composite.

L’artemisia o amarella è un’erba perenne che cresce quasi dappertutto; essa preferisce i terreni ricchi di sostanze azotate ed è perciò abbondante vicino alle zone abitate, lungo le strade, sui pendii e sulle rive dei fiumi. Ha fusti eretti di colore rossiccio, foglie inferiormente lanose e superiormente di color verde scuro e capolini gialli oblunghi. Per le sue proprietà regolatrici del ciclo femminile è stata dedicata alla dea greca Artemide, protettrice delle vergini. È una pianta aromatica e viene impiegata come base amaricante e aromatizzante di molti aperitivi e digestivi. Bisogna però ricordare che l’impiego di questa pianta deve essere moderato poiché, ad alte dosi, l’Artemisia può produrre intossicazioni e aborti.

 

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ASPARAGO

Famiglia: Liliacee.

È una pianta erbacea perenne che viene estesamente coltivata per la produzione dei turioni i quali hanno proprietà depurative e diuretiche. Cresce anche allo stato spontaneo nelle zone marine sino alle zone submontane.

Ha rizoma grosso e corto dal quale spuntano germogli commestibili, foglie piccolissime che sembrano scaglie e fiori penduli di colore verdastro e a forma di campanula. I turioni contengono inoltre vitamina A e B e sono utili nelle anemie, nelle astenie fisiche e intellettuali e nelle demineralizzazioni. Essi, come le verdure vanno consumati preferibilmente crudi, grattugiati nelle insalate o cotti a vapore per non disperdere i sali. Le sostanze contenute nelle radici curano invece i dolori renali, l’ittero e le idropisie cioè quei disturbi in cui la ritenzione di acqua nei tessuti provoca scompensi.

 

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ASSENZIO

Famiglia: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea perenne che nasce in luoghi incolti e asciutti, lungo le strade, fra i cespugli e i ruderi. Dà il nome ad una bevanda molto alcolica il cui uso prolungato potrebbe risultare particolarmente dannoso alla salute poiché provoca seri disturbi al sistema nervoso. È un amaro proverbiale e favorisce la digestione stimolando lo stomaco e il fegato. Cura l’inappetenza e viene indicato nelle convalescenze e nelle anemie. Inoltre l’assenzio allontana gli insetti e basta un po’ di succo fresco sulla pelle per sconfiggere le fastidiose zanzare.

 

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AVENA

Famiglia: Graminacea.

È una pianta annuale con fusti alti, vuoti ed erbosi, e fiori disposti in spighette pendenti in pannocchie terminali. Viene coltivata per il suo alto valore nutritivo ed anche per sfamare gli animali domestici. Contiene un elevato numero di vitamine e di calcio e viene consigliata nelle diete macrobiotiche per la presenza della crusca che stimola la mobilità intestinale e rinfresca e disintossica l’organismo. La paglia d’avena è molto usata in medicina e l’omeopatia fa uso di un’essenza preparata con fiori freschi; la farina di avena invece viene usata esternamente come purificante e come cosmetico. I suoi semi hanno proprietà espettoranti e vengono applicati in cataplasmi per uso esterno. L’avena possiede anche proprietà rinfrescanti ed emollienti ed è ottima in decotto per le pelli aride e irritabili. È infine un eccellente diuretico.

 

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BALSAMINA

Famiglia: Balsaminacee.

È una pianta a annuale alta 20-80 cm. con fusto traslucido, fiori ascellari di vario colore, e capsula con valve che a maturità scagliano lontano i semi. Viene volgarmente chiamata “non mi toccare” perché ha la caratteristica di lanciare a distanza i semi che contiene non appena la si urta.

Cresce allo stato selvatico fino alla zona submontana e nei luoghi ombreggiati della zona montana di tutta Italia.

Possiede proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti, diuretiche e depurative. Per uso esterno viene usata sulle pelli infiammate e congestionate, sulle emorroidi e per detergere ferite, mentre per uso interno viene utilizzata per aumentare la diuresi e come depurativo.

 

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BARBA DI BECCO

Famiglia: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea biennale con radice fittonante, foglie allargate ad abbracciare il fusto e fiori gialli raccolti in capolini. È una pianta diffusa in tutta Italia dalla regione padana ai pascoli alpini e in tutti i luoghi erbosi. Dioscoride la chiamò “Tragopogon” cioè barba di capra, forse alludendo all’aspetto curioso dei suoi frutti oblunghi e piumati. Possiede proprietà depurative ed inoltre contiene un polisaccaride molto importante dal punto di vista dietetico perché può sostituire gli zuccheri che sono dannosi ai diabetici. La barba di becco è nota per le sue utilizzazioni alimentari: i germogli, le foglie e le radici sono infatti ottime verdure ricche di zucchero e vengono consumate cotte.

 

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BARDANA

Famiglia: Composite.

È una pianta erbacea perenne con piccoli fiori rossi raccolti in capolini sferici circondati da brattee uncinate che si attaccano alle vesti e al vello degli animali attuando così la disseminazione. Cresce nei terreni ricchi di azoto, nei prati alpini, tra le macerie, nei terreni incolti dal mare alla montagna. Secondo alcuni è un’erba infestante mentre in Giappone ad esempio, è un ortaggio e le sue radici vengono coltivate, selezionate e consumate come tali. È una pianta medicinale nota fin dall’antichità e possiede proprietà depurative, diuretiche, sudorifere, lassative, antidiabetiche, antivelenose, antisifilitiche, antibiotiche contro i batteri Gram-Positivi.

Estremamente viene usata per combattere l’acne, gli eczemi, le piaghe purulente e le varici. Per uso interno cura la tigna, il morbillo, la sifilide, i reumatismi, la gotta, il diabete, ed è un ottimo antidoto contro il veleno della vipera.

 

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BASILICO

Famiglia: Labiale.

È una pianta erbacea annuale alta fino a 50 cm. con foglie ovali molto aromatiche e fiori chiari raccolti in spighe. È originaria dell’India dove cresce tutt’oggi e dove viene usata sia per le sue virtù gastronomiche che come antidoto al morso dei serpenti velenosi. Il nome deriva dal greco “basileus” che significa “re” e gli antichi ebrei, greci e romani lo usavano per sostenersi durante i periodi di digiuno. Viene coltivato negli orti per uso culinario e profuma numerosissime ricette. Possiede proprietà digestive, antispasmodiche, antinfiammatorie e viene indicato per attenuare i crampi allo stomaco e all’intestino, per facilitare la digestione, per purificare l’alito e per recare sollievo nelle infiammazioni della bocca e della gola. L’acqua distillata del basilico è un ottimo tonico analcolico.

 

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BELLADONNA

(Velenosa)

Famiglia: Solanacee.

È una pianta erbacea con fusto carnoso alto circa 1 m., foglie ovate, fiori bruni ascellari, bacche brune e lucenti. Cresce nei boschi montani, specialmente ombrosi della zona alpina e appenninica ed è velenosissima per l’uomo ma di grande valore medicinale. L’avvelenamento da bacche è abbastanza comune e i bambini dovrebbero essere istruiti a fare attenzione; nel caso ciò si verificasse è opportuno come primo intervento indurre al vomito e somministrare tavolette di carbone. Questa pianta ha avuto un ruolo importante nella Magia Nera del Medioevo, infatti, la famosa pomata delle streghe usata nelle pratiche di avvelenamento mediante frizione sulla pelle era composta da “belladonna”.

Nella mitologia greca invece il nome belladonna fa riferimento all’uso che ne facevano le belle donne per dare brillantezza ai propri occhi. A dosi molto elevate ha azione allucinogena e sembra sia stata usata nell’antichità da tossicomani per provocare sogni ed evadere dalla realtà. A dosi ridotte è uno stimolatore cardiaco ma la sua azione tossica richiede il controllo del medico. La belladonna entra nella composizione di molti preparati per attutire le tossi, specialmente quelle convulsive.

 

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BERGAMOTTO

Famiglia: Rutacee.

È un piccolo albero simile all’arancio, con fiori bianchi e frutto giallo e rotondo. Secondo alcuni è da ritenersi un incrocio naturale tra l’arancio e il limone: non esiste allo stato spontaneo ed è coltivato specialmente in Calabria per la produzione dell’essenza. In cosmetica l’essenza di bergamotto che si estrae dalla buccia del frutto omonimo viene usata come componente di profumi e di molti prodotti abbronzanti. Serve a disinfettare la cavità orale, la pelle e le zone ascellari e a normalizzare le pelli grasse. Inoltre possiede proprietà stimolanti capaci di riattivare la circolazione sanguigna e viene usato nella cura dei geloni.

 

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BETONICA

Famiglia: Labiate.

È una pianta erbacea perenne con fiori rosa riuniti in spiga e foglie dalle nervature molto marcate. Cresce in tutta Italia dalla regione mediterranea a quella montana fino a 1500 metri e se ne usano le foglie, le radici e le sommità fiorite. Era molto apprezzata nell’antichità tanto che gli Egizi le attribuivano virtù magiche e l’applicavano per la cura di moltissime malattie. Possiede proprietà febbrifughe, espettoranti e leggermente analgesiche cioè capaci di calmare i dolori. Viene indicata contro l’ittero, le affezioni polmonari, le emicranie nervose, le vertigini, i reumatismi cronici. Ha potere cicatrizzante e per uso esterno cura le piaghe infette e le ulcere alle gambe.

 

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BETULLA

Famiglia: Betulacee.

È un albero che può raggiungere l’altezza di 30 m., con una corteccia biancastra che si sfoglia facilmente, foglie romboidali dal lungo picciolo e frutti alati. Cresce nella zona montana e subalpina delle Alpi e degli Appennini in Italia. Per uso esterno si sfruttano le sue proprietà antisettiche e astringenti che sono molto utili nella cura dei foruncoli e dell’acne. Ma la proprietà fondamentale della betulla è quella di stimolare la diuresi, di favorire l’eliminazione dell’acido urico e di abbassare il contenuto di colesterolo nel sangue. Inoltre riduce gli edemi di origine cardiaca e renale, l’ipertensione e in alcuni casi anche la cellulite.

L’acqua distillata della corteccia e delle foglie di betulla è anche un ottimo rimedio per irrobustire i capelli e per eliminare la forfora.

 

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BIANCOSPINO

Famiglia: Rosacei.

È un arbusto alto fino a 5 m., che cresce ai margini dei boschi e delle foreste ed è anche coltivato come siepe. Tutti i ramoscelli hanno spine sottili, foglie lucide e picciolate, fiori bianchi o rosei raccolti in corimbi, frutti ovoidali di color rosso corallo contenenti semi.

I contadini lo chiamano “spina bianca o spina di maggio” ed il suo primo uso medicinale risale al XIX secolo grazie alla scoperta di un medico irlandese. Recentemente gli sono stati attribuiti principi tonico-cardiaci che regolano il ritmo del cuore ed esercitano una buona azione sedativa sugli ipertesi e sugli arteriosclerotici. È uno fra i nostri migliori antispasmodici ed è sprovvisto di tossicità. I frutti hanno proprietà antidiarroiche e astringenti e sono utili contro la ritenzione urinaria.

 

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BISTORTA

Famiglia: Poligonacee.

È una pianta erbacea dal rizoma doppiamente contorto e a forma di serpentina da cui trae origine il suo nome. Il fusto è nodoso e rigido e porta foglie allungate e fiori di color rosa chiaro che formano lunghe spighe. Cresce nei pascoli umidi della zona montana e submontana delle Alpi e dell’Appennino mentre manca nelle isole. Possiede proprietà astringenti e antinfiammatorie e viene indicata nella cura dei disturbi intestinali quali le diarree e nelle irritazioni del cavo orale. Il modo migliore di utilizzare la bistorta è quello di inghiottire direttamente la polvere dei rizoma poiché la cottura ne altera i principi attivi. Il suo infuso frizionato sul cuoio capelluto è utile per normalizzare i capelli grassi.

 

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BORRAGINE

Famiglia: Borraginacee.

È una pianta erbacea annuale con grosso fusto succoso, grandi foglie rugose e ruvide e fiori turchini. È diffusa in tutta Italia dalla zona mediterranea a quella submontana e si trova sia nei luoghi coltivati che nei ruderi.

È originaria della Siria ed il suo nome deriva da due parole arabe “Abon” che significa padre e “Rash” che significa sudore. Questa pianta infatti possiede proprietà sudorifere ed è altamente depurativa in quanto favorisce l’eliminazione delle scorie attraverso le urine e la sudorazione.

Alcune popolazioni dell’Europa centrale la chiamano anche “pianta del buonumore” per le insolite proprietà di combattere gli stati di angoscia e le depressioni.

L’infuso di fiori di borragine ha azione emolliente, tossifuga ed espettorante mentre per uso esterno i fiori e le foglie vengono usati come decongestionanti su pelli arrossate.

 

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BORSA DI PASTORE

Famiglia: Crucifere.

È una pianta erbacea annua a fusto eretto, fiori in racemo e frutti a siliquetta, di forma simile alla borsa in cui il pastore tiene il sale per gli animali.

Si trova comunemente in tutta Italia, nei luoghi coltivati, nei giardini, sui muri, lungo le strade, nelle radure dei boschi. Ha potere emostatico e si racconta che un pastore che curava le sue pecore con questa pianta riuscì ad arrestare un’emorragia uterina di una donna somministrandone ogni ora il suo succo fresco. Viene indicata nelle emorragie della menopausa, nelle mestruazioni abbondanti in quanto ne regola il flusso, nell’emofilia, nelle emorroidi.

Possiede inoltre proprietà astringenti e viene consigliata nella cura della dissenteria.

 

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BOSSO

Famiglia: Buxacee.

È una pianta sempreverde con piccole foglie coriacee e lucenti, legno durissimo e fiori verdastri talmente piccoli da passare inosservati. Cresce in Italia dalla regione submontana a quella subalpina, preferisce i suoli calcarei ed è abbondantemente coltivata nei giardini. Sin dall’antichità veniva impiegata nella medicina popolare per vari usi: Santa Ildegarda la consigliava contro il vaiolo, nel Rinascimento veniva usata come depurativo del sangue e successivamente divenne un febbrifugo. Ancora oggi viene usata per combattere le febbri di origine malarica, intestinale, epatica, reumatica e, in qualche caso, trionfa dove fallisce perfino il chinino. Esercita inoltre un’azione sudorifera e diuretica.


BRIONIA

(Velenosa)

Famiglia: Cucurbitacee.

La Brionia è una pianta lunga 3 o 4 metri che si arrampica in cima a siepi e cespugli e vive nelle regioni più calde dell’Europa Centrale. Ha foglie lobate, grappoletti di fiori piccoli e bacche-rosse velenose. E dioica, cioè fondata da piante maschili e piante femminili, ma può fruttificare anche senza fecondazione. La radice contiene alcuni principi importanti usati nella preparazione di farmaci per il trattamento della gotta, dei reumatismi e degli stati febbrili. Però bisogna ricordare che la pianta è molto velenosa e deve essere somministrata con estrema precisione di dosaggio.

 

BRUGO

Famiglia: Ericacee.

È un arbusto molto ramificato, alto 70-100 cm., con fiori rosei in lunghi grappoli terminali e portamento ora eretto ora semisdraiato sul terreno. È abbastanza comune nel nord dell’Italia mentre è assente nel sud e nelle isole; preferisce i terreni silicei e cresce nei pascoli, nelle torbiere, nei boschi e nelle radure delle pinete. Il suo nome botanico è Calluna e deriva dal greco “Kalluno” cioè scopare; infatti le branche ramose di questa pianta vengono utilizzate per fare scope da giardino. Possiede proprietà astringenti, antinfiammatorie, antisettiche delle vie urinarie e antireumatiche. Per uso interno viene usato nella cura delle cistiti, nelle leucorree, nelle albuminurie e nei reumatismi. Per uso esterno viene invece impiegato per curare la gotta, le nevralgie reumatiche, le macchie di rossore e le dermatosi squamose.

 

CACAO

Famiglia: Sterceeliacee.

È una pianta molto alta con foglie grandi e persistenti, fiori bianchi o rossi, frutti di forma allungata e semi simili a mandorle. Da questi ultimi si estrae una sostanza grassa, di color bianco-giallastro detta “burro di cacao” che favorisce la rapida cicatrizzazione delle ferite e delle ragadi e serve in genere per ammorbidire la pelle. Il seme contiene anche un alcaloide la “teobromina”, una polvere bianca amara e inodore, che agisce sui centri nervosi ed è quindi indicata nei casi di affaticamento o di ipertensione. La teobromina inoltre è fortemente diuretica.

 

CAGLIO

Famiglia: Rubiacee.

È una pianta erbacea perenne con fiori gialli in pannocchie e frutto formato da due acheni ciascuno contenente un seme. Cresce comunemente nei pascoli, nei prati, nelle brughiere incolte fino alla zona montana e fiorisce dalla primavera all’autunno. È una pianta leggendaria infatti si racconta che Gesù nella grotta di Betlemme fosse adagiato su un giaciglio fatto con i rami di caglio. Possiede proprietà diuretiche, antireumatiche, antispasmodiche, sedative e viene usato per curare le emicranie, il nervosismo, il mal di stomaco. Possiede inoltre la caratteristica di far cagliare il latte grazie al suo elevato contenuto in sostanze acide e viene adoperato nella fabbricazione del formaggio. I fiori e le radici hanno proprietà tintorie e colorano rispettivamente di giallo e di rosso la lana ma vengono usate solo artigianalmente.

CALCATREPPOLO

Famiglia: Ombrellifere.

È una pianta erbacea perenne con foglie picciolate, spine rigide e fiori bianchi raccolti in capolini. Cresce nei luoghi aridi della zona mediterranea e si trova facilmente nelle zone rocciose e lungo le strade. Nella medicina del passato, la pianta era nota ed usata per la sua azione diuretica ed afrodisiaca; oggi viene usata anche per le sue proprietà lassative che la rendono utile agli obesi e agli idropici. Inoltre riduce la cellulite e favorisce i processi digestivi.

 

CALENDULA

Famiglia: Composite.

È una pianta erbacea pelosa e dall’odore sgradevole, con foglie alterne dentate e fiori di color giallo-aranciato. Cresce nei campi, nei giardini, nei prati ed è presente in tutta Italia dalla zona mediterranea a quella submontana. È originaria dell’Egitto ed il suo nome deriva dal fatto che si riteneva fiorisse al principio, cioè alle “calende” di ogni mese.

I suoi fiori freschi o essiccati, in impacco calmano i dolori delle bruciature e dei geloni. Tradizionalmente viene usata per estirpare calli e duroni. Possiede inoltre proprietà antispasmodiche e viene usata nei dolori addominali e per favorire le mestruazioni.

Infine una manciata di fiori infusi nell’acqua molto calda del bagno esercita un effetto idratante, addolcente e decongestionante.

 

CAMOMILLA

Famiglia: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea con foglie finemente lobate e fiori bianchi riuniti in capolini. Esistono tre specie di camomilla: la romana, la tedesca e la matricaria.

Esse hanno le medesime proprietà però la camomilla matricaria ha effetti più rapidi e costanti ed il suo nome allude al consumo frequente che le partorienti ne facevano. La camomilla era già molto apprezzata nell’antica Grecia e il medico Galeno l’adoperava contro i dolori reumatici e le febbri. Infatti essa gode di proprietà antiflogistiche e febbrifughe notevolmente efficaci ed inoltre è un blando calmante e sedativo del sistema nervoso. L’olio di camomilla calma i rossori e le infiammazioni cutanee, ed è molto usato in cosmetica.

L’infuso di Camomilla applicato esternamente in impacchi è utile nella cura degli occhi arrossati e delle palpebre infiammate.

 

CANAPA

Famiglia: Cannabinacee.

È una pianta erbacea annuale con radice a fittone, fusto diritto e ricoperto di peli, foglie palmato-lanceolate, fiori maschili separati in pannocchia terminale e fiori femminili ammassati in dense infiorescenze di colore verde cupo.

Esistono diverse specie di Canapa e fra queste ricordiamo la Cannabis Sativa che è stata largamente coltivata in Italia fino alla seconda guerra mondiale e la Cannabis Indica che cresce spontanea in Asia suo paese originario. Ed è proprio la Cannabis Indica che possiede proprietà farmacologiche e che secerne una resina dal potere inebriante. I suoi principi attivi infatti sono fortemente analgesici sedativi e narcotici e quindi viene indicata nelle affezioni dolorose del tubo digerente quali l’ulcera e il cancro, nelle bronchiti, nelle emicranie, nelle nevralgie, nei disturbi psichici e nelle affezioni delle vie urinarie.

 

CANNA

Famiglia: Poacee/Graminacee.

È una pianta erbacea perenne con fusto alto e robusto, rizoma sotterraneo, foglie a lamina larga e piatta e grandi infiorescenze a pannocchia costituite da spighette mosse dal minimo alito di vento. È comune in tutta Italia ed è spesso coltivata per il suo uso come tutore nelle vigne o per sostenere ortaggi come pomodori o piselli che necessitano di sostegno. Ha la proprietà di stimolare la sudorazione ed è quindi molto utile per far scendere la febbre. Favorisce la diuresi e viene indicata contro le cistiti, le oligurie, i reumatismi gottosi.

 

CANNELLA

Famiglia: Lauracee.

È un albero sempreverde e cresce di solito fino ad altezze di 10 metri. Ha foglie persistenti e coriacee di color verde scuro, fiori piccoli bianco-giallastri in pannocchie, frutto a drupa e corteccia aromatica.

La Cannella viene adoperata prevalentemente per profumare numerosi piatti culinari ed è uno degli ingredienti della sangria, la bevanda estiva di origine spagnola dal gusto delizioso. Ha proprietà toniche e ristoratrici, favorisce la digestione, stimola il sistema nervoso ed è anche e un afrodisiaco.

 

CAPELVENERE

Famiglia: Polipodiacee.

È una piccola felce perenne con fronde di color verde-pallido composte, dal lungo picciolo sottile e foglioline a ventaglio. Cresce nei luoghi umidi in tutta Italia e si trova nelle fessure delle rocce, vicino alle cascate e nei pozzi. Nel passato si credeva che avesse virtù anticalvizie ed è perciò che veniva denominata “capelli di Venere”; oggi ha un impiego cosmetico per frizioni sul cuoio capelluto grasso e con forfora. Per uso interno ha proprietà espettoranti e decongestionanti ed è utile per combattere il raffreddore, la tosse e l’influenza.

 

CAPRIFOGLIO

Famiglia: Caprifoliacee.

È un arbusto rampicante con foglie opposte e fiori profumati tubulosi di color bianco o porpora. Cresce in tutta Italia dal mare alla montagna e viene coltivato nei giardini come rampicante ornamentale. Questa pianta era già conosciuta nell’antichità e i Greci le avevano dato il nome di “periclymenum” che significa “attaccarsi” proprio per la sua caratteristica di avviluppassi ai sostegni. Possiede proprietà espettoranti, emollienti e antispasmodiche e viene indicato nella cura delle tossi, delle bronchiti, del catarro e dell’asma. Inoltre calma il singhiozzo e i sintomi infiammatori del raffreddore e dell’influenza. Per uso esterno le foglie sono cicatrizzanti, astringenti e antinfiammatorie e vengono usate nelle irritazioni della bocca e della gola e nelle dermatosi.

 

CARCIOFO

Famiglia: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea perenne con foglie oblunghe, fiori azzurri tubolosi e capolini commestibili avvolti da grosse squame di color verde violaceo. Il carciofo viene largamente coltivato in tutta Italia, specialmente nella zona mediterranea proprio per la produzione dei capolini commestibili. La parte della pianta che viene usata in medicina non è l’ortaggio bensì lo stelo e le grandi foglie che hanno proprietà diuretiche depurative, protettrici del fegato, digestive, amaricanti e ipocolesterolemizzanti cioè capaci di abbassare il tasso di colesterolo nel sangue. Il carciofo svolge inoltre un’azione disintossicante, che contribuisce indirettamente a rendere la pelle sana e luminosa.

 

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CARDIACA

Famiglia: Lamiacee/Labiate.

È una pianta erbacea dalle foglie picciolate che emana un odore poco gradevole. Cresce isolata ai lati delle strade, nelle siepi, accanto a vecchi muri e preferisce i luoghi asciutti. È una pianta medicinale di gran fama, efficacissima per il cuore come il suo nome (cardiaca) indica, che venne importata dall’Asia e che si è poi diffusa in tutta l’Europa ad eccezione delle regioni mediterranee. Essa infatti agisce come sedativo del sistema nervoso centrale e del cuore determinando vasodilatazione, abbassamento della pressione e diminuzione della frequenza delle pulsazioni cardiache. Viene quindi indicata per curare gli stati ansiosi, l’isterismo, l’insonnia, la tachicardia, l’ipertensione arteriosa, le turbe della menopausa e le affezioni nervose dello stomaco e dell’intestino.

 

CARDO BENEDETTO

Famiglie: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea nativa del Mediterraneo ma coltivata a scopi medicinali soprattutto nel nord. Ha fusto peloso, foglie spinose, fiori giallognoli in capolini e somiglia grossolanamente ai cardi selvatici. Deve il nome di “Benedetto” alle molteplici proprietà che gli antichi le attribuivano ed ha una lunga tradizione come stimolatore di appetito. Per le sue proprietà amaro-toniche e digestive entra nelle preparazioni di digestivi e di vermouth; inoltre aumenta la diuresi e depura l’organismo.

 

CARIOFILLATA

Famiglia: Rosacee.

È una pianta erbacea perenne, comune nei luoghi ombrosi con grosso rizoma, foglie pennatosette e piccoli fiori gialli. Le sue proprietà sono soprattutto quelle di stimolare l’appetito e il buon funzionamento dell’apparato digerente ed è quindi utile nei casi di inappetenza che si manifestano nelle persone deboli o convalescenti. Inoltre ha un buon potere astringente e viene usata nei casi di diarrea e per evacuare i catarri intestinali.

CARLINA

Famiglia: Asteracee/Composite.

È una pianta erbacea senza fusto che cresce sui pendii pietrosi e assolati e nelle boscaglie aperte sino alle altitudini di 2.000 m.. Le sue squame bianche a forma di disco si aprono solo quando il sole splende e funzionano da barometro. La carlina non appassisce mai e per questa sua caratteristica viene spesso usata per decorazioni floreali però è anche una pianta protetta in molti paesi e perciò non più adoperata diffusamente.

In medicina viene impiegata soprattutto come diaforetico, cioè per favorire la sudorazione, oppure nei casi di febbre, raffreddore e influenza. Ha inoltre proprietà digestive, amaro-toniche ed è utile nei casi di mancanza di appetito e di digestione lenta e difficile. Infine viene anche utilizzata per favorire la diuresi.

 

CAROTA

Famiglia: Ombrellifere.

È una pianta erbacea con fiori composti bianchi e violetti, foglie pennatosette, frutto a diachenio e grossa radice carnosa commestibile. Oltre ad essere coltivata la carota cresce anche allo stato spontaneo nelle zone aperte e soleggiate dal mare alla montagna. È uno dei vegetali più importanti per l’uomo ed è conosciuta e consumata da almeno duemila anni. Contiene vitamina A, B e C; zuccheri facilmente assimilabili e molti sali minerali: ferro, calcio, sodio, potassio, fosforo, magnesio, manganese, zolfo e rame. Per le sue benefiche proprietà è utilissima per combattere le anemie, il rachitismo, l’indebolimento generale dell’organismo, le carenze di minerali e vitamine, le carie. È un regolatore intestinale, attenua le infiammazioni dello stomaco e dell’intestino, stimola la diuresi e depura l’organismo. Inoltre la carota previene le malattie infettive e dell’invecchiamento soprattutto per quel che riguarda le rughe ed usata esternamente guarisce le eruzioni della pelle e le scottature comprese quelle solari. I semi della carota hanno proprietà aperitive e digestive e, secondo una antica credenza, aumentano la secrezione lattea.

 

CARRUBO

Famiglia: Papilionate.

È un albero sempreverde con foglioline larghe, coriacee, di color verde scuro, fiori senza corolla in grappoli rossastri e frutto commestibile. È originario dell’Asia Minore ma è coltivato in tutta l’Italia Meridionale e in Sicilia. Il suo frutto è un buon alimento sia per l’uomo che per gli animali e la farina dei suoi semi entra nella composizione di molti prodotti dietetici. Il carrubo possiede proprietà astringenti, antidiarroiche, rinfrescanti, dietetiche, emollienti, antisettiche. Viene indicato nella cura delle infezioni intestinali come le gastroenteriti, le coliti, e le diarree e nelle irritazioni della gola e dell’intestino.

 

CASTAGNO

Famiglia: Fagacee.

È un albero con scorza scura, foglie caduche, picciolate e lanceolate e frutti commestibili contenuti in numero di due o tre entro un involucro spinoso detto riccio. È molto diffuso sia nell’Italia settentrionale che nell’Italia meridionale ed è largamente coltivato per i frutti e per il legno.

Le castagne infatti sono frutti molto nutritivi, contengono le vitamine B1, B2, C e molti sali minerali. Sono consigliate nelle astenie fisiche e intellettuali, nelle anemie dei bambini, degli anziani e dei convalescenti ad eccezione dei diabetici. Inoltre favoriscono la digestione, e sono un buon tonico per i muscoli, i nervi e il sistema nervoso. La corteccia del castagno è un ottimo astringente intestinale e cutaneo mentre le foglie hanno la proprietà di calmare la tosse, disinfettare blandamente le vie respiratorie e sedare le tossi asmatiche.

 

CAVOLO D’INVERNO

Famiglia: Brassicacee/Crucifere.

È una pianta erbacea spontanea con fusto eretto, foglie glauche lobate e fiori gialli riuniti in grappoli. Viene diffusamente coltivato nei nostri orti come pianta alimentare ma già nell’antichità era molto apprezzata come pianta medicinale. Infatti le foglie di cavolo sono sempre state usate nella medicina popolare per curare numerose malattie, prima fra tutte l’indigestione.

Gli impiastri composti di cavolo curano le ulcere varicose mentre i cataplasmi calmano i dolori reumatici e le artrosi. È ricco di proteine, di vitamine A e C e di carboidrati; inoltre contiene un principio antiulcera ed è per ciò che viene consigliato nella cura dell’ulcera gastrica. Esistono numerose specie di cavolo, ma bisogna ricordare che per le applicazioni locali è da preferire il cavolo rosso.

 

CELIDONIA

(Velenosa)

Famiglia: Papaveracea.

È una pianta erbacea perenne con fiori gialli in ombrelle e frutto allungato a capsula contenente numerosi piccoli semi.

Il suo nome deriva dal greco “chelidon”, cioè rondine, perché fiorisce contemporaneamente all’arrivo di questi uccelli. È una pianta selvatica ed è comunissima in tutta l’Italia ma a causa della sua tossicità deve essere utilizzata con cautela. Viene chiamata anche “erba dei porri” in quanto il suo succo fa sparire le verruche o porri. Possiede proprietà antispasmodiche, ipotensive, colleriche cioè capaci di stimolare la cellula epatica a produrre bile, vermifughe e purgative. Per uso interno viene indicata contro l’asma, l’ipertensione, l’arteriosclerosi, l’angina pectoris, le affezioni epatite, i disturbi gastrici e duodenali. Usata esternamente cura invece le malattie degli occhi, i calli, i duroni e le dermatosi squamose.

 

CENTAUREA MINORE

Famiglia: Genzianacee.

È una pianta erbacea con foglie basali ellittiche e piccoli fiori riuniti in infiorescenze cimose di color porpora. La centaurea o caccia-febbre viene denominata anche comunemente “erba del centauro” poiché secondo la leggenda guarì il centauro Chirone ferito al piede da una freccia scagliata da Ercole. Cresce in tutta Italia dalle regioni montane a quelle mediterranee ma preferisce le zone erbose fresche e umide. Ha proprietà toniche, aperitive, digestive, febbrifughe, depurative e antinfiammatorie e viene indicata per l’inappetenza, la debolezza generale, le digestioni lente e difficili, le convalescenze, le affezioni febbrili, la gotta e i parassiti intestinali. Le sommità fiorite, usate esternamente, curano le pelli arrossate, desquamate e impure. Invece, un infuso concentrato di Centaurea è un ottimo dopo-shampoo utile per mantenere i riflessi biondi ai capelli chiari e per purificare il cuoio capelluto.

 

CETRIOLO

Famiglia: Cucurbitacee.

È una pianta erbacea con fusto sdraiato e peloso, foglie cuoriformi e ruvide e frutti oblunghi il cui colore varia dal bianco al verde scuro per divenire giallo nel frutto maturo.

Il cetriolo è originario dell’India ma è largamente coltivato in tutta Italia per la