Cibo: Come non ammalarsi più, mangiando

cibo

Inutile raccontarsi balle. Ormai è risaputo che “alimentarsi bene” previene e addirittura cura malattie croniche. Ma chi possiede il vero coraggio di rinunciare ad una bella pizza alzi la mano. Oppure chi vuole rinunciare ad una bella “Grissinopoli” (in sostanza una bistecca impanata nei grissini)? O ad una bella Parmigiana unta come nonna comanda? O alla Lasagnata classica con aggiunta extra di polpette,mozzarella,scamorza, uova sode e affini?

Domanda forse banale per un Vegano o un Vegetariano, che ha già fatto un bel passo avanti a livello di scelta alimentare, etica e salutistica.

Ma esattamente, cosa dobbiamo mangiare per “Alimentarci bene”?

Perché è così difficile trovare qualcosa da mettere sotto i denti che non sia paragonabile a pura spazzatura introdotta in un inceneritore ? (solo che in questo caso l’inceneritore siamo noi, e non bruciamo niente; piuttosto ci autolesioniamo ogni giorno, con pranzi e cene succulente che riempiono le nostre papille gustative di piacere e orgasmi emozionali).

Esiste infatti, il modo per curarsi, e addirittura non ammalarsi, seguendo una alimentazione corretta e precisa ( e non per forza”noiosa”).
La redazione di Terra Nuova ha intervistato il celebre epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano. Franco Berrino racconta ai lettori , la sua esperienza di medico impegnato nella prevenzione e nella cura delle malattie tramite l’alimentazione naturale.
NR – Si consiglia anche di approfondire il tema, con la lettura di “il cibo dell’uomo: La via della salute tra conoscenza scientifica e antiche saggezze”

L’intervista

Qual è il miglior cibo per l’uomo?

Qual è il cibo che ci consente di mantenere e migliorare la nostra condizione di salute?

«A nutrirci nel vero e pieno senso del termine è un’alimentazione che evita gli eccessi e il cibo industriale e raffinato, che riduce le proteine animali e che privilegia cereali integrali e verdure».

Il professor Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano, detta regole di buon senso e di rigore scientifico per una dieta che possa preservarci dalle malattie.

Da sempre impegnato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di modificare le abitudini occidentali degli ultimi cinquant’anni, ha dato di recente alle stampe il suo libro Il cibo dell’uomo.
Per Berrino il motto «nutrire il pianeta» non ha i colori e le voci di Expo 2015, manifestazione che lui stesso ha duramente criticato affermando che «il cibo che Expo propone non è un cibo che fa bene alla salute», con chiaro riferimento alla presenza di McDonald’s, Coca Cola, Ferrero, stand e padiglioni che propongono carni conservate e alimenti industriali.

Nutrire l’uomo e il pianeta per Berrino significa prima di tutto privilegiare una dieta naturale e l’agricoltura biologica, che fanno bene sia a noi che alla Terra, come ci spiega in questa intervista.

Quale cibo scegliere dunque per mantenerci in salute? E quali sono le malattie che si possono prevenire attraverso l’alimentazione?

Innanzitutto occorre eliminare gli zuccheri raffinati e i prodotti industriali che alterano la natura del cibo, ridurre il consumo di carne e di proteine animali e privilegiare cereali integrali e verdure. Dobbiamo assicurarci una discreta varietà stagionale e soprattutto bisogna tornare in cucina per preparare pasti genuini evitando i cibi pronti, anche se magari più allettanti, pubblicizzati o comodi.

ciboCon un buon regime alimentare si possono riportare sotto controllo colesterolo e pressione sanguigna, si possono anche far regredire il diabete e l’arterosclerosi, migliorano le condizioni dei pazienti con artrite reumatoide e malattie croniche intestinali come la colite ulcerosa.

È evidente che per arrivare a sti risultati occorre modificare sostanzialmente le proprie abitudini alimentari, se queste ricalcano il modello occidentale di questi ultimi decenni. Ma ne vale assolutamente la pena. Molte persone sono convinte che incidere sul modo di nutrirsi non sia sufficiente o non funzioni e quindi ricorrono ai farmaci, ma ciò significa non utilizzare al meglio un formidabile strumento che la natura ci mette a disposizione.

Un comune denominatore di molte malattie croniche è la sindrome metabolica, una condizione caratterizzata da grasso addominale, ipertensione, glicemia e trigliceridi elevati, basso colesterolo HDL. La si può prevenire, controllare e far regredire con l’alimentazione?

Gli studi clinici hanno ormai dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che riducendo i cibi animali e aumentando i legumi si riduce il colesterolo LDL, che riducendo gli zuccheri si riducono i trigliceridi, che riducendo i grassi e il sale in eccesso e aumentando l’apporto di verdure e l’attività fisica si riduce la pressione arteriosa, e che scegliendo alimenti non raffinati a livello industriale si previene e si riduce l’obesità e si prevengono le cardiopatie.
A ridurre il rischio di sindrome metabolica sono poi il pesce e le erbe selvatiche, l’oli extravergine di oliva e la dieta mediterranea fatta di cereali integrali, legumi, verdure, frutta e semi oleaginosi.

E non pensiamo che la sindrome metabolica sia un problema lontano da noi; è diffusissima, è associata a tutte le principali malattie croniche e influenza negativamente anche la prognosi dei malati di cancro, in particolare alla mammella e all’intestino.

Anche il cancro si può prevenire e contrastare con l’alimentazione?

Dispiace constatare che molti oncologi non sanno cosa rispondere quando i loro pazienti chiedono quali sia il modo migliore di mangiare. Le indicazioni da fornire ci sono e derivano da studi condotti su centinaia di migliaia di soggetti. In primo luogo occore eliminare il sovrappeso; è infatti provato che chi ha chili in più si ammala più spesso di tumore.

Poi è bene fare esercizio fisico in modo costante. Chi fa un lavoro sedentario dovrebbe trovare il tempo di fare almeno una passeggiata a ritmo sostenuto ogni giorno per mezz’ora, oppure andare in palestra o dedicarsi ad attività sportive di vario genere. È tempo ben speso e va ricavato nelle nostre giornate.
Attenzione poi ai cosiddetti fattori di crescita, indispensabili per la crescita dei bambini e la riparazione dei tessuti danneggiati da ferite o malattie, ma che, se presenti in eccesso, possono favorire la crescita dei tumori.

Chi consuma regolarmente latte, ad esempio, e chi ha una dieta ricca di proteine, ha nel sangue livelli più alti di IGFBP-2, una delle proteine che regolano la biodisponibilità di IGF-1.
Anche l’insulina è un fattore di cr

escita e promuove una maggiore disponibilità di altri fattori simili, e nella donna di ormoni sessuali. Tutto ciò favorisce gli
stati infiammatori, meccanismo di difesa dell’organismo che induce una maggiore proliferazione cellulare e questo fenomeno può contribuire a stimolare ancor più anche le cellule tumorali.

Quale regime alimentare si può consigliare a un malato oncologico per contenere l’avanzare della malattia?

Va tenuta bassa la glicemia, poiché le cellule tumorali consumano molto più glucosio di quelle normali e sempre più studi evidenziano che chi ha una glicemia alta si ammala di più. È bene dunque evitare le farine raffinate, il pane bianco, i dolciumi commerciali, le patate, il riso bianco, i fiocchi di mais e la frutta molto zuccherina. Va tenuta bassa anche l’insulina e in questo sono favoriti coloro che già tengono sotto controllo la glicemia.
Poi ci sono i fattori di crescita tumorali, anche questi da contenere al minimo; da limitare dunque il latte e i cibi ricchi di proteine, soprattutto animali.

CiboOccorre inoltre tenere bassi i livelli di infiammazione che come abbiamo accennato sono favoriti da tutti i cibi di origine animale, ad eccezione del pesce, che però è meglio consumare di piccola pezzatura; i pesci di grande pezzatura, infatti, sono molto più inquinati.
A favorire gli stati infiammatori sono anche i cibi ricchi di zuccheri e quelli ad alto indice glicemico. Hanno invece l’azione opposta, quindi benefica, i cereali integrali e molti alimenti vegetali, in particolare quelli che contengono grassi omega-3 come semi di lino, soia ed erbe selvatiche; poi cipolle, mele e verdure in generale, ad eccezione delle solanacee, cioè pomodori, melanzane e peperoni.

Lei poi ha sempre spronato a cercare la qualità nel cibo, facendo attenzione alla sua provenienza e alle modalità di coltivazione.

Da decenni i terreni vengono riempiti di fertilizzanti e pesticidi chimici, è il disastro portato da quella che è stata impropriamente chiamata all’epoca «rivoluzione verde» e che oggi vede la rovina dei terreni e l’inquinamento delle acque, oltre al danno provocato alla nostra salute. L’agricoltura biologica e la permacultura non solo permettono di produrre alimenti privi di residui chimici, ma garantiscono anche il rispetto del pianeta. Sarebbe stolto, oltre che autodistruttivo, non imboccare questa strada.

Per concludere, ricordiamo un punto molto semplice: Siamo macchine biologicamente perfette.  Ma se nella tua auto metti sabbia nel serbatoio, per quanto tempo pensi che possa andare avanti ? Non pensi che possa valere lo stesso per te?

Eh Mò, Magna … ma se proprio devi magnà, fallo bene!

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