Dizionario dei Sintomi – Lettera T

Dizionario dei Sintomi – Lettera T

 

TACHICARDIA: accelerazione del ritmo cardiaco causata soprattutto da emozioni che cercano di riaffiorare. Il più delle voltel’emozione rimanda a un’altra avuta in passato.

Qual è l’emozione che mi opprime?

TAGLIO: vedi Incidente.

TALLONI: vedi Piedi.

TARTARO: deposito calcareo sulla corona e sulla radice dei denti. Alcuni tendono ad avere molto tartaro mentre altri ne hanno pochissimo. Concedersi il tempo per prendersi cura della bocca e del corpo può essere difficile quando si è molto occupati, e talvolta ci si accontenta di lavarsi velocemente i denti. La mancanza di tempo dedicato all’igiene orale può favorire lo sviluppo della placca dentale.

È possibile che non dedichi abbastanza tempo alla cura di me stesso?

TENDINE D’ACHILLE: tendine costituito da fibre muscolari che uniscono la parte inferiore del polpaccio al tallone (calcagno). Ha il compito di sollevare il tallone durante il cammino.

Dolore al tendine d’Achille: 

Malgrado la volontà di progredire ho forse paura di fallire?

Rottura del tendine d’Achille:

Ho forse voluto liberarmi da un legame importante che mi impediva di progredire?

TENDINI e LEGAMENTI: rappresentano i legami, gli impegni, tutto ciò che lega. Uniscono infatti i muscoli alle ossa e uniscono due ossa o due organi tra loro.

Un problema a livello di tendini o legamenti può denotare un desiderio di liberarsi da un impegno che tiene legati, come un lavoro che non piace più. Può anche riguardare il senso di impotenza nel voler mantenere dei legami famigliari. Si ha per esempio difficoltà ad accettare che la propria figlia voglia separarsi. Può inoltre esprimere il desiderio di rompere con un ambiente o una persona che ci legano. Questo può valere per il coniuge che deve pagare gli alimenti alla ex moglie. Da ultimo, il problema può riguardare lecapacità di essere efficienti nelle proprie attività(musica, sport, lavoro).

Allentamento del tendine che unisce il muscolo del braccio (bicipite) alla spalla:

È possibile che mi sia sentito impotente nell’aiutare un mio famigliare?

Dolore al tendine che unisce il muscolo del braccio alla spalla:

Ho paura di non essere abbastanza efficiente in quello che faccio?

Rottura dei tendini estensori del dito medio, anulare e mignolo: questa patologia è riscontrata in particolar modo nei casi di poliartrite. Vedi Poliartrite reumatoide alla voce Artrite.

Mi sono forse sentito colpevole per qualcosa che ho fatto nei confronti della mia famiglia?

TENDINITE: infiammazione di un tendine che può essere accompagnata da un microscopico deterioramento che ne compromette la solidità e può predisporre a rotture in caso di traumi. Le tendiniti esprimono rabbia nei confronti degli altri, di una situazione o di se stessi. Si può anche provare rabbia nei confronti di una persona che non ci ha sostenuto. Si può essere in collera verso una situazione che tiene legati o impedisce di fare quello di cui si avrebbe voglia. Infine, è possibile prendersela con se stessi per non essere efficienti.

Tendinite calcifica della spalla o calcificazione cronica tendinea: i sentimenti, le emozioni che vengono trattenuti possono calcificarsi.

Provo forse rancore nei confronti di una persona che non mi ha dato il suo appoggio o incoraggiato a fare quello che avrei tanto voluto (studiare, prendere lezioni di canto, creare una mia attività ecc.)?

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Trattengo forse la collera che provo nei confronti del mio ex coniuge di cui devo ancora farmi carico?

Tendinite al gomito: può denotare il desiderio di occuparsi d’altro. La mancanza di mezzi economici ci trattiene in un posto di lavoro, in un’attività o in una relazione che non ci vanno più bene.

Sono forse stanco di quello che faccio?

Ammettendo che esista una situazione ideale, se avessi i mezzi economici e sapessi di non fare male a nessuno, che cosa farei?

Per guarire bisogna correre il rischio di passare a qualcosa d’altro con un atto di fiducia nella vita.

Tendinite all’anca:

È possibile che mi trattenga dall’andare avanti perché vedo uno dei miei famigliari soffrire o affrontare molte difficoltà?

Vivo forse l’equazione: «Non posso essere felice se l’altro non lo è»?

Marguerite soffriva di tendinite all’anca da sette anni. La tendinite aveva avuto inizio quando suo figlio, cresciuto in un ambiente famigliare conflittuale, aveva cominciato a manifestare problemi di depressione. Vedendola soffrire a causa del marito violento, le ripeteva di continuo: «Perché non lo lasci?» Marguerite si sentiva responsabile della depressione del figlio e pensava: se avessi avuto il coraggio di lasciare mio marito lui oggi non soffrirebbe così. Il senso di colpa faceva sì che non si concedesse di essere felice.

Tendinite del musicista:

Temo forse di non essere abbastanza bravo, il che mi mette in tensione quando suono il mio strumento e mi crea punti di tensione nelle zone di frizione?

Un mio amico violinista mi confidò che aveva la tendenza a competere con musicisti che considerava migliori di lui. Il timore di non essere abbastanza bravo lo portava a suonare premendo molto sullo strumento. Quando se ne rese conto decise di suonare senza spirito di competizione ma per il puro piacere di farlo. In seguito osservò che i dolori ai tendini, che lui attribuiva alla posizione dello strumento, erano passati.

Tendinite dello sportivo: vedi anche Epicondilite laterale o gomito del tennista alla voce Gomiti.

Mi sento sminuito perché non sono bravo quanto vorrei?

Sono forse arrabbiato con me stesso per non aver vinto?

Dolore al tendine in uno sportivo: 

Ho forse paura di perdere?

Nell’uomo se ne distinguono due specie: la TENIA: parassita dell’intestino comunemente chiamato «verme solitario».Taenia Saginata, che ha come ospite intermedio il bue, e la Taenia Solium, il cui ospite intermedio è il maiale. Se si mangia carne poco cotta o alimenti contaminati da questa carne, il cisticerco (uovo di tenia), una volta digerito, diventa adulto in due o tre mesi. Per lo più asintomatico fino a quando non diventa adulto. Poi può causare vertigini, difficoltà di minzione e comparire sotto forma di piccoli segmenti nelle feci.

Prima di mangiare quella carne o quell’alimento è possibile che io mi sia sentito usato o che abbia avuto l’impressione che qualcuno ha approfittato di me?

TENOSINOVITE: infiammazione della guaina che riveste il tendine.

È possibile che io chieda troppo a me stessa o agli altri?

Tendo forse a criticarmi in tutto quello che faccio?

TESTICOLI: organi maschili che producono gli spermatozoi e il testosterone. Sono per l’uomo quello che le ovaie sono per la donna. Rappresentano il principio maschile, lo yang.Problemi ai testicoli possono derivare da difficoltà a definirsi in quanto uomo (problemi con la propria identità maschile), da emozioni che hanno a che vedere con la propria paternità o possono riguardare l’ambito della propria sessualità (il rapporto che si ha con il partner sessuale).

Penso che mi piacerebbe molto soddisfare di più la mia compagna?

Tumore ai testicoli: tumore che si può manifestare come seminoma (si sviluppa dalle cellule germinali), come teratoma (si sviluppa da cellule che non hanno nessuna analogia con le normali cellule dell’organismo) o molto più raramente come linfoma (vedi Linfoma). Può colpire un solo testicolo o entrambi.

Può essere collegato alla difficoltà di accettare la propria mascolinità se ci si è sentiti rifiutati in quanto maschi. Può anche essere in relazione a uno shock emotivo riguardante uno dei propri figli. È possibile che si abbia la sensazione di non essere stati abbastanza presenti come padri e che sia troppo tardi per recuperare il tempo perduto. Lo shock può essersi verificato quando si è venuti a sapere di un incidente, di una malattia grave o della morte di un figlio.

Ho forse creduto di non valere niente come uomo?

Ho forse vissuto emozioni forti legate alla mia paternità o al fatto di perpetuarmi attraverso una discendenza?

Crampi ai testicoli: 

È possibile che mi senta colpevole perché provo piacere sessuale?

È possibile che io sia bloccato da tabù sessuali?

Criptorchidite: testicolo non sceso. Lo si può collegare al fatto di non essersi sentiti desiderati in quanto maschi.

Dolore ai testicoli: spesso riconducibili al non essersi sentiti accettati o amati in quanto maschi.

In un giovane o in un uomo:

Ho paura di non corrispondere ai criteri di virilità, di non essere all’altezza sessualmente?

Ho paura di essere abbandonato dalla mia partner sessuale?

In un ragazzo:

Mi sono forse sentio rifiutato in quanto maschio?

È possibile che mia madre tendesse a denigrare gli uomini e a scaricare su di me le ferite ricevute dagli uomini?

Ernia testicolare: 

In un ragazzo:

Può essere collegata al fatto di sentirsi intrappolati in una situazione attinente alla propria mascolinità senza via d’uscita.

Un esempio: una donna viene ferita durante l’infanzia da un uomo (padre, fratello, nonno). Il dolore che porta dentro la induce a denigrare in continuazione gli uomini e, di riflesso, suo figlio (che ama) dicendogli frasi come: «Non vali niente!» «Sei un mascalzone!» Il ragazzino può sentirsi rifiutato dalla madre e pensare che non lo voleva, e crearsi un senso di inferiorità nei confronti delle donne. Crescendo, porterà questo dolore nei suoi rapporti con le donne e, come faceva sua madre con gli uomini, cercherà di denigrare e dominare le donne per sentirsi superiore a loro. Questo gli comporterà parecchi problemi relazionali.

In un adulto:

È possibile che mi senta intrappolato nella mia posizione di uomo o nel riconoscimento dei miei attributi maschili?

Ciste sebacea dello scroto:

È possibile che non mi senta compreso nei miei bisogni sessuali?

Ciste in un testicolo:

È possibile che non mi senta capito nel mio desiderio di paternità o nelle mie necessità sessuali?

Orchite: infiammazione acuta o cronica del testicolo.

Ho forse provato rabbia perché qualcuno ha mancato di rispetto a mio figlio?

Provo forse rabbia perché non mi sento rispettato in quanto uomo?

Torsione del testicolo: torsione del cordone spermatico.

Puo darsi che io mi stia misurando con dei tabù, dei divieti o con un senso di colpa attinente la sessualità?

Varici testicolari o varicoceli: le varici ai testicoli possono esprimere: «Essere uomo significa avere problemi!»

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Trovo forse difficile essere uomo?

Mia madre tendeva a denigrare mio padre o gli uomini in generale?

Ritengo forse che essere uomo equivalga a essere una sorta di procacciatore?

Idroceli: accumulo di acqua nello scroto che crea un edema testicolare.

È possibile che mi senta limitato nella mia posizione di uomo o nella mia sessualità?

TIC NERVOSI: movimenti brevi, involontari e ripetuti spesso determinati da una grande tensione mentale.Possono riguardare le paure di ciò che potrebbe accadere. Vedi Sindrome di Tourette.

Che cosa mi crea tanta tensione?

omb: membrana fibrosa situata nel condotto uditivo esterno. Ha la funzione di trasmettere tramite vibrazione i suoni agli ossicini dell’orecchio medio, i quali stimolano poi l’orecchio interno tramite la staffa. La perforazione del timpano causata accidentalmente o subentrata dopo un’operazione chirurgica può essere determinata dal bisogno di alleviare i rumori insopportabili dell’acufene. Vedi Acufene.

Ho forse voluto fare orecchi da mercante riguardo a qualcosa che cercavano di dirmi o a qualcosa che nel mio intimo non volevo ascoltare?

TIROIDE: vedi Ghiandola tiroidea.

TONSILLE: costituite da tessuto linfatico, sono un elemento importante del sistema di difesa dell’organismo. Assieme alle adenoidi intervengono durante le infezioni delle vie aeree superiori.

Aumento importante del volume delle tonsille in un bambino:

Si sente mancare la sicurezza quando è separato dalla madre?

Tonsillite: infiammazione delle tonsille. Può essere l’espressione di una paura mista a rabbia per il fatto di non potersi esprimere di fronte a una persona che si impone con la sua autorità. Può essere un genitore, un insegnante, il partner o un superiore.

Provo rabbia nei confronti di una persona autoritaria che mi fa paura e che non mi permette di esprimermi?

È possibile che il bambino abbia paura di uno dei suoi cari (genitori, nonni, fratello maggiore…) o di un professore?

A quattordici anni mi sono state asportate le tonsille in seguito a una serie ininterrotta di tonsilliti. A quell’epoca avevo molta paura di mio fratello maggiore che era violento. Mia madre ci ripeteva: «State zitti, non provocatelo apposta!» Ero arrabbiata sia con mio fratello sia con mia madre per il fatto che non ci proteggeva.

Mia madre si serviva di mio fratello per farsi obbedire dicendoci per esempio «Aspetta che arrivi tuo fratello!» cosa che mi metteva in uno stato di tensione e di paura. Diventata madre a mia volta, mi sono detta: «Non farò paura ai miei figli facendo ricorso al loro padre. Se ci saranno punizioni da dare, sarò io a darle».

Pensando di comportarmi meglio di mia madre e credendo di dare una buona educazione a mia figlia, quand’era piccola ho assunto un atteggiamento molto autoritario nei suoi confronti. Ha sofferto di un’infiammazione alle tonsille e a tre anni ha dovuto subire l’intervento di tonsillectomia. All’epoca non avevo ancora visto il nesso. Io da piccola ero terrorizzata da mio fratello, ma non avevo capito che impaurivo mia figlia credendo di agire per il meglio. Per fortunata l’ho capito abbastanza presto poiché, se avessi continuato in quel modo, avrebbe finito per ribellarsi da adolescente.

In passato i bambini non si potevano esprimere con chi rappresentava l’autorità (di solito i genitori) e si riscontravano un maggior numero di tonsilliti, al punto che dove sono cresciuta l’asportazione delle tonsille era pressoché sistematica.

TORACE o CASSA TORACICA: il torace è formato dalle costole, dallo sterno e dalle vertebre. Ha la funzione di proteggere organi delicati come il cuore, i polmoni, l’esofago e grandi vasi sanguigni come l’aorta. È una sorta di scudo di protezione per gli organi più vulnerabili e rappresenta pertanto la protezione della propria vulnerabilità. Vedi anche Sindrome Sapho.

Iperostosi (ispessimento con deformazione progressiva) della cartilagine delle costole o dello sterno:

Mi proteggo dalle persone che vorrebbero avvicinarsi a me o che vorrebbero sedurmi?

Mi dico forse: «Quando sarò perfetto potrò essere amato!»?

Sensazione di indossare un busto che stringe:

Mi sento messo alle strette o soffocato dalle esigenze dei miei famigliari?

TORCICOLLO: vedi anche Vertebre cervicali alla voce Schiena. Contrattura dei muscoli del collo che può indicare il rifiuto di affrontare una situazione, sia perché non si vuole assumere una posizione al riguardo sia perché si teme l’azione da intraprendere. Può riguardare per esempio una situazione relativa a un’eredità o a un conflitto famigliare, oppure le difficoltà nel rapporto di coppia ecc.

Da tre anni Marguerite ha un torcicollo che si manifesta attraverso una rigidità del collo tale da impedirle di girare la testa. In terapia mi racconta che da qualche anno sta vivendo una situazione davvero penosa. Sua madre, deceduta tre anni prima, ha lasciato tutta l’eredità alla figlia che si è occupata di lei prima che morisse. I fratelli, indignati, hanno rotto ogni rapporto con la sorella e minacciato Marguerite di fare altrettanto con lei se avesse continuato a rivolgerle la parola. Marguerite non vuole litigare con i fratelli e allo stesso tempo soffre per la separazione dalla sorella. Inizialmente crede di non essere invischiata nella bagarre famigliare, ma alla lunga la situazione diventa insostenibile. Dopo la terapia decide di parlare con i fratelli e di riallacciare i rapporti con la sorella. Solo allora il torcicollo passa.

C’è forse una situazione che preferisco non vedere perché mi obbligherebbe a fare qualcosa che non ho voglia di fare o che mi fa paura?

TOSSE: azione riflessa o volontaria che serve a liberare le vie respiratorie. Si parla di tosse secca quando non presenta né muco né espettorazioni. La tosse secca è quasi sempre legata alle critiche. Durante le conferenze, quando l’oratore interessa l’uditorio le persone che tossiscono sono rare, ma quando la gente non è d’accordo con lui o lo trova noioso tossisce. Chi tossisce durante una conferenza spesso non è consapevole che sta in realtà esprimendo una critica.

Un altro esempio sono le persone che iniziano a tossire quando al ristorante un vicino di tavolo si accende una sigaretta (nei luoghi dove è ancora permesso farlo). Accade spesso che dicano: «Sono allergico alle sigarette!» ma in realtà potrebbero dire: «Detesto l’odore del fumo mentre mangio».

Quella che viene definita come una «allergia» e che si manifesta attraverso la tosse è molto spesso qualcosa che non si accetta o che si rifiuta. Si può dire per esempio: «Sono allergico alla polvere», ma la frase può in realtà sottintendere: «Mi fa schifo la sporcizia e dunque critico i posti poco puliti».

Tosse secca spontanea: 

Che cosa critico in questo momento?

Tosse secca ripetuta con sensazione di soffocamento:

Mi critico perché non mi attengo alle regole che mi sono prefissato?

Mi soffoco nel voler essere perfetto?

Tosse ricorrente con muco: vedi Raffreddore.

Tosse con espettorazioni: vedi Bronchite, Broncopolmonite.

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TOSSICODIPENDENZA: dipendenza grave da droghe. Il loro consumo crea uno stato transitorio di esaltazione in cui il mondo esterno scompare e, con lui, la sensazione di esserne separato. Quando la sensazione finisce, tuttavia, la persona che si droga si sente ancora più lontana dal mondo, più impotente e più incompresa malgrado i ripetuti e sempre più frequenti tentativi di porvi rimedio per mezzo delle droghe. La tossicomania esprime quasi sempre un male di vivere causato da una sensazione di rifiuto, di abbandono o di tradimento da parte di una persona per noi importante.

Per liberarsi dalla dipendenza occorre scavare in questo male di vivere, in modo da poterne guarire. Astenersi dal consumare droghe attraverso uno sforzo di volontà serve solo a reprimere il palliativo usato per sfuggire alla sofferenza. Non appena questa viene riattivata per qualche motivo, la volontà non regge.1

Che cosa trovo in queste droghe che non trovo nel mio quotidiano?

Che cosa mi permettono di dimenticare?

TOURETTE: vedi Sindrome di Tourette.

TRACHEITE: infiammazione della trachea. Vedi Esofagite alla voce Esofago e Laringite.

TRAVASO: presenza anomala di liquido all’interno di una cavità del corpo umano. Il liquido proviene da un processo infiammatorio che si è creato in una membrana (pleura, peritoneo, pericardio…) adibita a proteggere un organo.

Un esempio: la pleura è la membrana che riveste i polmoni. Quando viene colpita, si produce una reazione infiammatoria chiamata pleurite. In questo processo alcune cellule, dette mastociti, liberano l’istamina, che ha la funzione di attivare la circolazione sanguigna. I capillari, sovraccaricati dall’eccesso di sangue, rilasciano siero che va a depositarsi tra i due foglietti pleurici. Il liquido, isolando i due foglietti, permette la ricostituzione dei foglietti danneggiati.

Possiamo capire meglio questo fenomeno con l’esempio delle bruciature. Quando ci bruciamo, i tessuti venuti a contatto con la sorgente di calore si danneggiano. Il corpo, per ripararli, fa ricorso a un processo infiammatorio: il liquido liberato dalla produzione eccessiva di sangue isola l’epidermide dal derma, permettendo così la riparazione e la guarigione della pelle bruciata. È ciò che chiamiamo bolla o vescicola. Se togliamo il liquido, rimettiamo derma ed epidermide a contatto, rischiando così di ritardare il processo di guarigione e di favorire l’infezione. Si comprende quindi che sarebbe saggio non bucare le vesciche.

Naturalmente, se il liquido pleurico disturba la respirazione o è troppo abbondante, se ne può prelevare una parte per dare sollievo al paziente, ma eliminare tutto il liquido può avere come conseguenza di ritardare la guarigione, produrre un’infezione o creare ulteriori complicazioni. Vedi Liquido ascitico e Mesotelioma.

Prima che si producesse il liquido pleurico ho provato angosciaper la mia salute, quella dei miei polmoni o per la mia vita?

TREMORI: movimenti ritmici involontari che colpiscono in particolare le mani ma anche i piedi, la mascella, la testa o la lingua. I tremori posso essere occasionali dopo una forte emozione o dipendere da una malattia, come il morbo di Parkinson e la sclerosi a placche, oppure essere provocati da farmaci o dalla disintossicazione dall’alcol o dalla droga.

Tremori occasionali quando si devono compiere gesti non abituali: 

Ho forse paura di non sapere come muovermi, come procedere o di non essere abbastanza bravo?

Tremori essenziali: tremori persistenti indipendenti da qualunque forma di malattia. Esprimono una grande tensione interiore, che può derivare dal controllo che ci si è imposti di fronte a una situazione esasperante e che si è sopportata quasi fino a esplodere dalla rabbia. Può trattarsi di pettegolezzi del vicinato, dell’atteggiamento di una persona, della mancanza di rispetto di un vicino nei nostri confronti e così via. La tensione può essere determinata anche da una paura con cui ci si deve misurare a lungo. Per esempio una persona che vive da sola e che di notte non riesce ad avere un sonno tranquillo perché prova una grande insicurezza.

Coralie inizia ad avere tremori essenziali mentre fa un corso di infermiera. Non voleva diventare infermiera, ma solo occuparsi di bambini. Tuttavia la necessità di guadagnarsi la vita l’ha spinta ad accettare quel lavoro. Dato che non si sentiva al suo posto, aveva sempre paura di far del male ai pazienti di cui si doveva occupare.

Che cosa è stato a crearmi una tensione interiore così forte?

Ho eternamente paura di ferire qualcuno dei miei cari?

TRIGEMINO: Vedi Nevralgia del trigemino alla voce Nevralgia.

TROMBA DI EUSTACHIO: condotto muscolo-mucoso che collega il cavo all’orecchio interno. La tromba di Eustachio permette il passaggio dell’aria dalle retrocavità delle fosse nasali fino all’orecchio medio. Svolge una funzione fondamentale nell’udito e governa l’equilibrio della pressione barometrica tra l’orecchio medio e quello esterno. La tuba si apre a ogni atto di deglutizione e permette in tal modo di condurre aria all’orecchio medio.

La tromba di Eustachio rappresenta l’equilibrio tra le informazioni che si ricevono e quelle che si è in grado di accogliere.

I maggiori problemi derivanti da una disfunzione della tromba di Eustachio sono la sensazione di orecchio tappato, l’acufene e la diminuzione dell’udito. Inoltre, non capita forse talvolta di dire che una determinata cosa «ci esce dalle orecchie»?

Che cosa non ho proprio sopportato e che mi esce dalle orecchie?

Si tratta forse delle affermazioni disfattiste o deprimenti di una persona a me cara?

Si tratta forse di tutte le inquietudini che questa persona ha fatto nascere in me?

TROMBOCITEMIA: aumento permanente e consistente del numero di piastrine (trombociti) che può comportare emorragie abbinate a splenomegalia (aumento di volume della milza) o a trombosi.

Sono pronto ad andare fino in fondo, a lottare senza tregua per ottenere quello che voglio?

TROMBOCITI: sono le cellule più piccole presenti nel sangue, il loro numero varia da 200.000 a 300.000 per ogni millimetro cubo. Le piastrine non solo hanno una funzione fondamentale nel processo di coagulazione del sangue (grazie al cosiddetto fattore piastrinico 3) ma svolgono anche un’azione vascolare di primaria importanza per fermare le perdite di sangue in caso di tagli, traumi capillari o emorragie. Le piastrine rappresentano le nostre barricate, vale a dire le protezioni di cui disponiamo per conservare le forze. Quando le piastrine aumentano (trombocitemia) si avverte il bisogno di proteggersi, quando diminuiscono (trombocitopenia) può significare che si è stanchi di vivere sempre sulla difensiva. Si diventa allora più vulnerabili ed è più facile rimanere feriti (ecchimosi, porpore, emorragie ecc.).

TROMBOCITOPENIA: diminuzione consistente del numero di piastrine (trombociti) che si manifesta attraverso ecchimosi dovute a piccole emorragie sottocutanee. Questa malattia rara e molto grave determina emorragie al minimo taglio o ferita, oppure perdite di sangue naturale (mestruazioni). La persona che ne è colpita ha spesso bisogno di trasfusioni sanguigne.

Ho forse difficoltà a stabilire dei limiti o a difendermi?

È possibile che io non abbia nessuna voglia di lottare e che preferisca «deporre le armi»?

TROMBOSI: occlusione di un vaso sanguigno dovuta alla presenza di un grumo di sangue o di un corpo estraneo trasportato dal sangue. Può esprimere un blocco della gioia di vivere.

Qual è la situazione che mi impedisce di provare piacere o che blocca la mia gioia di vivere?

Trombosi alla gamba: vedi anche Flebite.

Ho l’impressione che la mia vita non sia altro che risolvere un problema dopo l’altro?

Irène voleva farsi suora, ma una serie di eventi la portano invece a sposarsi. Il matrimonio si conclude ben presto con una separazione e per consolarsi Irène aderisce a un movimento religioso che, basandosi sull’assunto che la felicità non è di questo mondo, la invita a portare la sua croce seguendo l’esempio di Gesù, per poter accedere al paradiso. Irène rinuncia a tutto ciò che potrebbe procurarle gioia, convinta che la vita sia solo una tappa di sofferenza per raggiungere la felicità eterna.

le tube di Falloppio sono canali di passaggio dell’ovulo tra le ovaie e l’utero. Essendo il luogo in cui l’ovulo e lo spermatozoo si incontrano, TUBE DI FALLOPPIO:riguardano la relazione (comunicazione) tra l’uomo e la donna (attuale partner, ex coniuge, padre dei propri figli ecc.).

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Dolore a una tuba di Falloppio:

Può darsi che faccia fatica a comunicare con l’uomo che amo, quasi che parlassimo due lingue diverse?

È possibile che non mi senta capita dal mio partner riguardo alle domande che gli rivolgo?

Carcinoma tubarico:fibroma in una tuba di Falloppio. È collegato a una sensazione disvalutazione riguardante il rapporto di coppia. Ci si può sentire colpevoli di far soffrire i propri figli a causa delle difficoltà che si vivono all’interno della relazione.

Voglio forse fare accettare i miei figli all’uomo che amo?

Salpingite: infiammazione di una o di entrambe le tube uterine. La salpingite è molto spesso legata al conflitto maschile-femminile. La donna può provare rabbia perché ha la sensazione che il suo partner non la capisca o non capisca i suoi bisogni. Una frase ricorrente potrebbe essere: «Devo occuparmi io di tutto: della casa, dei figli, dei soldi, delle vacanze. Lui non fa niente!»

Provo forse rabbia nei confronti del mio partner (compagno, marito) perché ho la sensazione di dovermi fare carico di tutte le responsabilità della coppia e di non riuscire a trovare un terreno d’intesa con lui?

Provo forse rabbia nei confronti degli uomini o di un uomoin particolare che non mi rispetta o non rispetta gli impegni presi (per esempio non paga gli alimenti)?

nel primo terzo delle tube, solo in seguito l’ovulo risale fino all’utero e inizia a dividersi. Se l’ovulo non effettua questo percorso verso l’utero si ingrandisce dentro la tuba e può farla scoppiare: si parla in tal caso di gravidanza ectopica. Spesso indica che  Gravidanza extrauterina o ectopica (tubarica): la fecondazione dell’ovulo avvienela donna si trattiene dall’avere un figlio. L’ovulo è trattenuto e questo «voler trattenere» può essere del tutto inconscio.

È possibile che non mi sentissi pronta per questa gravidanza?

Volevo davvero questa gravidanza?

Temevo che sarebbe potuto capitare qualcosa a seguito della gravidanza?

Rottura della tuba in assenza di gravidanza:

Le difficoltà che ho incontrato nel cercare di comunicare con il mio partner mi hanno forse creato un senso di esasperazione o di ribellione?

TUBERCOLOSI: secondo il dottor Hamer la tubercolosi equivale alla fase di riparazione di un cancro al polmone passato inosservato. I bacilli di Koch (Mycobacterium tubercolosis), batteri ritenuti responsabili della tubercolosi, interverrebbero perciò allo scopo di disgregare i tumori che si sono formati. Vedi Infezione.

È necessario dunque capire cosa ha vissuto il paziente prima di contrarre la tubercolosi. Aveva forse paura di morire? Durante la guerra si sono osservati numerosi casi di tubercolosi. Può anche essere successiva al carcinoma polmonare. Viene inoltre riscontrata in persone che hanno un atteggiamento di scoraggiamento nei confronti della vita o che provano risentimento per essere stati trascurati.

È possibile che abbia vissuto una situazione nella quale ho avuto molta paura di morire?

È possibile che abbia vissuto una situazione in cui mi sentivo impelagato e che mi aveva tolto la voglia di vivere, quando un’anima caritatevole è giunta a salvarmi?

Vi sono poi tubercolosi atipiche derivanti dai vaccini antitubercolotici. Queste si riscontrano per lo più in luoghi in cui vengono effettuate vaccinazioni di massa o in condizioni igieniche precarie.

TUMORE:

• Secondo la medicina classica o allopatica, il tumore è un termine usato per indicare un insieme di patologie in cui si assiste a una proliferazione di cellule, dette atipiche, che possono dar luogo a metastasi, consistenti nella migrazione di queste cellule in altri tessuti.

Secondo questa interpretazione il tumore nasce dall’alterazione dell’oncogenesi. Si tratta di geni che regolano la crescita e la moltiplicazione di una o più cellule per mezzo di agenti detti cancerogeni. Le modificazioni genetiche della cellula cancerogena si trasmettono alle cellule nate dalla sua divisione; in questo modo si forma un piccolo gruppo di cellule atipiche che proliferano più rapidamente delle altre. Sono di solito indifferenziate, ovvero non sono in grado di svolgere tutte le funzioni che corrispondono al tessuto di origine e sfuggono a ogni controllo ormonale e nervoso. Sono anche autentici parassiti poiché si nutrono del tessuto ospite.

•Secondo la Nuova Medicina del dottor Ryke Geerd Hamer2 a cui si allaccia in parte la Metamedicina, quella che noi chiamamo cellula cancerogena svolge le stesse funzioni di una cellula normale ma in modo inadeguato. Una cellula cancerogena dello stomaco digerisce molto più velocemente di una sana, una del pancreas produce molta più insulina, una del seno molto più latte, una dei polmoni ha una capacità di scambio ossigeno-sangue molto superiore, una dei reni filtra molto di più ecc.

Il corpo fa ricorso a queste cellule in condizioni particolari. Per esempio, la paura di morire può spingere a respirare più superficialmente. Per sopravvivere il corpo ricorre a cellule speciali che hanno la capacità di assorbire una maggiore quantità di ossigeno. Se viene messo in contatto con qualcosa che non può digerire (anche se a livello mentale) ricorrerà a cellule speciali che avranno la caratteristica di fabbricare più acido cloridrico del normale e così via.

Ma non tutte le cellule cancerogene hanno un ruolo specifico da svolgere. Alcune traggono origine da uno shock o da un forte turbamento emotivo, che a sua volta produce un turbamento cellulare in una parte precisa dell’organismo, corrispondente al sentimento in questione. Altre sono il prodotto di una riattivazione di emozioni passate non risolte, vissute intensamente, spesso nell’isolamento, di cui non si vede una soluzione. Il turbamento emotivo amplificato attraverso un fenomeno di risonanza crea un turbamento a livello cellulare più profondo.

Un esempio: nella primavera del 1997, sfiorandomi il seno, avvertii un piccolo nodulo. Per quanto ne sapevo, non avevo vissuto nessuno shock o turbamento, era anzi un periodo in cui tutto andava bene. Eseguii una mammografia che fece sospettare un tumore al seno e il medico mi suggerì di fare una biopsia il prima possibile. A suo parere, ero in pre-menopausa e la cosa poteva essere dovuta a un’alterazione ormonale. Da parte mia cercai di riflettere, ma non trovai niente che potesse spiegare la presenza del nodulo. Poi lo osservai e mi resi conto che si ingrandiva ogni volta che mi allontanavo da mio marito per qualche mese. Queste separazioni avvenivano di solito abbastanza serenamente. Stabilii che c’era un collegamento con le mie partenze e cercai se in passato avevo vissuto emozioni simili. Nel 1994 mio marito e io avevamo attraversato una grave crisi di incomprensione reciproca che era esplosa in un conflitto in cui decidemmo di mettere fine al nostro rapporto. Questo mi colpì profondamente. Mi sentii annientata all’idea di dover superare da sola il dolore e l’angoscia della separazioneper poter continuare le attività terapeutiche in cui ero impegnata. Nei giorni che seguirono avvertii forti dolori al seno destro, al punto da non poter dormire su quel fianco. In poco tempo vidi il seno trasformarsi, deformarsi. Temevo di avere un tumore ma non osavo consultare un medico perché temevo la diagnosi. Scelsi invece di fare sedute di trattamenti energetici. Nel corso delle sedute, grazie a un eccellente terapeuta, vidi il legame che c’era tra ciò che vivevo e il sentimento di abbandono che avevo vissuto con mio padre quando ero piccola. Per liberare queste emozioni rivissi (attraverso l’immaginazione) una scena che mi aveva raccontato mia madre. In quella scena vidi una bambina tendere le braccia verso il padre mentre lui non la degnava di uno sguardo: girava sui tacchi e usciva per non tornare mai più.

Attraverso la visualizzazione entrai nella scena, presi la bambina fra le braccia e le dissi: «Il tuo papà non può accoglierti perché lui stesso non si è mai sentito accolto. Vedi, anche tua madre lo ha appena respinto, mentre lui era pronto a tutto perché lei tornasse. Come potrebbe accoglierti, così pieno di dolore? Ma tu non sei sola, io sono qui. Ora potrai contare su di me. Io poserò il mio sguardo su di te. Ti darò tutto l’amore che tu hai tanto atteso dagli uomini. Ti aiuterò a rinascere e a credere nella vita. Io ti amo, mia dolce… Vedrai… La tua vita ora sarà bella…» La bambina mi guardò con un sorriso e mi disse: «Capisco che il mio papà non poteva accogliermi, aveva così bisogno di essere accolto lui stesso. Ora so che se fosse stato felice mi avrebbe preso tra le braccia».

Il seno destro (per una destrimane) riguarda la sfera affettiva, ovvero le persone a cui si è più legati. Il seno sinistro riguarda invece la sfera materna. Una forte emozione dovuta al dolore per la separazione da una persona cara può colpire il seno destro in una destrimane. Ciononostante, se l’emozione è in risonanza con un sentimento di abbandono vissuto nell’infanzia (mentre vivevamo nella sfera materna) potrà essere colpito solo un seno, il sinistro. Per una donna mancina è il contrario. In quella forte emozione vissuta nel 1994 si può agevolmente rilevare un sentimento di abbandono in rapporto con l’episodio vissuto con mio padre, e questo spiega perché fosse colpito il seno sinistro. Dopo aver seguito questa terapia il seno guarì e la nostra relazione ripartì su nuove basi.

Allora perché di nuovo questo nodulo, stavolta al seno destro? Che rapporto c’era? Una recidiva, delle metastasi? In effetti avevo liberato l’emozione vissuta dalla bambina che era in me, ma non avevo liberato quella legata alla partenza del mio compagno. Nella mia memoria emozionale persisteva l’equazione: partenza = abbandono. Così, senza che ne fossi cosciente, ogni volta che ci separavamo per qualche settimana, l’equazione registrata nella mia memoria emozionale mi rimetteva, sul piano biologico, in simpaticotonia o in «onda di shock». Ed è stato dunque il ripetersi di questi turbamenti biologici che alla fine ha dato origine al mio tumore. Dal momento che in questo caso il problema riguardava solo la sfera affettiva, dato che la risonanza con l’infanzia era stata liberata, era dunque il seno destro (sono destrimane) a esserne colpito.

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In seguito a questa presa di coscienza, feci un lavoro di liberazione da quell’emozione. Entrai in stato di rilassamento e rivissi l’episodio occorso nella primavera del 1994. Rividi tutta la scena sul mio schermo mentale. La donna che sono ora andò a ritrovare quella che viveva il dolore della separazione. La presi tra le braccia e le dissi, come avevo fatto con la mia bambina interiore, che non era sola, che io ero là, che capivo la sua sofferenza, il suo desiderio di morire, la sua sensazione di fallimento. Le permisi di provare tutto ciò, poi la consolai e le dissi: «Ciò che stai vivendo, anche se molto doloroso, è necessario. Tutti e due, nella vostra paura di dispiacere, avete dimenticato voi stessi per l’altro, aspettandovi dall’altro ciò che voi per primi non vi donavate, facendovi sentire delusi, frustrati e non amati. Impara a rendere felice te stessa, smetti di aspettarti tutto da lui e lasciagli il tempo di fare chiarezza in sé. Vi incontrerete di nuovo e questa volta sarà un amore più maturo e molto più grande». La donna di quell’episodio (primavera 1994) mi sorrise e accettò ciò che le stavo dicendo. A quel punto l’equazione partenza = abbandono divenne partenza = amore più intenso e ritorno.

Alcuni riterranno forse che tutto questo è solo fantasia, che la realtà è ben diversa. Occorre però sapere che il cervello non distingue tra il reale e l’immaginario. Tutto ciò che gli arriva dall’esterno attraverso i sensi o interiormente attraverso il pensiero o l’immaginazione viene trasformato in chiave biologica. Lo si può facilmente verificare. Chiudiamo gli occhi e concentriamoci sul sapore di un cibo, come se lo stessimo mangiando, per esempio un limone: nella nostra bocca e nel nostro corpo si avrà lo stesso effetto che si produrrebbe se mangiassimo un limone vero.

Dopo aver eseguito questo lavoro di liberazione emozionale notai, nei giorni successivi, una diminuzione del nodulo nel mio seno. Continuò a regredire fino a sparire completamente.

L’esperienza legata al nodulo fu per me una scoperta straordinaria perché mi fece capire come un tumore può comparire anche in un momento in cui non vediamo shock o traumi che possano esserne stati l’origine.

• La guarigione dal cancro, secondo la medicina allopatica, si ottiene attraverso la distruzione delle cellule «maligne».

• La guarigione dal cancro secondo la Nuova Medicina Germanica si raggiunge identificando il conflitto che ne è all’origine, nella ricerca di un’adeguata soluzione e nell’applicazione della soluzione.

• La guarigione dal cancro secondo la Metamedicina si ottiene con:

• L’identificazione del sentimento provato che ha originato le emozioni, che a loro volta hanno creato un turbamento (cervello-organo) manifestatosi con la patologia relativa al sentimento. Per esempio, un senso di svalutazione andrà a toccare i tessuti di sostegno, dato che riguarda il modo in cui ci poniamo nei confronti dell’ambiente che ci circonda o della vita secondo il valore che diamo a noi stessi. Mentre un sentimento che riguarda le nostre relazioni (i nostri contatti) con gli altri colpisce piuttosto un organo del tatto, come la pelle. Quello che ci tocca nel profondo colpirà la nostra pelle interna, ovvero le mucose… per limitarsi a questi pochi esempi.

• La trasformazione del sentimento negativo che ha originato le emozioni negative in un sentimento positivo, favorevole alla pace interiore. L’effetto che produce è l’eliminazione delle emozioni che il primo sentimento aveva fatto nascere. La liberazione emotiva mette fine al turbamento manifestato nel malessere o nella malattia. La tecnica consiste nella capacità di aiutare la persona (il paziente) a identificare in modo chiaro il sentimento che l’ha pervaso e a trasformarlo. Questo è ciò che chiamiamo Metamedicina.3

Un malessere, una malattia hanno un senso, una logica, e non si producono senza di essa.

Si potrebbe dire che la medicina allopatica si occupa del nemico, «delle cellule maligne», mentre nella Metamedicina ci si occupa del terreno «psicologico». La prima cerca la vittoria nella lotta contro il nemico, la seconda cerca la pace in ciò che ha dato origine al conflitto interiore. Vedi Leucemia.

Ogni forma di tumore viene spiegata in relazione all’organo interessato. Vedi anche Carcinoma e Metastasi.

TUNNEL CARPALE:è un canale situato a livello del polso attraverso cui passa il nervo mediano e i tendini flessori delle dita. Qualunque alterazione del contenuto del canale comporta una sofferenza del nervo mediano. Vedi Sindrome del tunnel carpale.

1 Il male di vivere e il modo di liberarsene vengono spiegati nel libro Metamedicina, la guarigione a portata di mano. Allo stesso modo, può essere di aiuto il seminario «Liberazione della memoria emozionale» tenuto da un terapeuta qualificato.

2 Ryke Geerd Hamer, Testamento per una Nuova Medicina Germanica, Amici di Dirk, 2008.

3 La Metamedicina è stata creata nel 1987 da Claudia Rainville. Ogni forma di terminologia affine è successiva ai suoi lavori e non ha niente a che vedere con la sua terapia. Solo gli operatori che hanno superato gli esami di passaggio previsti sono abilitati all’uso di questa pratica.

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