Dizionario dei Sintomi – Lettera M

Dizionario dei Sintomi – Lettera M

 

MACCHIE AI POLMONI: vedi Polmoni.

MACCHIE SCURE SUL VISO: chiazze della pelle pigmentate e piatte, prevalentemente di colore marrone più o meno scuro. Sono collegate a situazioni in cui ci si è sentiti colpiti nella propria integrità e hanno determinato un senso di vergogna, di umiliazione e talvolta anche di rancore.

Ho forse vissuto una situazione in cui mi sono sentito umiliato, denigrato o ingannato e che mi ha lasciato un senso di vergogna?

Sofia, sette anni, è in classe con i suoi compagni. A un certo punto una bambina dice: «Maestra, la mela che avevo portato per merenda non c’è più». La maestra inizia a cercare negli armadietti degli alunni e trova la mela in quello di Sofia. Sofia si stupisce perché non aveva affatto preso la mela della compagna. Tutti credono comunque che la ladra sia lei, e la bambina prova una grande vergogna. Come se non bastasse, la maestra decide di convocare a scuola la madre che, arrabbiatissima con la figlia, la schiaffeggia davanti alla maestra. Dopo questo fatto Sofia ha iniziato ad avere macchie rosse su tutto il corpo, poi le sono comparse macchie scure sul viso.

Macchie scure durante la gravidanza o maschera della gravidanza: vedi Cloasma.

MAGREZZA: stato di una persona che ha pochi grassi e poca massa muscolare. Può essere dovuta a una sottoalimentazione fisica (mancanza di cibo) o a una mancanza di nutrimento affettivo. Può anche essere associata a una paura irragionevole di ingrassare o essere collaterale a problemi di anoressia o bulimia.

Una persona magra, senza per questo essere sottoalimentata, può esprimere dolore per un rifiuto che la può indurre a rifiutare se stessa e/o aggrapparsi alla persona che ama. Con questo atteggiamento, che è quello di aspettarsi tutto dall’altro, la persona continua ad attirare situazioni di rifiuto che la portano a isolarsi per proteggersi dalla sofferenza. Di conseguenza, anche se mangia molto per riempire un vuoto affettivo, gli alimenti che consuma di fatto non la nutrono perché la scarsità di scambi con gli altri la lascia sottoalimentata sul piano affettivo. Vedi anche Anoressia e Bulimia.

Ho paura di ingrassare?

Mi sento solo e incompreso?

Manco forse di amore?

MAL D’AEREO: vedi Cinetosi.

MAL D’AUTO: vedi Cinetosi.

MAL DI MARE: vedi Cinetosi.

MAL DI PANCIA: vedi Coliche intestinali.

MAL DI TESTA: la testa contiene il computer centrale che ci permette di entrare in contatto con il mondo materiale. Gli organi dei sensi sono i recettori.

La testa rappresenta la nostra autonomia, ma anche la nostra individualità attraverso il viso, oltre alla nostra spiritualità, in quanto racchiude i centri di energia superiori (chakra) grazie ai quali possiamo assumere la padronanza della nostra vita e prendere coscienza della nostra natura divina.

Il mal di testa può avere cause diverse. Può essere di breve durata, provocato da un’iperattività del pensiero o da un’eccessiva tensione cui ci si sottopone per voler capire tutto (frequente negli studenti), controllare tutto o trovare per forza la soluzione a un problema.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi i mal di testa dipendono da paura, soprattutto di ciò che non si controlla. Per esempio:

– la paura di ciò che può succedere a uno dei nostri cari che soffre;

– la paura di non superare un esame, un concorso;

– la paura della malattia;

– la paura di dichiarare fallimento ecc.

Cos’è che mi crea insicurezza o tensione in questo momento?

Di che cosa ho paura?

Mal di testa violento e cronico: questo disturbo può dare la sensazione che la testa stia per scoppiare. Si può anche avere l’impressione che il cervello sia una massa gelatinosa che si sposta rimbalzando. Tale sensazione può essere causata da un edema alla testa legato a una sensazione di limitazione o di subire un’influenza.

I mal di testa che tornano regolarmente o che perdurano sono per lo più associati a un evento del passato in cui ci si è sentiti prigionieri o in pericolo (pericolo di essere mandati in un riformatorio, di essere rinchiusi, di perdere la libertà ecc…). Ciò può averci indotti a vivere continuamente sotto controllo per tutto ciò che diciamo o facciamo per non dispiacere agli altri. E quando la negazione dei nostri bisogni diventa insopportabile, il mal di testa ci consente di dire: «Lasciatemi stare, ho mal di testa». Possono anche essere in relazione a un profondo senso di colpa perché ci crediamo responsabili della sofferenza o della morte di una persona.

Lea ha tredici anni. Sua zia le chiede di sorvegliarle il bambino che dorme nel passeggino. Siccome non c’è da fare niente, Lea chiude la porta a chiave e va a giocare con un’amica dicendosi che tanto non si sarebbe svegliato prima di un’ora o due. Quando la zia torna, il neonato sta piangendo ma nessuno può andare da lui perché Lea si è presa la chiave. Appena rientra, Lea trova la zia in collera e il bambino cianotico per il pianto e pensa: «Ho rischiato di ucciderlo!» In seguito Lea vive continuamente nel timore di fare qualcosa che potrebbe recare danno agli altri.

Ho vissuto un’esperienza traumatica in cui ho temuto per la mia libertà, la mia vita o quella di un’altra persona?

Mal di testa violenti che evolvono in emicranie: sono per lo più associati a paura e a insicurezza o a un evento del passato in cui ci si è sentiti minacciati. L’espressione «avere una spada di Damocle sulla testa» esprime bene questa situazione. Vedi anche Emicrania.

Il mal di testa di Samaël si era manifestato quando aveva circa dodici anni. Si ricordava più o meno il periodo in cui era iniziato, ma non lo aveva mai messo in relazione con un evento che aveva vissuto a quell’età. Come la maggior parte degli adolescenti, Samaël esprimeva il suo bisogno di individualità con piccole ribellioni nei confronti delle aspettative dei genitori. Una sera li sorprese a discutere della possibilità di metterlo in un istituto correzionale. Samaël ebbe talmente paura da divenire in seguito molto sottomesso, rinunciando alla propria individualità per rispondere alle aspettative dei genitori. Loro non parlarono mai più dell’istituto, ma la paura aveva dato origine alla seguente equazione: «Se non mi conformo a ciò che gli altri si aspettano da me, rischio di essere rifiutato e di perdere la libertà». Trent’anni dopo l’episodio, in Samaël la paura era ancora ben presente e gli causava violenti mal di testa ogni volta che si credeva obbligato ad agire in un dato modo per non rischiare di perdere la propria sicurezza e la libertà.

Si liberò dei mal di testa che evolvevano in emicranie andando, con il mio aiuto, a rassicurare il ragazzino dodicenne che era stato, comprendendo che le parole del padre volevano solo dire: «Non so più cosa devo fare con Samaël, non so più come prenderlo!» e che se avesse voluto iscriverlo a quell’istituto, non lo avrebbero comunque accettato perché non era un delinquente. Una volta rassicurato il ragazzino, smise di aver paura di dispiacere gli altri, poté esprimere meglio i suoi bisogni, e i mal di testa scomparvero.

Cos’è che mi crea insicurezza?

Mi sono forse già sentito minacciato?

MALARIA o PALUDISMO: malattia parassitaria grave che si presenta con febbre alta e, in certi casi, con complicazioni renali, epatiche, cerebrali e del sangue che possono essere mortali. La causa della malattia viene attribuita a un parassita, il plasmodium, trasmesso dalle zanzare.

Ci si potrebbe tuttavia chiedere la ragione per cui in un dato ambiente alcuni individui ne siano colpiti e altri (la maggioranza) no. Si tratta forse di una questione di resistenza, o piuttosto di frequenza vibratoria? Qual è dunque questa frequenza?

Può esserci la paura di contrarre la malattia, ma anche la sensazione di essere sotto il controllo di una persona o di un sistema che ci avvelena la vita.

È interessante notare che nella parola «malaria» si trova il prefisso «mal» e il suffisso «aria» che può esser tradotto in «aria malsana».

Mi sento forse prigioniero di un ambiente malsano?

Mi sento forse sotto l’influsso di un sistema o di una persona che limita la mia libertà?

Si trova un maggior numero di zanzare dove ci sono rifiuti, sporcizia o sostanze organiche in decomposizione. Questi ambienti chiusi che assomigliano a ghetti sono molto spesso l’equivalente delle paludi dove normalmente proliferano.

Fornire zanzariere alle persone che vivono nelle zone a rischio è certamente il primo passo, molto lodevole, ma ci si potrebbe chiedere se è sufficiente. Non sarebbe meglio aiutarle a prendere coscienza del legame tra l’ambiente malsano e la malattia, per poi aiutarle a scioglierlo?

Un sacerdote ruandese che mi aveva posto la domanda mi disse, dopo la mia spiegazione: «È molto vero, Claudia, incontro di continuo persone con questa malattia, ed è proprio ciò che stanno vivendo».

MALATTIA CELIACA: nella malattia celiaca si riscontra una carenza di assorbimento a livello della mucosa dell’intestino tenue che comporta complicanze (rachitismo, osteoporosi, anemia, tetania ecc.) e un’intolleranza intestinale a una molecola proteica (la gliadina) contenuta nel glutine. È caratterizzata da feci anomale, aumento del volume dell’addome (provocato dall’abbondanza di materie fecali) che contrasta con una magrezza o un dimagramento e la presenza di grassi nelle feci. Vedi Allergia al glutine in Allergie.

MALATTIA DI BRIGHT o GLOMERULONEFRITE CRONICA: alcune malattie renali acute incurabili conducono irrimediabilmente all’insufficienza renale cronica in tempi molto variabili. Si può definire l’insufficienza renale cronica come la riduzione irreversibile della filtrazione glomerulare dovuta alla degenerazione dei nefroni. È sovente in relazione a un senso di profonda delusione rispetto a ciò che ci si attendeva dalla vita, che può portare a chiudersi alla vita e all’amore. Vedi anche Reni.

Ho vissuto una profonda delusione rispetto a quelli che erano i miei ideali o il mio progetto di vita?

Cos’è che trattengo e che mi avvelena l’esistenza?

MALATTIA DI CHARCOT: vedi Sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

MALATTIA DI CHARCOT-MARIE-TOOTH: o CMT, raggruppa una serie di malattie neurologiche classificate secondo la parte del nervo colpita (mielina o assone) e secondo la modalità di trasmissione. Comporta disturbi della deambulazione e una frequente deformazione dei piedi (piedi cavi). La malattia può manifestarsi fin dall’infanzia ma ugualmente svilupparsi in età adulta in seguito a vaccinazione. Evolve lentamente ma può anche progredire a ondate. Poiché colpisce prima i piedi, può avere a che fare con difficoltà a procedere nella vita. Si può essere chiusi alle proprie emozioni (piedi cavi) e vivere un profondo senso di impotenza a far rispettare le proprie sceltee il proprio modo di voler vivere la vita. Vedi anche Malattie autoimmuni.

Ho avuto la sensazione che non potevo fare quello che volevo, che non potevo fare altro che sottomettermi alle disposizioni degli altri?

MALATTIA DI DUPUYTREN: patologia della mano che colpisce l’anulare e il mignolo che si contraggono verso il palmo e non possono essere stesi né da soli né con l’aiuto dell’altra mano. Può colpire una o entrambe le mani. L’anulare concerne le unioni e il mignolo i figli.

Ho la sensazione di aver mancato al mio impegno matrimoniale?

Mi sono forse sentito impotente nell’aiutare mio figlio o il mio congiunto?

Quando Walter si sposa, non esita a ripetere di fronte al sindaco le seguenti parole: «Prometto di amarla e di accudirla fino a che morte non ci separi!» parlando della sua sposa. Gli anni passano e un giorno si rende conto che sua moglie mostra segni di alcolismo. La cosa lo addolora, ha la sensazione di aver fallito, di non essere riuscito a renderla felice. È l’inizio della sua malattia, che si aggrava dopo la separazione e che gli richiederà interventi chirurgici per permettergli di stendere le dita.

Anche Carmen ha sofferto di questa malattia dopo il suicidio del figlio. Si è sentita del tutto impotente a poterlo aiutare.

MALATTIA DI FAUCHARD-BOURDET: vedi Parodontolisi.

MALATTIA DI HODGKIN: vedi Linfoma di Hodgkin alla voce Linfoma.

MALATTIA DI KAHLER: vedi Midollo osseo.

MALATTIA DI LA PEYRONIE: la malattia si presenta con un indurimento dei corpi cavernosi del pene, provocando dolore durante l’erezione o una deviazione del pene eretto. Allo stato rilassato, la persona può talvolta avvertire la presenza di piccoli noduli nell’asta del pene.

La malattia può essere associata a quella di Dupuytren (fibrosi palmare che comporta difficoltà nella flessione delle dita), di Ledderhose (flessione plantare che comporta la flessione delle dita), diabete, ipertensione arteriosa o artrite (vedi le voci corrispondenti).

Nella maggior parte dei casi è in relazione a un divieto di vivere una sessualità serena con una nuova partner perché si è convinti di non essere riusciti a rendere felice la compagna precedente.

È possibile che non mi conceda il diritto di essere felice nella mia nuova relazione?

MALATTIA DI MÉNIÈRE: squilibrio nella pressione del labirinto uditivo con vertigini, ronzii nelle orecchie (acufene), abbassamento dell’udito.

Questa malattia può raggruppare diversi sentimenti. Le vertigini possono essere in relazione al fatto di aver perso i propri riferimenti, di non saper più bene dove siamo. Il ronzio può essere legato alla pressione cui ci si sottopone per raggiungere un obiettivo prefissato o per non sentire le emozioni che abbiamo dentro. La perdita dell’udito può esprimere il rifiuto di ascoltare quello che succede in noi o quello che le persone intorno possono cercare di dirci.

Robert è sulla cinquantina. Si è impegnato nell’acquisto di una grande casa. Ma ecco che il suo lavoro lo opprime ogni giorno di più, ha la sensazione che la vita non sia che lavoro. Vorrebbe avere la possibilità di fermarsi e godere un po’ di più delle sue giornate, ma si ripete che non può e che ha degli obblighi da assolvere. Si mette sotto pressione per continuare. Ha ronzii insopportabili nelle orecchie, al punto che il medico gli propone un intervento chirurgico per distruggere il labirinto uditivo per via transtimpanica in modo da diminuirne l’intensità. Accetta, ma il risultato si limita a un importante abbassamento dell’udito. Robert doveva ascoltare quello che provava, trovare soluzioni invece che imporsi così tanta pressione per continuare a lavorare. Vedi Acufene.

Ho la sensazione di non sapere più a che punto sono, cosa devo fare e allo stesso tempo di mettermi troppa pressione per raggiungere l’obiettivo fissato, senza ascoltare ciò che provo o di cui ho veramente bisogno?

MALATTIA DI PAGET DELLA MAMMELLA: lesione della pelle, simile a un eczema, che si presenta con arrossamento persistente, con secrezione o formazione di croste, a sviluppo cronico, con sanguinamento e distruzione della mammella a favore del tumore. La malattia si origina nella ghiandola mammaria per poi diffondersi all’esterno alla pelle della mammella. È per lo più legata a emozioni da separazione che riguardano il «proprio bambino»anche se quest’ultimo è ormai adulto. Vedi anche Tumore al seno alla voce Seno.

Ho vissuto un conflitto con mio figlio che ci avrebbe allontanati l’uno dall’altro?

MALATTIA DI PAGET DELLE OSSA: malattia delle ossa che colpisce soprattutto le persone sopra i cinquant’anni. La malattia si presenta con un disequilibrio nell’eliminazione e nel rinnovamento delle cellule ossee e porta a una deformazione delle ossa dovuta a un’ipertrofia in lunghezza e larghezza di quelle colpite. Può riguardare sia le ossa degli arti inferiori sia quelle del cranio che vanno espandendosi rispetto a quelle del viso, facendole apparire quindi più piccole e dando loro un aspetto simile al volto di una scimmia. A queste deformazioni si aggiungono disturbi vasomotori e cardiovascolari.

Mi sono sentito svalutato dal mio ambiente?

MALATTIA EMOLITICA DEL NEONATO: vedi Itterizia.

MALATTIA (o SINDROME) DI RAYNAUD: disturbo della vasomotricità arteriosa che evolve attraverso fasi di crisi scatenate dal freddo o dalle emozioni che provocano la contrazione improvvisa delle piccole arterie che irrorano le dita delle mani e dei piedi e talvolta del pene. La vasocostrizione rende le estremità bianche, poi violacee e soprattutto fredde. A ciò si aggiungono i disturbi della sensibilità: sensazione di intorpidimento e di rigidità (soprattutto alle mani) e impressione di bruciore e punture di spilli.

Questa patologia è sovente in relazione a sentimenti di impotenza, di colpa e di chiusura per proteggersi dalle sofferenze. La persona colpita può pensare: «Ho fatto di tutto per aiutare la persona che amavo senza riuscirci, quindi sono inadeguato ad aiutare coloro che soffrono», oppure: «Ho voluto aiutare quelle persone a cui volevo bene e loro non mi hanno capito, mi hanno invece fatto solo del male, non voglio più rivederle…» A ciò può aggiungersi un sentimento di inutilità accompagnato da un profondo scoraggiamento che porta la persona a pensare: «A cosa servo?»

Se la malattia colpisce soprattutto le mani:

È possibile che mi sia sentito impotente o inadeguato ad aiutare una persona che stava soffrendo, che è morta o che si è suicidata?

Se colpisce le mani e i piedi:

Ho paura di essere di nuovo deluso o ferito da coloro che ho aiutato?

Se colpisce anche il glande:vi può essere un insieme di delusione, rabbia e impotenza a raggiungere la donna che si amava. Un insieme di amore e odio verso le donne che riteniamo responsabili della nostra sofferenza.

È possibile che non abbia più voglia di farmi coinvolgere in una relazione amorosa, di concedermi a una donna?

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MALATTIE AUTOIMMUNI: malattie legate a un disfunzionamento del sistema immunitario. In una malattia autoimmune si nota che gli anticorpi destinati a proteggere i tessuti di un organo si rivoltano contro le cellule degli stessi tessuti come se fossero corpi estranei. Per questo motivo si parla di «autoanticorpi». Ci si potrebbe chiedere se i tessuti attaccati dagli anticorpi non siano stati prima di tutto contaminati con sostanze estranee inoculate nell’organismo delle persone malate.

Un esempio: alcuni vaccini come adiuvante utilizzano lo squalene, un lipide presente in grandi quantità nell’olio di fegato di squalo e in quantità minori (0,1-0,7 per cento) nell’olio d’oliva o in quello di cereali. Nel nostro corpo è presente nel sebo, nel sistema nervoso e nel cervello. È un intermediario essenziale nella biosintesi del colesterolo.

Il consumo di olio d’oliva permette al sistema immunitario di riconoscere lo squalene come una molecola d’olio prodotta dal nostro corpo oltre a offrirci le sue proprietà antiossidanti. L’introduzione dello squalene per via orale è accettata bene dal corpo. I problemi sopraggiungono quando viene iniettato, dato che si tratta di un ingresso anomalo che induce il sistema immunitario ad attaccare lo squalene presente nell’organismo e non solo l’adiuvante contenuto nel vaccino.

Dopo una vaccinazione con lo squalene, il sistema immunitario cercherà di distruggere questa molecola dovunque la trovi, compresi i luoghi in cui è introdotta in modo naturale e dove è indispensabile per il sistema nervoso. Questo può farci capire perché si dice che, in una malattia autoimmune, gli anticorpi di una persona si rivoltano contro i suoi tessuti. Vedi Miofascite macrofagica.

Ecco cosa diceva già negli anni Sessanta il professor Louis Claude Vincent: «Moltiplicando i vaccini, aumentiamo il rischio di introdurre antigeni simili a molecole dell’organismo iniettato, generando in tal modo malattie autoimmuni la cui frequenza non cessa di crescere».1

Anche la nostra alimentazione si allontana sempre più da quello che è necessario al buon funzionamento del nostro organismo. Per produrre di più, si è fatto sempre più ricorso alle colture OGM (organismi geneticamente modificati) per ottenere maggiori quantità di cereali (riso, grano), soia, patate, oli, per non parlare di tutti i sottoprodotti derivati. Gli OGM alla lunga possono alterare la mucosa intestinale. Vedi Meteorismo.

Il mio patrigno aveva l’abitudine di ripetermi: «Quando ci si rivolta contro la natura, la natura si rivolta contro di noi!»

Ci si potrebbe però chiedere per quale motivo non tutte le persone a cui sono stati iniettati vaccini contenenti adiuvanti abbiano sviluppato una malattia autoimmune. Bisogna ricordare che c’è l’agente nocivo e il terreno. Alcune persone che attraversano un periodo di grande stanchezza o di stress emotivo possono presentare un terreno più favorevole allo sviluppo di queste malattie. E c’è il fattore tempo: quando una persona sviluppa una malattia autoimmune molti mesi dopo il vaccino, si è nel frattempo dimenticata di averlo fatto.

Secondo molti ricercatori, gli adiuvanti come il Thimerosal (mercurio), l’idrossido di alluminio o lo squalene possono continuare ad agire nel corpo durante un lungo periodo dopo l’inoculazione. Le reazioni possono essere progressive e reazioni neurologiche possono apparire nel corso del tempo. Vedi Miopatie.

C’è inoltre il terreno psicologico. Un senso di colpa per il fatto di vivere può indurci verso un’autodistruzione inconscia.

Véronique soffriva di una tiroidite autoimmune di Hashimoto. Aveva solo un fratello che amava molto mentre la madre, che soffriva di depressione, si era suicidata. Dopo la sua morte, aveva visto il fratello sprofondare a sua volta nella depressione. Aveva tentato come poteva di risollevargli il morale ma lui si chiudeva a quello che gli diceva. Qualche giorno prima di suicidarsi le aveva lasciato un messaggio esplicito. Véronique in quel momento stava vivendo un periodo di sfinimento e non rispose. Si sentì enormemente in colpa per non essere intervenuta e si negò il diritto di vivere.

Per aiutarla a liberarsi dal senso di colpa la portai, attraverso un lavoro di immaginazione mentale, a comunicare con il fratello, a cui chiese perdono. Lui le rispose: «Non devi chiedermi perdono, sono io a doverlo chiedere a te per tutto il male che ho fatto con il mio gesto. Tu non avresti potuto aiutarmi perché io non volevo aiuto, avevo perso fiducia nella vita. La vita non mi interessava più. Qualunque cosa mi avessi detto o fatto, non sarebbe cambiato niente. Se ora vuoi aiutarmi, vivi la tua vita, vivila pienamente, vivila per noi due. Questo potrà aiutarmi a perdonare me stesso…»

Provo un senso di colpa che fa sì che non mi conceda il diritto di vivere?

Ho fatto un vaccino contenente adiuvanti?

Ecco una lista di malattie autoimmuni conosciute:

Malattia di Berger: anticorpi anti-glomerulari del rene

Morbo di Basedow: anticorpi anti-recettori TSH

Tiroidite di Hashimoto: anticorpi anti-tireoglobuline, anti-tireoperossidasi

Mixedema primario: anticorpi anti-tireoperossidasi

•Malattia celiaca: anticorpi anti-endomisio, anti-gliadina, anti-transglutaminasi

Rettocolite emorragica: anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili

Morbo di Crohn: anticorpi anti-saccharomyces cerevisiae

Cirrosi biliare primitiva: anticorpi anti-mitocondrio del complesso della piruvato deidrogenasi

Colangite sclerosante primitiva: anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili

Anemia di Biermer (anemia perniciosa): anticorpi anti-cellule parietali, anti-fattore intrinseco

Lupus eritematoso: anticorpi anti-DNA nativo, anti-Sm

Sindrome di Crest: anticorpi anti-centromero

Diabete insulinodipendente di tipo 1: anticorpi anti-cellule Beta del pancreas

Sclerodermia sistemica: anticorpi anti-SCL-70

Pemfigo volgare: anticorpi anti-desmogleina

Pemfigoide bolloso: anticorpi anti-glicoproteina integrina (adesione cellula-matrice)

Epidermolisi bollosa acquisita: anticorpianti-collagene IV

Dermatite erpetiforme: anticorpi anti-gliadine, anti-endomisio

Miastenia: anticorpi anti-recettori dell’acetilcolina (AchR)

Sindrome miastenica di Lambert-Eaton: anticorpi anti-canali del calcio voltaggio dipendenti (VCGG)

Polimiosite: anticorpi anti-Jo 1

•Sindrome di Sjögren: anticorpi anti SS-A e anti SS-B

Di seguito un’altra lista di patologie che molti professionisti della salute considerano malattie autoimmuni. Tuttavia per alcune di esse al momento si ha solo il sospetto che lo siano.

Anemia emolitica autoimmune

•Aplasia midollare

•Arterite temporale (arterite a cellule giganti)

•Artrite idiopatica giovanile

•Dermatomiosite

•Demielinizzazione fulminante

•Distonia

•Encefalomielite acuta disseminata

•Granulomatosi di Wegener

•Granulocitopenia

•Epatite autoimmune cronica attiva 

•Infertilità autoimmune

•Lupus eritomatoso discoide (LED)

•Morbo di Addison idiopatico

•Narcolessia

•Nefropatia da IgA

•Nefropatia membranosa idiopatica

•Nefrosi lipoidea

•Policondrite atrofizzante 

•Retinocoroidopatia tipo Birdshot

•Porpora trombocitopenica idiopatica

•Reumatismo psoriasico

•Sarcoidosi

•Sclerosi a placche

•Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)

•Spondilartrite anchilosante

•Sindrome da anticorpi antifosfolipidici

•Sindrome di Churg-Strauss

•Sindrome da affaticamento cronico

•Sindrome di Goodpasture

•Sindrome di Guillain-Barré

•Sindrome Opsoclono Mioclono

•Sindrome nefrotica

•Sindrome di Reiter

•Uveite anteriore acuta

Si può guarire da una malattia autoimmune?

Lavorare sul terreno psicosomatico che ha permesso alla malattia di svilupparsi può sicuramente aiutare.

Sul piano dell’organismo: un’amica farmacista mi aveva parlato di un prodotto di nome Clorella, contenente un’alga che avrebbe la proprietà di eliminare i metalli pesanti (piombo, mercurio) grazie a un processo attraverso il quale la molecola dell’amminoacido dell’alga avrebbe la capacità di circondare gli ioni dei metalli per poi eliminarli attraverso i reni.

Un amico che coltiva la spirulina ha però richiamato la mia attenzione su un aspetto riguardante i sali di alluminio contenuti in alcuni vaccini. «La clorella è una microalga (diversamente dalla spirulina che è un cianobatterio) e una delle sue proprietà è effettivamente quella di aiutare a eliminare i metalli pesanti, che sono il piombo, il mercurio e il cadmo. L’alluminio è certamente tossico ma non è un metallo pesante, è anzi molto leggero, e non sono certo che la clorella, come la spirulina, sia di aiuto per la sua eliminazione. Il processo di eliminazione mi è invece sconosciuto.»

Anche la polpa fresca della pianta di aloe vera ha proprietà antinfiammatorie straordinarie.2

MALATTIE CONGENITE: malattie presenti al momento della nascita. Possono essere ereditarie attraverso i geni che portano la malattia o possono essere conseguenza di sofferenza o shock vissuti dalla madre o dal feto durante la gestazione, oppure essere legate a una sofferenza dell’anima del bambino vissuta prima di questa incarnazione. Qualunque ne sia la causa, la malattia ha la sua ragion d’essere. Porta con sé un insegnamento che l’anima dovrà integrare nel corso della sua incarnazione, come tutte le anime d’altronde, salvo che in questo caso la lezione è direttamente legata alla malattia. Vedi Daltonismo.

→ Infermità congenita:

L’anima di questo bambino è venuta per imparare a superare i suoi limiti?

MALATTIE DEGENERATIVE:

Ho rinunciato di fronte a una situazione di cui non vedevo la soluzione o davanti alla malattia stessa perché non si sa come aiutarmi a guarire o perché ho creduto a una diagnosi di incurabilità?

Léa soffriva del morbo di Parkinson da più di sette anni. Tutti i suoi medici erano stati categorici: si trattava di una malattia degenerativa e non poteva sperare in alcuna remissione. Quando venne a trovarmi si muoveva con difficoltà con l’aiuto di un bastone, le tremavano le mani e aveva molti dolori alle ossa e ai muscoli. La aiutai a identificare la causa della malattia e a perdonarsi una situazione passata di cui conservava rimpianti e sensi di colpa. Nella settimana che seguì notò un netto miglioramento della sua situazione, non ebbe più bisogno di usare il bastone e i tremori diminuirono. Vedi Morbo di Parkinson.

In una testimonianza, mi scrisse: «Sono in grado di constatare l’evoluzione della guarigione che si opera nel mio corpo e i giorni in cui va un po’ meno bene ho questo pensiero meraviglioso che mi aiuta: so che ci saranno ancora momenti in cui starò bene».

MALATTIE GENETICHE:queste malattie sono dovute ad anomalie di uno o più cromosomi che comportano un deficit di funzionamento di determinate cellule dell’organismo. Le cellule producono le proteine, l’attività e la struttura di ciascuna di esse è determinata dall’informazione genetica contenuta in un gene. Se questo è alterato, coinvolge la cellula in un malfunzionamento che può manifestarsi, a qualunque età, sotto forma di malattia.

Tra le malattie genetiche si trovano sia patologie benigne o leggermente invalidanti (per esempio, il daltonismo) sia estremamente gravi (per esempio la mucoviscidosi). In entrambi i casi la caratteristica comune è generalmente di essere una malattia a vita e che in alcuni casi può essere trasmessa ai figli, essendo inscritta nei geni della persona. Vedi Malattie congenite.

MALATTIE IATROGENE: non si tratta di patologie in sé, ma sono conseguenti a cure mediche o a diagnosi oscure da parte dei medici che dimenticano che quello che per loro è prevenzione, per i loro pazienti può essere angoscia. Vedi anche Ciste renale alla voce Ciste.

Alcuni esempi: Martine accompagna la madre dal medico. Un anno prima, la donna era stata colpita da un tumore al seno che aveva richiesto una mastectomia. Nello studio, il medico si rivolge a Martine e le dice: «Se fossi al posto tuo, mi farei togliere i due seni e mettere una protesi. Le donne cui viene un cancro al seno hanno sovente figlie colpite da questo tipo di tumore». Queste parole hanno un effetto shock su Martine. Le viene l’angoscia di avere un tumore al seno mentre, prima della visita, il pensiero non l’aveva mai sfiorata. Inizia a esaminarsi attentamente e finisce per scoprire dei piccoli noduli, ma ha troppa paura per andare da un medico. Quando la incontro per la prima volta, mi dice che non può più dormire sulla pancia, che il seno le fa troppo male. In terapia Martine prende coscienza delle manifestazioni della sua paura. Le spiego le cause principali del tumore al seno in modo che comprenda ciò che ha portato sua madre a sviluppare la malattia. Si sente rassicurata, si calma e accetta l’idea che, senza causa, non può esserci effetto. Si libera completamente della paura. Due mesi dopo mi annuncia che in seguito al nostro incontro i dolori sono spariti e che non sente più le piccole cisti.

Caroline è in cura per un tumore al seno. In occasione della sua prima visita il dottore le consiglia di fare un Pap-test. Qualche tempo dopo, le telefona per raccomandarle di prendere un appuntamento per una colposcopia. Non comprendendone la ragione, Caroline gli chiede il motivo. Il medico le risponde: «È perché abbiamo trovato delle cellule atipiche nel suo striscio». Per Caroline cellule atipiche significa cellule cancerose. Pensa allora: «Il mio tumore ora si sta estendendo… sono finita…» L’angoscia di morire l’attanaglia, non riesce più a dormire. La madre è morta di un cancro al seno. Qualche mese dopo le viene fatta una radiografia dei polmoni, in seguito alla quale il medico la informa che presentano delle macchie rotonde. Questa è per lei la conferma che il cancro si è esteso.

Caroline sviluppa un cancro ai polmoni, poi al cervello e muore. Quando il medico le aveva raccomandato di fare una colposcopia, per lui non era che un normale controllo di routine e quando le aveva detto di aver trovato cellule atipiche nello striscio, non aveva idea fino a che punto ciò potesse turbarla perché, se lo avesse saputo, non glielo avrebbe detto per telefono e le avrebbe spiegato che cellule atipiche non significa cellule cancerose. Quella che può essere una cosa ovvia per una persona non lo è necessariamente anche per l’altra.

Come ho già raccontato nella voce Cuore, una partecipante ai miei seminari aveva avuto un infarto al miocardio, tuttavia non aveva mai sofferto di angina né aveva temuto di perdere ciò a cui teneva. Durante il nostro incontro, mi raccontò che due anni prima che le venisse l’infarto era andata dal medico per una visita di controllo, raccomandata dal suo datore di lavoro. Uscendo dallo studio si era accesa una sigaretta e il medico le aveva detto: «Se continui a fumare così, entro due anni ti verrà un infarto!» Cos’era successo? A livello del suo subcosciente, ogni volta che si accendeva una sigaretta, le tornava in mente la frase del medico con la conclusione: «sigaretta = infarto». Le venne un infarto esattamente due anni dopo la previsione.

Il potere del pensiero o il potere della prognosi?

MALATTIE INFANTILI:vedi Morbillo, Orecchioni, Pertosse, Rosolia, Scarlattina, Sesta malattia, Varicella.

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MALATTIE MENTALI:nella malattia mentale si deve fin dall’inizio distinguere la nevrosi dalla psicosi. In psicologia, si insegna che la nevrosi attiene alla gestione della fase edipica mentre la psicosi è più arcaica, al di qua di Edipo.Più semplicemente, si potrebbe dire che nella nevrosi la persona è cosciente della sua sofferenza, mentre nella psicosi non lo è, convinta che siano gli altri ad avere problemi e a creare difficoltà.

Nevrosi: disturbi della personalità senza lesioni organiche dimostrabili.

Secondo Freud, nella nevrosi si possono classificare i seguenti disturbi psicologici: isteria, nevrosi ossessiva, nevrosi d’angoscia, nevrosi attuale, nevrastenia e psiconevrosi.

Secondo Arthur Janov, la nevrosi è un processo di sopravvivenza che immerge l’individuo in una dimensione irreale per proteggerlo da una realtà intollerabile e inassimilabile. Non distingue tipi diversi di nevrosi. Secondo lui derivano tutti da problemi prenatali, nascita laboriosa, carenze affettive ecc. Inoltre, a suo avviso, più il trauma è precoce più la nevrosi è importante, segnata da orme indelebili, più sarà difficile estirparla.

Bisogna comunque fare una distinzione tra la nevrosi come malattia e una struttura nevrotica.

Un esempio: la nevrosi d’angoscia diventa malattia quando la persona vive angoscia e ansia nel quotidiano, al punto da influenzare anche le sue parole, e la mantiene in uno stato di tristezza, di ripiegamento su se stessa, di mancanza di gusto per la vita, provocando disturbi del sonno, dell’alimentazione e altri di tipo psicosomatico. Una struttura nevrotica, invece, può essere occasionale e passeggera. In conseguenza di emozioni per una perdita o un lutto tutti possono vivere una fase di nevrosi d’angoscia, senza per questo soffrire di una malattia mentale. Vedi Nevrosi ossessiva.

Nevrosi come malattia: caratterizzata dall’associazione di ossessioni diverse e dagli atteggiamenti difensivi quali i rituali ossessivi. Presenta quattro caratteri principali:

L’automatismo:la vita mentale si svolge spontaneamente, come se fosse indipendente dalla coscienza e dalla volontà del soggetto.

L’incoercibilità:l’automatismo del pensiero assume un carattere obbligatorio, inevitabile, la persona non vi si può sottrarre.

La lotta interiore:la persona cerca di ostacolare questo automatismo incoercibile del suo pensiero con altre rappresentazioni mentali. Questa lotta incessante, obbligatoria, impegnativa, poco efficace e sfiancante, assorbe tutta la sua energia e spiega la rilevanza dell’astenia (esaurimento).

La coscienza della malattia:la persona è perfettamente consapevole della propria malattia che cerca, per quanto può, di mascherare agli altri.

Psicosi: tra le psicosi, si trova la psicosi maniaco-depressiva (bipolare) o malinconica (unipolare), la schizofrenia, la paranoia, la psicosi allucinatoria cronica.

Psicosi maniaco-depressiva: oscilla tra malinconia e accesso maniaco. Malinconia nel senso di uno stato depressivo, con svalutazione di sé e idee deliranti o suicide. Maniaco nel senso che è accompagnata da iperattività, dinamismo, esaltazione. L’evoluzione è fatta di accessi, che svaniscono spontaneamente e recidivanti sia sotto forma depressiva, malinconica, sia di agitazione maniacale. Vedi Bipolarità.

→caratterizzata da una dissociazione della vita psichica con trasformazione profonda della personalità, perdita del contatto vitale con il mondo esterno, ripiegamento su un mondo interiore autistico in cui dominano comportamenti e discorsi discordanti, incoerenti e con idee deliranti o allucinazioni (soprattutto uditive). Include due versanti:

Schizofrenia:

è Un versante negativo: è l’alterazione della personalità isolata dal mondo esterno che si manifesta nella sindrome da dissociazione.

Un versante positivo: è la ricostruzione dell’io e del mondo in un delirio paranoide.

Per poter fare una diagnosi di schizofrenia, la persona deve mostrarsi profondamente separata dalla realtà e dare segni di personalità frammentata per almeno sei mesi. Inoltre, durante questo periodo bisogna che soffra di allucinazioni, di idee deliranti o di disturbi gravi del pensiero.

La schizofrenia è sovente originata da una situazione di influenza in cui il bambino si sente incapace di esprimere la propria personalità e la propria autonomia. Può darsi che abbia avuto la sensazione che gli si tarpassero le ali ogni volta che voleva prendere il volo. Per sopravvivere il bambino o il giovane può scegliere di ritrarsi in un mondo interiore autistico, cioè chiuso ermeticamente e impenetrabile.

Ho rinunciato a essere me stesso per tentare di essere come qualcun altro?

Ho rinunciato a essere me stesso sotto l’influenza di una persona?

Paranoia: è caratterizzata da idee persistenti, convinzioni sbagliate o da ossessioni riguardanti persone o avvenimenti che la persona colpita riferisce a se stessa.

Un paranoico costruisce poco a poco un cumulo di credenze fondate sulla propria interpretazione di osservazioni o avvenimenti casuali. I temi principali sono la persecuzione e la gelosia. Per quanto riguarda la persecuzione, una persona che soffre di paranoia può credere che gli altri vogliano farle del male, ciò che la induce a rimanere costantemente sulla difensiva. Riguardo alla gelosia, può essere convinta che il proprio compagno la tradisca, la respinga. Interpreta le parole e gli atti del partner in funzione delle sue paure, e ciò malgrado tutte le dimostrazioni di amore e di fedeltà che questi può cercare di darle. La persona affetta da paranoia continuerà a credere che il proprio partner la repinga o l’abbia respinta in quella data occasione.

Ecco un esempio di discorso paranoico.

Un uomo va a fare la spesa con la sua compagna. Quando escono da un grande magazzino, le chiede: «Perché guardavi i ragni?»

Stupita gli risponde: «Quali ragni? Non ho visto nessun ragno!»

«Ho visto che li guardavi.»

«Ma ti ripeto, non ho visto nessun ragno.»

«Perché non vuoi ammettere di aver visto dei ragni?»

«Non so neppure di cosa tu stia parlando, te lo dico un’altra volta che non ho visto nessun ragno.»

«Perché non vuoi riconoscerlo? Ho visto che li guardavi.»

Sconcertata, e volendo porre fine a una discussione che non porta da nessuna parte, gli dice: «Ascolta, se vuoi torniamo indietro e mi fai vedere i ragni che ho guardato, non so neppure a cosa stai alludendo!»

La coppia torna indietro. C’è una decorazione messa per Halloween in cui c’è una grande tela di ragno con tanti piccoli ragni. Indicandola, le dice: «Quei ragni là, erano quelli che guardavi, te ne ricordi ora!» Lei li nota per la prima volta ma, per mettere fine alla discussione, gli risponde: «È possibile in effetti che li abbia guardati senza farci caso!»

In realtà è lui che li ha guardati, non lei. Ma la sua insistenza per aver ragione di quello che la sua mente gli fa credere porterà la sua compagna a dubitare di quello che lei stessa dice, pensa, fa o prova, e ciò crea nel partner di un paranoico un senso di destabilizzazione che alla lunga diventa insopportabile.

In quasi tutti i paranoici si trova una ferita da tradimento da parte di uno o talvolta entrambi i genitori, ma per ragioni diverse. Per esempio, un ragazzo ha potuto sentirsi tradito dal padre che lo picchiava e dalla madre che non faceva niente per difenderlo. Poiché non può fare affidamento su coloro che dovevano amarlo e proteggerlo, per lui diventa molto difficile aver fiducia negli altri. Da qui nasce una predisposizione alla diffidenza che lo rende sospettoso e suscettibile.

Si guarisce dalla paranoia?

Nella psicosi, si ritrova la struttura e la malattia. La struttura psicotica presenta sintomi della malattia senza che vi sia un legame con la psicosi stessa. Si può curare una struttura psicotica con la psicoterapia, mentre la psicosi intesa come malattia necessita di un trattamento psichiatrico in cui le possibilità di guarigione sono piuttosto basse.

Se la persona che presenta sintomi di paranoia può esserne consapevole e riconoscere i giochi della sua mente, può arrivare a riprendere padronanza di se stessa e non sviluppare la malattia. Per riuscirvi, bisogna che sia in grado di prendere le distanze tra ciò che dice la mente e ciò che sceglie di accettare come verità.

Come dominare la propria mente? Ecco un esempio: mio figlio non mi ha telefonato per il mio compleanno. La cosa mi rattrista. La mia mente fa questo discorso: «Dopo tutto quello che ho fatto per mio figlio, non trova neppure cinque minuti per farmi una telefonata. I suoi amici sono certamente più importanti di me». E continua: «Se avesse avuto bisogno di soldi, mi avrebbe sicuramente chiamato…» «Quando avrà bisogno, si cercherà un altro fornitore…» La mia mente può continuare in questo modo fino a portarmi a decidere di non parlare con mio figlio o anche di rinnegarlo. Se vado in questa direzione, le redini sono tenute dalla mia mente.

Se voglio riprendere la padronanza dei miei pensieri, devo riconoscere il gioco della mente e dirle, rivolgendomi a lei: «È così, cara mente, monta pure la tua maionese, io nel tuo gioco non ci casco. Se ho voglia di parlare con mio figlio il giorno del mio compleanno, è un mio bisogno, e posso telefonargli io». E passo all’azione telefonando a mio figlio per avere sue notizie e dirgli che avevo voglia di farmi piacere parlando con lui in questo giorno speciale per me.

Mio figlio mi risponde: «Che giorno è oggi? Sono talmente preso dal lavoro in questo momento, lavoro quasi giorno e notte, che non ho più la nozione dei giorni. Sono contento che tu mi abbia chiamato, non avrei voluto mancare l’occasione di augurarti un buon compleanno».

La malattia mentale è ben radicata quando una persona si identifica completamente con la sua mente, non ha più la capacità di prenderne le distanze e rifiuta di ammetterlo. In questo caso, cercherà continuamente di convincere gli altri che ha ragione in quello che crede, che invece è quasi sempre completamente sbagliato.

Paura della malattia mentale: ci sono molte persone che vivono segretamente con questo timore. La paura può derivare da paragoni fatti tra un bambino e un genitore che soffre di una malattia mentale. Si può dire per esempio al bambino: «Sei come tuo padre!» e parlare del padre dicendo che era un malato di mente. Può trarre origine anche dalla sensazione di perdere il controllo della propria vita. Non si capisce quello che ci succede, non si riesce più a dominare le proprie angosce e si teme di venire colpiti da una malattia mentale. Questo è frequente nelle persone che soffrono di agorafobia (vedi la voce corrispondente).

Per liberarsene si potrà cercare di comprendere la sofferenza della persona di cui si diceva che soffriva di una malattia mentale. E anche riconoscere che il fatto di vivere emozioni non significa automaticamente essere affetti da una malattia mentale.

Tenevo una conferenza e, durante la pausa, una giovane venne verso di me per parlarmi della sua amica: Joyce era uscita dal servizio psichiatrico quel pomeriggio ed era andata dall’amica per dirle che voleva farla finita con la sua vita. Sapendo che quella sera tenevo una conferenza, l’amica l’aveva trascinata con sé perché potesse parlarmi. Alla fine della conferenza incontrai Joyce. Le era stato detto che soffriva di un grave disturbo psichiatrico e che avrebbe dovuto prendere farmaci per tutta la vita. Poiché mi sembrava sana di mente, le dissi che era possibile che fosse alle prese con forti emozioni che non sapeva come gestire, ma che non per questo era malata. Le proposi il seminario di «Liberazione della memoria emozionale». Durante il suo svolgimento, prese coscienza del conflitto di competizione che viveva con la madre, che cercava continuamente di distruggere la sua personalità e non esitava a farla ricoverare per il minimo motivo. Dopo il seminario Joyce imparò a farsi valere di fronte a lei e riprese fiducia in sé. Si cercò un lavoro che le permettesse di proseguire i suoi studi. Poiché non aveva soldi per pagare il seminario, ci mettemmo d’accordo che lo avrebbe pagato quando avesse potuto. Due anni dopo ricevetti un assegno con la cifra dovuta con queste parole: «Grazie veramente di cuore. Il seminario è stato il miglior investimento della mia vita».

Cos’è che mi ha potuto indurre a temere di soffrire di una malattia mentale?

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MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI o MST: malattie che provengono sovente da sensi di colpa nella sfera sessuale, in rapporto con convinzioni derivanti dall’educazione religiosa o famigliare; sensi di colpa per avere avuto rapporti sessuali solo per il piacere dei sensi, per avere rapporti con una persona dello stesso sesso ecc.

Queste malattie sono principalmente: gonorrea, sifilide, infezioni da clamidia, herpes genitale, tricomoniasi, ftiriasi pubica, condiloma genitale.

Provo un sentimento di vergogna o di colpa nei confronti della sessualità?

Posso vergognarmi di avere un padre omosessuale o una madre di scarsa moralità.

Posso vergognarmi del modo in cui vivo la mia sessualità.

Posso sentirmi in colpa per aver tradito il partner.

Posso vergognarmi o sentirmi colpevole per essermi lasciato andare a pratiche perverse o sadomasochiste.

Si può notare che persone che vivono una relazione di coppia armoniosa, che siano eterosessuali o omosessuali, sono raramente soggette a queste malattie.

Sono forse alle prese con un senso di colpa sessuale?

MST negli omosessuali: vedi anche Omosessualità.

Provo un senso di colpa o di vergogna nel vivere la mia omosessualità? Vedi AIDS.

MALESSERE GENERALE o DOLORI DAPPERTUTTO: vedi Fibromialgia.

MANCANZA DI FERRO: vedi Ferro.

MANI: servono a eseguire un ordine o delle funzioni. Le mani rappresentano la nostra abilità così come la capacità di donare e di ricevere.

Dolori alle mani: può voler dire che ci sentiamo insicuri nel compito che stiamo svolgendo. Possiamo temere di non esserne all’altezza.

Provo insicurezza in ciò che faccio?

Ho paura di essere inadeguato o di non sapere come fare?

È possibile che mi senta impotente a poter aiutare la persona che amo e che soffre?

Una partecipante ai seminari che aveva molto male alle mani non aveva messo in relazione i suoi dolori con quello che stava vivendo, fino a che non ne parlammo insieme. Aveva un compagno che vedeva soffrire e che avrebbe tanto voluto aiutare ma non sapeva in che modo, e questo le faceva provare un grande senso di impotenza. Dopo aver visto il legame tra le due cose, chiese al suo compagno se voleva il suo aiuto, al che lui rispose di no. Capì che non poteva aiutarlo, che non era lei che lo poteva fare. Smise di sentirsi impotente e i dolori cessarono.

Mano sinistra, mano destra:

La mano destra in un destrimane – e sinistra in un mancino – è quella che esegue gli ordini. Riguarda quindi più quello che si fa, mentre la sinistra per un destrimane – e la destra nel mancino – è la mano che aiuta l’altro. Quindi un problema alla mano che aiuta può essere legato alla paura di chiedere aiuto in quello che si sta compiendo.

Dolore alla mano che aiuta:

Ho difficoltà a chiedere aiuto o credo di non potermi aspettare aiuto dagli altri?

Intorpidimento delle mani: vedi anche Intorpidimento alle voci Dita e Braccia.

A che cosa voglio rendermi insensibile?

Forse al mio senso di impotenza per non poter aiutare una persona che soffre?

Forse al mio desiderio di cambiare lavoro?

Forse al mio bisogno di toccare o di essere toccato?

Se l’intorpidimento riguarda la mano che aiuta:

Voglio forse rendermi insensibile al mio bisogno di chiedere aiuto?

Formicolio alle mani: vedi Formicolio.

Frattura del metacarpo o frattura della mano: il metacarpo è quella parte della struttura ossea della mano compresa tra il polso e le dita che costituisce il palmo. Vedi anche Metacarpo.

Mi sono sentito in colpa per avere eseguito male un ordine?

Ne avevo abbastanza del mio lavoro?

Mi sono sentito in colpa per aver preso qualcosa che non mi apparteneva?

Mani fredde: vedi Circolazione sanguigna, Freddolosità, Ipotiroidismo alla voce Ghiandola tiroidea e Malattia di Raynaud.

Quali sono le emozioni che mi pervadono?

Sindrome canalare del tunnel carpale: vedi Tunnel carpale.

Tremore delle mani: vedi anche Tremori e Morbo di Parkinson.

Ho paura di non essere abbastanza abile?

Malattia di Raynaud: vedi la voce corrispondente.

Malattia di Dupuytren: vedi la voce corrispondente.

MANIA: vedi Nevrosi ossessiva.

MASCELLA: le mascelle, i denti e le gengive rappresentano la capacità di afferrare la vita, le nuove idee. Quando si ha paura o non si ha fiducia in sé riguardo ai risultati delle proprie azioni, si può aver male alle mascelle, ai denti o alle gengive.

Dolore alle mascelle: può essere passeggero, perché ci siamo sforzati di sorridere durante la giornata quando non è nelle nostre abitudini. Il dolore continuo può essere in relazione a collera o rabbia che ci spinge a serrare i denti per trattenerci dall’esplodere. Può anche essere legato alla paura di prendere una decisione – timore che non sia quella buona – o a un sentimento di svalutazione della nostra capacità decisionale. Dolori persistenti alle mascelle possono comportare il consumo prematuro dei denti. Vedi Bruxismo.

Provo rabbia per essere stato sfruttato, manipolato o perché ci si è approfittati di me?

Credo forse di non prendere mai la decisione giusta?

Frattura della mascella: vedi Frattura.

Lussazione della mascella: vedi Lussazione.

MASTITE: infiammazione del seno provocata nella maggior parte dei casi dall’ostruzione dei dotti galattofori, che causa coaguli nel seno talvolta molto dolorosi. In una donna senza figli può essere legata alla paura di non poter avere figli (se li desidera e non riesce a rimanere incinta). In un’altra, quando ci sono conflitti all’interno della coppia, può essere legata alla paura di andare incontro a una separazione. Nella madre che allatta può trattarsi di ansie nei confronti del neonato: inconsciamente può aver paura di perderlo o che gli capiti qualcosa.

Ho paura di perdere le persone che mi sono care?

Ho paura di non avere bambini?

MASTOIDITE: infiammazione dell’osso mastoideo.

Cos’è che ho udito e che non ho accettato?

È forse qualcosa di sminuente nei miei confronti o che riguarda uno dei miei cari?

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MEDULLOBLASTOMA: in origine i medulloblastomi erano classificati nei gliomi, mentre ora fanno parte dei tumori neuroectodermici primitivi (PNET) e rappresentano il 30 per cento dei tumori al cervello dei bambini. Ho letto recentemente che in Francia ci sono da 1,5 a 2 casi ogni 100.000 abitanti, con sessanta nuovi casi ogni anno. Questo non poteva non riportarmi alla mente un articolo che avevo letto a proposito di un ragazzo affetto da medulloblastoma.

«Alexander ha fatto sedici vaccinazioni prima dei diciassette mesi. A quattro mesi ha manifestato disturbi del sonno, molto nervosismo, piangendo e gridando più volte durante la notte con periodi di spasmi e convulsioni. In seguito sono apparse infezioni alle orecchie e mal di pancia. A un anno le gambe si sono ricoperte di un eczema. Gli è stata prescritta una crema al cortisone che non ha dato alcun risultato. Il bambino ha continuato cionondimeno a ricevere i richiami dei vaccini. Quando ha cominciato a vomitare, il pediatra ha sospettato un’infezione virale. A due anni è stata scoperta la presenza di un tumore al cervello, un medulloblastoma. Dopo due interventi durati sedici ore i genitori sono stati costretti a sottoporlo a chemioterapia. È morto tre mesi dopo.»

Un’analisi del tessuto tumorale prelevato dal suo cervello rivelò la presenza del virus della scimmia SV40. Come avrebbe potuto Alexander essere venuto in contatto con quel virus?

Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento il vaccino antipolio iniettato in milioni di bambini era contaminato con questo virus, che era considerato cancerogeno. Il vaccino fu in seguito ritirato dal commercio, tuttavia ancora oggi in molti tumori si ritrova questo virus. L’SV40 è spesso associato al medulloblastoma, il tumore al cervello con la maggiore frequenza in pediatria. È una coincidenza? Nel 1997, nel corso di una conferenza sull’SV40, alcuni ricercatori hanno sottolineato «l’enorme aumento dell’incidenza dei mesoteliomi nella seconda parte del Ventesimo secolo, coinciso con l’inoculazione inopportuna del vaccino antipolio contaminato con l’SV40 a milioni di persone». Hanno aggiunto che si riscontra un maggior numero di tumori cerebrali nei vaccinati che nei non vaccinati.

Gli scienziati cominciano a capire che l’inoculazione di miliardi di virus in un organismo è un evento anomalo che genera nel corpo una reazione anomala. Se il sistema immunitario di un bambino è sufficientemente sviluppato e forte, sarà in grado di fronteggiare l’aggressione. Ma se non è abbastanza forte o se reagisce violentemente all’improvvisa invasione virale, può non essere più in grado di contrastare un’altra aggressione.Vedi Vaccinazione.

Mio figlio ha fatto molte vaccinazioni?

MELANOMA MALIGNO: si sviluppa a partire dalle cellule che producono la melanina, pigmento sintetizzato dai melanociti per proteggere il corpo dagli effetti nocivi dei raggi solari.

La persona affetta da melanoma maligno può essersi sentita aggredita o profanata nella sua integrità o in ciò che aveva di più sacro, e può in seguito essersi chiusa in se stessa per proteggersi, non liberando le emozioni che aveva in sé.

Sono stata colpita nella mia integrità o invasa in ciò che era la parte più intima del mio essere?

Ho la sensazione che ciò che avevo di più sacro sia stato infangato?Può trattarsi della mia relazione di coppia, del rapporto con il mio bambino, della mia appartenenza religiosa ecc.

Melanoma alla schiena:

Ho vissuto un tradimento come una pugnalata alle spalle?

Uno dei partecipanti ai miei seminari, affetto da un melanoma localizzato soprattutto sulla schiena, aveva sviluppato questa patologia dopo che la moglie gli aveva confessato di aver avuto un’avventura con uno dei suoi amici. Per lui il matrimonio era la cosa più sacra e vedeva il corpo della moglie come un tempio. Viveva questa situazione allo stesso tempo come un tradimento e una profanazione del sacramento del matrimonio.

Melanoma al ginocchio: 

Mi sono forse sentito denigrato da una o più persone alle quali rifiuto di dar ragione?

Melanoma al piede:

È possibile che mi sia sentito denigrato per la strada che ho intrapreso?

Hanno forse cercato di infangare la reputazione della persona con la quale ho una relazione?

Un uomo aveva lasciato la donna che aveva sposato per mettersi con un’altra. La famiglia non aveva accettato la sua scelta e aveva riversato il suo astio sulla nuova compagna, oltraggiandola con tutte le villanie possibili. L’uomo soffriva per le offese alla donna che amava e con la quale aveva deciso di condividere la vita.

Melanoma alla testa: la testa rappresenta le idee, i progetti, le attività che gestiamo.

Ho la sensazione di esser stato denigrato nel mio ruolo di capo, di direttore, di insegnante o dirigente?

MENINGITE: infiammazione delle meningi che può essere acuta (se sopravviene rapidamente) o cronica (se si sviluppa gradualmente). Le meningi sono le membrane che rivestono il cervello (meningi cerebrali) e il midollo spinale (meningi midollari).

Contrariamente a quello che si può credere, la meningite non è dovuta solo alla presenza di agenti infettivi nell’organismo. Può essere legata ad altre patologie come un tumore, una reazione autoimmune del tipo sarcoidosi come il lupus eritematoso ecc. Se è infettiva, bisognerà distinguere ancora la meningite a germi autogeni da quella a germi eterogeni. Vedi Infezione.

Meningite a germi autogeni: le meningi sono involucri incaricati di proteggere il cervello. Se viene minacciato, il cervello, attraverso il cervelletto, risponde con una proliferazione cellulare e quando la minaccia è passata ordina l’intervento di batteri autogeni (prodotti dal corpo) per ridurre la moltiplicazione cellulare, che serve ad aumentare la protezione. La riduzione cellulare si traduce in un’intensa attività, dolorosa e soprattutto preoccupante. Gli antibiotici sono richiesti se il lavoro dei batteri è troppo importante. Questo tipo di meningite colpisce in particolare gli adulti.

Ho forse avuto molta paura per il mio cervello?

Meningite a germi eterogeni: queste meningiti colpiscono più i bambini. Fanno seguito a infezioni virali eterogene (estranee al corpo) legate a un’influenza, a una malattia infantile o a un vaccino.

Il terreno psicosomatico che permette lo sviluppo di germi in questa parte dell’organismo può essere associato alla paura della morte. Per esempio, un neonato o un bambino piccolo può aver avuto molta paura di morire se nessuno si era reso conto di quanto stesse soffrendo.

Può anche essere legato a un senso di colpa verso la vita. Il bambino può credere di aver fatto soffrire la madre con la propria nascita o di averla fatta ammalare. Si può credere che avremmo dovuto essere noi a morire piuttosto che uno dei nostri cari.

Meningite a reazione autoimmune: vedi Malattie autoimmuni.

MENISCO: vedi Cartilagine.

MENOPAUSA: corrisponde all’interruzione definitiva delle mestruazioni. Questa tappa nella vita di una donna è altrettanto naturale di quella in cui appaiono le mestruazioni. I problemi che sopravvengono in questa fase (vampate di calore, tendenza alla depressione, irritabilità, aumento di peso, secchezza vaginale ecc.) sono sovente legati al timore di invecchiare, di essere meno desiderabili o di diventareinutili.

Ci sono anche credenze diffuse che con la menopausa una donna non produca più ormoni per cui, se vuole proteggere l’elasticità della pelle e la solidità delle ossa, debba far ricorso a un trattamento ormonale. Questo è ciò che era stato fatto credere a mia madre, che a sua volta cercava di farci credere. Mia madre ha sofferto molto di vampate di calore e ha dovuto seguire un trattamento ormonale.

Quando sono entrata a mia volta in menopausa, ho creduto di dover mettere una pietra sulla mia giovinezza e all’inizio ho sofferto di alcuni piccoli disturbi, tra cui le vampate di calore. Poi ho considerato l’evento con distacco e ho rigettato tutte le credenze legate alla menopausa. Ho parlato al mio corpo dicendogli che accettavo che smettesse di produrre gli ormoni propri della fecondazione (follicolina e progesterone), ma che contavo su di lui per continuare a produrre quelli di cui avevo bisogno per conservare la mia femminilità e bellezza. Mi ripetevo: «Io non invecchio, divento più bella!» Mi sono così liberata dalla paura di invecchiare e, poco tempo dopo aver fatto questo lavoro, ho cessato di soffrire di vampate di calore. Non ho avuto alcun bisogno di trattamenti ormonali e non ho sofferto di menopausa.

Quali sono le paure che nutro all’idea di invecchiare?

Ho paura di invecchiare e di essere meno attraente o che il mio compagno sia attratto da una donna più giovane?

Credo di dover mettere una pietra sulla mia giovinezza e sulla mia bellezza?

Ho paura di diventare inutile, di ritrovarmi sola?

MENORRAGIA o MESTRUAZIONI ABBONDANTI: sanguinamenti eccessivi durante il ciclo mestruale. Può trattarsi di una perdita di gioia per non poter partorire. La si riscontra spesso nella donna che usa la spirale e che non la accetta. Una partecipante ai seminari aveva perso conoscenza durante l’inserimento della spirale. In effetti quella donna desiderava ardentemente avere un bambino ma, poiché il marito era contrario, aveva accettato per amor suo questo metodo contraccettivo. Tuttavia lo rifiutava, ed era questo che le causava molti dolori, problemi alle ovaie e mestruazioni abbondanti.

Cos’è che mi causa una perdita di gioia nella mia femminilità?

MESOTELIOMA: tumore che si sviluppa a danno dell’epitelio che copre le membrane sierose di organi come la pleura per i polmoni, il pericardio per il cuore, il peritoneo per l’addome, le borse per i testicoli e la cavità vaginale che deriva dal mesoderma. Si ritrova soprattutto a livello della pleura. Può passare inosservato ed essere scoperto durante un versamento pleurico che indica che il corpo è in fase di riparazione.

Questo tumore riguarda in particolar modo emozioni legate allo stesso tempo a ciò che ci tocca in profondità e a ciò che può rappresentare una minaccia per uno dei nostri organi. Per esempio, ci viene proposto un intervento chirurgico delicato oppure veniamo informati sulla presenza di noduli sui nostri polmoni.

Mesotelioma pleurico: 

Ho avvertito un pericolo per la mia salute o per la mia vita?

MESTRUAZIONI: sono una funzione naturale originata dalla rottura di vasi sanguigni nella mucosa uterina quando non vi è stata una fecondazione. Le mestruazioni rappresentano la femminilità ein modo particolare essere donna, poiché segnano la fine dell’infanzia in una ragazza.

Dolori mestruali: i dolori mestruali possono provenire da idee sbagliate, trasmesse da una donna (cugina, zia, nonna…), secondo cui le mestruazioni sono una fatalità che ritorna tutti i mesi con il suo carico di disagi, dolori e altri inconvenienti. Quando ero piccola, per parlare di mestruazioni si diceva «essere malate».

I dolori mestruali possono esprimere una difficoltà ad accettare la propria condizione femminile, sia perché si è vista la propria madre dominata, annullata e sottomessa dal proprio padre, sia perché i nostri fratelli godevano di privilegi a noi non concessi, o anche perché si percepisce quanto sia difficile prendere il proprio posto in un mondo governato in gran parte da uomini.

È possibile che abbia accettato l’idea che essere una donna equivalga a soffrire?

Possono anche essere in relazione a un abuso sessuale. La ragazza o la donna può allora rifiutare la propria femminilità, che per lei equivale a essere vulnerabile, e ogni mese, quando il corpo le ricorda di essere donna, tornano tutte le emozioni legate a quell’abuso.

Carole aveva dolori al ventre, nella parte bassa della schiena e alle gambe ogni volta che le venivano le mestruazioni. Testimone della sottomissione della madre nei confronti di suo padre, aveva registrato nella sua memoria emozionale le seguenti equazioni: «uomo = dominazione, potere» e «donna = sottomissione, impotenza». Malgrado l’aspetto femminile, aveva una mente molto maschile e pensava: «Io non sarò mai al servizio di un uomo e non permetterò mai a un uomo di dominarmi», senza rendersi conto che si comportava come gli uomini che aveva giudicato. Le mestruazioni le ricordavano ogni mese che era una donna. Quando parlava con il medico dei suoi dolori, lui le diceva: «Questo significa essere donna», e ciò la rendeva ancora più furibonda. Carole si diceva: «Se è questo che significa essere donna, soffrire ogni mese per poter mettere al mondo dei figli, soffrire durante la gravidanza, soffrire durante il parto per poi essere angosciata dai propri bambini, allora questo tipo di vita non lo voglio davvero!» In conseguenza dei dolori mestruali, sviluppò un’endometriosi che la portò a sottoporsi a un’isterectomia totale con ablazione delle tube di Falloppio.

Carole ha potuto accettare la sua femminilità quando ha capito che essere una donna non ha niente a che vedere con la sottomissione e che sua madre aveva senza dubbio imparato che, per essere una buona moglie, doveva essere sottomessa e rimettere tutto il potere nelle mani del marito.

Ho rifiutato la mia condizione di donna o quella di mia madre?

Serbo rancore nei confronti di un uomo in particolare o degli uomini in generale?

Per liberarsi dai dolori mestruali è necessario liberarsi dalle idee sbagliate riguardanti le mestruazioni, se è questo il caso. Riconciliarsi con il proprio principio femminile vedendo tutti gli aspetti positivi della femminilità. Infine, accettareche, se abbiamo vissuto un abuso, forse dovremmo imparare a farci rispettare? Ciò che non esclude di esprimere alla persona che ha abusato di noi tutto il male che ci ha fatto. Lo si può fare visualizzando la scena dell’abuso e guardandoci manifestare a quella persona tutta la sofferenza che abbiamo dentro, per poi vederla mentre ci dice che non si era resa conto fino a che punto poteva farci del male. Questo percorso può essere fatto con l’aiuto di un terapeuta esperto nel lavoro di liberazione della memoria emozionale.

Ritardo nella comparsa delle mestruazioni in una ragazza: vedi Amenorrea.

Sindrome premestruale: insieme di disturbi fisici ed emotivi che appaiono nella donna una settimana o due prima del ciclo. Colpisce soprattutto le donne che non si sentono comprese dal compagno o dal marito.

Nel mondo animale, in alcuni periodi di stress, la femmina prova il bisogno istintivo che il maschio si occupi di lei, che la copra quando è in calore, che vegli sul suo nutrimento e sulla sua sicurezza, in modo che non abbia altre preoccupazioni che quella di portare a termine la gravidanza.

La stessa cosa succede nella donna. A un certo punto del suo ciclo è più sensibile, più vulnerabile. È in questi momenti che prova un maggior bisogno di essere compresa dal partner. Se riceve le sue attenzioni, tutto va bene. In caso contrario, può essere irritabile e nervosa.

Ho il sostegno e la comprensione della persona che amo?

Impazienza al momento del periodo mestruale: una delle mie partecipanti ai seminari provava un senso di impazienza subito prima del ciclo. Si ricordò di quanto era stata impaziente di avere le mestruazioni. Tutte le sue amiche le avevano avute a dodici o tredici anni, mentre lei aveva quindici anni e non le erano ancora venute. Aveva molta fretta di diventare donna a sua volta. Prendendo coscienza di quello che aveva vissuto, si liberò dall’impazienza che durante il ciclo la rendeva irritabile nei confronti del suo ambiente.

METACARPO: vedi Mani.

METASTASI: le metastasi sono sovente chiamate a torto «tumore diffuso». Molte persone credono che quando il loro tumore è entrato in metastasi vuol dire che si è diffuso e credono di essere sul punto di morire, mentre si tratta di un nuovo tumore legato a nuovi shock, che può guarire se la persona riesce a liberarsi dalle emozioni che lo hanno originato.

La parola «metastasi» deriva dal greco «metastasis» che significa «cambiamento di luogo». Secondo la medicina classica, le metastasi sono focolai secondari generati dal tumore originario, e una metastasi può formarsi nelle ossa a partire da un tumore al seno oppure nei polmoni a partire da un tumore al colon. Sostiene anche che possono diffondersi da un punto all’altro dell’organismo attraverso cellule trasportate dalla circolazione sanguigna, linfatica o attraverso una cavità naturale del corpo, come tra le pareti esterne e interne della membrana peritoneale che riveste l’addome.

Si potrebbero nutrire dubbi su queste convinzioni, visto che sono fondate su ipotesi. Affinché delle cellule cancerose possano raggiungere zone lontane dal focolaio tumorale non hanno altra scelta che prendere la via arteriosa dato che, nel sistema venoso e linfatico, il sangue e la linfa scorrono dalla periferia verso il centro, cioè verso il cuore.

Ora, molteplici esperimenti fatti sia con animali sia con uomini per trovare cellule cancerose nel sangue arterioso non hanno mai avuto successo. Inoltre, è estremamente raro osservare un cancro secondario in un animale.

Ancora più interessante è constatare che quasi tutti gli organi possono essere colpiti da tumori primari, mentre quelli secondari (per metastasi) colpiscono principalmente organi come le ossa, i polmoni, il fegato e il cervello.

Si sente sovente parlare di donne con un tumore al seno che sono state in seguito colpite da un cancro alle ossa, ai polmoni o al fegato e infine al cervello. Ma è molto raro che si produca il contrario, ovvero che un cancro ai polmoni evolva in cancro al seno. Lo stesso per gli uomini: raramente si vedrà un uomo avere un cancro ai polmoni per poi svilupparne uno ai testicoli, mentre il contrario, ovvero un tumore ai testicoli come tumore primario seguito da un tumore ai polmoni come secondario, è molto frequente.

La medicina allopatica (classica) postula anche che i tumori benigni non generano metastasi.

Prendiamo il caso di una donna che ha appena consultato il medico per un piccolo nodulo che ha notato nel seno. Che succederà se lui le dice: «Ho una buona notizia per lei, non è che un lipoma, un piccolo tumore benigno»? La donna avrà paura di morire o si sentirà sollevata? Se, al contrario, il medico le dice: «Ho una triste notizia da darle, ha un tumore al seno», l’annuncio la solleverà o aumenterà lo stress che già c’era? Potrà forse causare uno shock, un nuovo grave stress? Se, in più, la donna chiede al medico: «Potrei morirne?» e lui, volendo essere sincero, le risponde: «È purtroppo il tumore con la maggiore mortalità nelle donne, ed è per questo che si deve intervenire rapidamente», questa risposta potrebbe generare la paura di morire e dar luogo a noduli sui polmoni? Vedi Tumore ai polmoni alla voce Polmoni.

È possibile che una donna colpita da un tumore al seno, che ne ha subito l’ablazione così come la perdita di capelli, si senta svalutata e possa pensare: «Ora come potrà desiderarmi un uomo, priva di un seno e senza capelli?»? E che questo sentimento di svalutazione abbia una ripercussione sulle ossa, in particolare quelle del bacino (osso sacro) che corrisponde alla zona sacrale, luogo dei rapporti sessuali? Vedi Tumore alle ossa alla voce Ossatura.

Sarebbe plausibile pensare che una persona che abbia sofferto molto in seguito a due interventi chirurgici, trenta radiografie e dodici sedute di chemioterapia, e che venga informata che il cancro non è stato debellato e che è necessario intensificare i trattamenti di chemioterapia, reagisca dicendo a se stessa e al medico: «Basta, ne ho abbastanza, non ne posso più. Tanto vale farla finita adesso!» Può darsi che questa rinuncia equivalga per il corpo a non voler più ricevere niente? Il rischio di morire di fame può spingere il fegato a immagazzinare nutrimento producendo grossi noduli che potranno essere diagnosticati come un tumore al fegato? Vedi Tumore al fegato alla voce Fegato.

Le metastasi non sono forse dei tumori secondari dovuti a nuovi grossi shock che hanno ripercussioni sull’organo interessato?

Ai polmoni: una grande tensione che induce la persona ad avere molta paura di morire.

Alle ossa: una grande tensione che induce la persona a un sentimento di svalutazione: «A che servo ormai?» «Quale uomo ormai si interesserà a me?»

Al fegato: una grande tensione che porta la persona ad abdicare, a non voler più vivere.

Al cervello: una grande tensione che porta la persona a cercare senza sosta soluzioni per non morire.

METATARSO: vedi Piedi.

METEORISMO: gonfiore della pancia che può essere o meno accompagnato da gas intestinali e le cui cause possono essere diverse, la prima delle quali è l’alimentazione. Per esempio, l’assunzione di cibi provenienti da colture OGM (organismi geneticamente modificati) può avere conseguenze sulla mucosa del tratto gastrointestinale.

Uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Lancet ha nuovamente posto attenzione al problema degli OGM. L’articolo descrive l’esperimento di alcuni ricercatori con due gruppi di topi, uno dei quali nutrito con patate OGM, l’altro con patate non modificate. Trascorso un certo periodo è stato osservato che il primo gruppo di topi presentava un ispessimento della mucosa gastrica, diversamente da quello nutrito con patate non OGM che non aveva subito alterazioni.3 Un numero sempre maggiore di alimenti modificati sta entrando nella composizione dei cibi che consumiamo quotidianamente.

La seconda ragione può risiedere nella mancanza di esercizio fisico: un lavoro che costinge a stare seduti per ore può favorire il disturbo. Al contrario, il camminare svolge un ruolo importante per i movimenti peristaltici dell’intestino.

In alcune donne il gonfiore di pancia può essere inconsciamente associato alla gravidanza. Una partecipante ai miei seminari che aveva una pancia molto gonfia mi disse: «I momenti in cui mi sono sentita più rilassata e felice li ho avuti durante le gravidanze». Inconsciamente voleva tornare al periodo in cui era stata così bene.

Una mia operatrice aveva notato che la sua pancia si gonfiava ogni volta che prendeva parte ai seminari di liberazione della memoria emozionale. «Partorisco a ogni seminario assieme ai miei partecipanti!» mi disse. Per partorire bisognava che fosse incinta. La semplice parola «parto» può influire sul nostro subconscio, che può indurci a un comportamento da donna incinta, anche nel caso di un uomo.

Infine, il gonfiore può essere anche legato a un problema di flatulenza, vedi la voce corrispondente.

Com’è la mia alimentazione?

Faccio abbastanza esercizio?

Dico spesso «Ogni volta è come un parto»?

Ho paura ad agire?

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METRORRAGIA: sanguinamento al di fuori del periodo mestruale generato dall’endometrio dell’utero, in generale in relazione a un senso di tristezza che riguarda il proprio focolare domestico (l’utero) o la propria famiglia.

Alexandra doveva subire un’isterectomia nelle settimane successive al nostro incontro. Mi chiese quale poteva essere la causa dei suoi sanguinamenti. Da anni faceva ricerche per ritrovare la propria madre naturale e alla fine l’aveva rintracciata. Le aveva scritto per informarla del suo desiderio di incontrarla. La lettera era tornata con la dicitura: «trasferita senza lasciare recapito». Dopo il ritorno della lettera erano iniziati i sanguinamenti. La indussi a pensare di affidare la sua richiesta all’Universo e che, se era preferibile che non la rivedesse, lo avrebbe accettato, in caso contrario l’avrebbe ritrovata. Fu ciò che fece. Le perdite di sangue cessarono e non ebbe bisogno di un’isterectomia. Quando la incontrai un anno dopo, Alexandra mi confidò che aveva ritrovato sua madre che a quell’epoca viveva negli Stati Uniti. Alla fine era riuscita a conoscerla.

Chi è che ha potuto togliermi la gioia del mio focolare domestico o della mia famiglia?

Ho la sensazione di perdere sempre coloro che amo?

MICOSI: patologia caratterizzata dalla presenza di funghi dermatofiti o di lieviti del genere Candida. I funghi appartengono al regno vegetale e si differenziano dagli altri vegetali per il bisogno di nutrirsi di residui vegetali (cellule e tessuti in decomposizione), di animali o di esseri umani morti.

La micosi cutanea più comune è quella dei piedi, meglio conosciuta come «piede d’atleta». Tuttavia questi funghi microscopici (o lieviti) possono colpire altre parti del corpo. Quando si diffondono sul cuoio cappelluto si parla di «tigna», sulla mucosa della bocca si parla di «mughetto», sulle unghie di «onicomicosi», sulla pelle di «herpes circinato», «intertrigine», «Pitiriasi versicolor». Nella donna, se si diffonde nella vagina si parla di «vaginite da Candida albicans o candidosi vaginale». Nell’uomo, se colpisce la punta del pene (glande) si parla di «balanite» (vedi Candidosi).

Le micosi possono dipendere da un trattamento antibiotico. Se non si tratta di antibiotici, sovente possono essere in relazione con un dolore da abbandono, da separazione, legato a una mancanza di amore e/o alla partenza (morte) di una persona cara (può anche essere un animale). La micosi esprime quindi: «Mi addolora essere trattato senza tenerezza né amore!» «Mi fa male aver perduto questo amore che mi nutriva… l’amore di una persona o dei miei cari».

Tigna: patologia caratterizzata dalla presenza di un fungo dermatofita che può colpire il cuoio capelluto, i peli o la barba. I bambini e gli animali da compagnia ne sono particolarmente soggetti.

In un bambino:

Il bambino ha perso un animale da compagnia che amava molto?

In un adulto:

È possibile che la perdita di un animale da compagnia risvegli il ricordo della morte di un animale amato?

In un animale da compagnia:

L’animale si è forse sentito trascurato dai suoi padroni o abbandonato?

Mughetto: infiammazione della mucosa della bocca e della faringe sotto forma di erosioni coperte da uno strato biancastro, che rivela la presenza dei lieviti del genere Candida albicans.

Mughetto del neonato: dipende spesso da emozioni provate dal neonato che riceve un biberon senza tenerezza e affetto.

Mughetto del bambino e dell’adulto: può essere causato dall’assunzione di farmaci o da una carenza affettiva per carenza di baci.

Vivo in questo momento una situazione di carenze affettive, di baci?

Onicomicosi o funghi delle unghie: patologia della cheratina dell’unghia che rivela la presenza di lieviti del genere Candida albicans o di un altro fungo microscopico (dermatofiti). Le unghie più spesso colpite sono l’alluce e il mignolo del piede. Le unghie riguardano la protezione della nostra sensibilità (dita delle mani) e la protezione dei passi che facciamo nella vita (dita dei piedi).

Su un’unghia delle mani:

Ho perduto quella persona gentile che mi aiutava o che si prendeva cura di me?

Su un’unghia dei piedi, dell’alluce o del mignolo: 

Ho perduto la persona o coloro che rappresentavano il mio rifugio, con cui avrei voluto continuare a camminare nella vita?

Piede d’atleta: è caratterizzato da lesioni cutanee soprattutto tra le dita, sotto la pianta e sul lato interno dei piedi. Sono dolorose e accompagnate da forti pruriti, la pelle è arrossata, vescicolosa e con tagli sotto il dito o le dita colpite.

Si è creduto a lungo a una infezione prodotta da un fungo microscopico favorito dagli ambienti umidi (piscina, sauna, prato o scarpe umide a causa di una forte traspirazione dei piedi). Ma qual è il terreno psicosomatico che gli ha permesso di svilupparsi?

Si è forse fatto confusione, come in tante infezioni, tra la causa e la conseguenza? Per saperlo bisogna interrogare la persona colpita.

Il piede d’atleta è per lo più riferito alla partenza di una o più persone ed esprime spesso: «Mi fa troppo male andare avanti senza di lui, di lei o di loro…!»

Tra il terzo e il quarto dito del piede:

Provo tristezza di non poter essere con la persona che amo?

È possibile che la lontananza dal mio partner possa rinfocolare un dolore da separazione che ho già vissuto?

Tra il quarto e il quinto dito del piede:

È possibile che la lontananza di un membro della mia famiglia mi faccia provare tristezza?

Ho la sensazione di aver perso i miei amici?

È possibile che la partenza di questa persona possa risvegliare un dolore legato alla morte di uno dei miei genitori?

Pitiriasi versicolor: patologia benigna provocata dalla eccessiva proliferazione di un fungo appartenente al gruppo dei lieviti del genere Malassezia, chiamati anche Pytirosporum. Si manifesta con macchie pigmentate o depigmentate della pelle. Questi lieviti (Malassezia) si incontrano anche nella dermatite seborroica del cuoio capelluto e nelle follicoliti da Pytirosporum. Il nome versicolor si riferisce al cambiamento di colore delle macchie in funzione della pigmentazione del paziente. Questa patologia può esprimere: «Mi rattrista che non teniate conto di quello che penso o di quello che provo!»

Ho la sensazione di contare molto poco per la persona o le persone che amo?

Herpes circinato: micosi della pelle glabra. Si presenta come una macchia rotonda, rossa e squamosa, che si estende progressivamente, con la zona centrale che diventa più chiara e cicatriziale, mentre quella periferica è rossa, squamosa o vescicolosa. È la più comune delle epidermofiti, sia nel bambino sia nell’adulto.

In un bambino:

Ho la sensazione che sto perdendo il mio migliore amico o amica?

In un adulto:

Ho la sensazione che le relazioni con i miei cari (amici, famiglia, colleghi ecc.) si stiano rovinando?

Ho la sensazione che la mia relazione di coppia stia finendo?

MICROCALCIFICAZIONI: microscopici depositi di calcio che possono svilupparsi sia nel seno sia a livello dei tendini.

Microcalcificazione nel seno: vedi Seno.

Microcalcificazione dei tendini: vedi Tendini e legamenti.

MIDOLLO OSSEO: la parola midollo fa riferimento alla parte molle al centro di un organo. Così la parte molle al centro di un osso è chiamata midollo osseo. Esso è responsabile dello sviluppo e della riparazione delle ossa. La sua funzione principale è quella di produrre le cellule immature che si sviluppano dando origine alle cellule del sangue: i globuli rossi, incaricati di trasportare l’ossigeno; le piastrine che coagulano per formare una barriera quando si rompe un vaso sanguigno; i globuli bianchi che partecipano alle difese immunitarie.

Rappresenta la nostra capacità di evolvere nella vita. Quando progrediamo in maniera armoniosa, sia nei rapporti con gli altri sia nel modo di affrontare le difficoltà o di proteggere il nostro territorio, il midollo è sano e svolge bene la propria funzione. Quando invece pensiamo di essere incapaci di difenderci dalle avversità oppure permettiamo continuamente agli altri di ferirci, allora il midollo può esserne colpito al punto da sviluppare un tumore.

Mi è forse stato detto che sono un buono a nulla, una nullità, incapace di portare a termine un impegno?

Credo di essere incapace di superare le difficoltà?

Leucemia mieloblastica o linfoblastica: vedi Leucemia.

Mieloma: tumore del midollo osseo che, quando diventa multiplo, prende il nome di malattia di Kahler-Bozzolo. Sul piano fisicopuò essere successivo a una malattia virale, a un cancro delle ossa o a una reazione a sostanze estranee (adiuvanti).

Sul piano del terreno psicosomatico può essere legato a una perdita di convinzioni, di riferimenti fondamentali. La persona che ne è affetta può avere la sensazione di essersi persa, di aver perduto il senso profondo della vita, di viverlo come un fallimento rispetto alle sue scelte di vita?

Ho la sensazione di aver sbagliato strada, di avere ignorato quanto c’era di più importante per me?

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MIDOLLO SPINALE: il midollo spinale corrisponde alla parte del sistema nervoso situato nel canale midollare (all’interno della colonna vertebrale). Misura circa quarantacinque centimetri di lunghezza e si estende dalla base della testa fino al bacino. È collegato al cervello attraverso il bulbo rachideo e termina in basso nella cauda equina, chiamata anche filum terminale.

La funzione del sistema nervoso centrale consiste nel ricevere le informazioni sensoriali provenienti da organi come gli occhi, le orecchie e altri recettori del corpo, nell’analizzarle e nel trasmettere un ordine che genera una risposta adeguata (la risposta può essere l’attivazione di uno o più muscoli).

Il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e il sistema nervoso periferico (nervi cranici senso-motori, nervi rachidei e sistema enterico) sono paragonabili all’impianto elettrico di una casa. Il cervello riceve l’alimentazione elettrica e il midollo spinale corrisponde al pannello di controllo a cui arrivano a da cui partono tutti i fili elettrici importanti per fornire la casa di elettricità. Se sopraggiunge un problema a una connessione, una zona della casa potrà restare senza corrente o essere alimentata in modo insufficiente. La stessa cosa succede con il midollo spinale. Il midollo spinale riguarda quindi il potenziale di comunicazione con ciò che ci circonda.

Un disturbo del midollo spinale comporterà quindi problemi a livello della trasmissione delle informazioni cervello-organo, paralisi se vi è perdita di contatto (vedi Paralisi) o patologie neuromotorie se il contatto è disturbato. Vedi Patologie neuromotorie.

Patologie del midollo spinale:

Mi sono preso cura della mia salute?

Per prendersi cura della propria salutebisogna provvedere a dare al corpo tutto ciò che per lui è salutare ed evitare quanto possibile di dargli sostanze che potrebbero essere nocive. Per farlo può essere utile imparare ad ascoltare il linguaggio del proprio corpo.

MIELOMA: vedi Midollo osseo.

MILZA:è un organo linfoide, fragile (contenuto in una capsula), e ciò può spiegare la frequenza delle lesioni traumatiche. Il suo ruolo è quello di liberare il sangue dai globuli rossi vecchi e la linfa dai leucociti e dalle piastrine deteriorate. La milza appartiene al sistema linfatico, ovvero il sistema di difesa dell’organismo. Esso è composto da un’armata (i cui soldati sono i leucociti e i macrofagi) mentre la linfa e i vasi sanguigni corrispondono alle strade che percorre l’armata all’interno del corpo. Le munizioni sono gli anticorpi, mentre i linfonodi sono le postazioni di difesa. La milza è il cimitero in cui si seppelliscono i morti.

Di conseguenza un problema con la milza riguarderà spesso delle battaglie perdute.

Rottura della milza: 

Ho provato un senso di rivolta per aver fallito così penosamente?

Lesione della milza: 

Ce l’ho con me stesso per aver fallito nei miei tentativi di presentare un progetto che consideravo strepitoso?

Ho la sensazione di aver fallito nella mia relazione di coppia, nel mio ruolo di padre o madre o, ancora, di aver sbagliato tutto nella vita?

Ho la sensazione di aver sfiorato il successo, di aver mancato un’occasione unica?

Ablazione della milza o splenectomia:

Mi sono forse sentito obbligato a deporre le armi?

Mi trovo di fronte a una sconfitta o alla constatazione di un fallimento totale?

Linfoma della milza: vedi Linfoma.

Ho la sensazione che la lotta o gli sforzi che ho fatto per difendere la mia posizione siano stati vani e mi abbiano lasciato di fronte a un fallimento?

Splenomegalia: aumento del volume della milza dovuto a un iperfunzionamento della stessa in seguito al sopraggiungere di un numero eccessivo di cellule deteriorate (cadute in combattimento) per un’infezione virale (mononucleosi), batterica (brucellosi, tifo o altro), parassitaria (leishmaniosi viscerale, malaria) o una malattia del fegato. La splenomegalia è successiva a una grande battaglia che abbiamo dovuto sostenere. Può essere stata contro se stessi, per esempio con la mononucleosi ci si fa spesso violenza fisica (non ascoltando i bisogni del corpo) per aver successo (vincere la nostra battaglia).

Prima che mi venisse la splenomegalia:

Ho forse raddoppiato gli sforzi per difendere il posto che era mio o che mi spettava di diritto?

Ho forse raddoppiato gli sforzi per non essere sconfitto?

MIOFASCITE MACROFAGICA:è caratterizzata da dolori muscolari, articolari, da un’astenia importante e molto invalidante, un rallentamento delle facoltà cognitive, uno stato di grande debolezza e molti altri sintomi che non consentono più di svolgere le incombenze quotidiane (faccende domestiche, guidare un’auto) o di continuare a lavorare. Le persone che ne sono affette hanno poche energie e, a seconda dello svolgimento della giornata, sono spesso obbligate a riposarsi per recuperare l’energia che manca loro per poter arrivare in fondo. Il decorso procede verso la cronicità, responsabile di una debolezza muscolare associata a spossatezza generale. Le persone affette da questa patologia in precedenza erano sovente molto attive.

La miofascite macrofagica è una malattia recente, ma può essere la chiave per spiegare molte patologie dell’ordine delle miopatie.

«Tutto inizia nell’agosto del 1998: il professor Romain Gherardi e la sua équipe annunciano sulla rivista britannica Lancet la scoperta di una nuova patologia muscolare infiammatoria di origine sconosciuta, che battezzano con il nome di miofascite macrofagica (MFM), che colpisce uomini e donne di ogni età. I venticinque casi censiti in Francia all’epoca presentano tutti gli stessi sintomi clinici principali: dolori muscolari e stanchezza con un po’ di febbre. Sintomi poco specifici che rendono la diagnosi molto più difficile. Tuttavia le numerose biopsie muscolari (prelievi di cellule) praticate sui pazienti mostrano la presenza di una concentrazione anomala di cellule immunitarie, i macrofagi, nella membrana muscolare (la fascia). Queste cellule si infiltrano e dissociano le fibre muscolari, senza distruggerle.»

All’epoca la causa dell’invasione rimane sconosciuta, ma il sovrannumero di macrofagi lascia prevedere due possibili origini: una tossica e l’altra infettiva. Dopo aver annunciato la scoperta della nuova malattia al CDC (Center for Diseases Control) di Atlanta, negli Stati Uniti, i medici si lanciano sulla pista dell’identificazione dell’agente infettivo e conducono in parallelo una ricerca a partire dal Servizio nazionale francese di salute pubblica. Due mesi più tardi la prima pista di ricerca trova un elemento di risposta al centro di miopatia di Bordeaux, diretto dal professor Patrick Moretto: «Avevamo osservato delle inclusioni cristalline nei macrofagi senza poterne determinare l’esatta natura», spiega Romain Gherardi. «Tuttavia l’analisi di queste inclusioni cristalline ha rivelato, con nostra grande sorpresa, che si trattava di cristalli di idrossido di alluminio.» Che ci fanno lì dei sali di metallo? Poiché la tossicità dell’alluminio è dimostrata, i ricercatori cercano di stabilire un legame tra i cristalli di alluminio e la virulenza della risposta immunitaria.

Nella maggioranza dei pazienti, la reazione infiammatoria era localizzata nel muscolo deltoide (muscolo della spalla) negli adulti, e nel quadricipite nei bambini. «Due punti così precisi da risultare quindi evidente che le lesioni avevano un rapporto con la vaccinazione», spiega Romain Gherardi.

Dal mese di marzo del 1998 l’Istituto nazionale di Monitoraggio Sanitario francese (InVS) avvia un’inchiesta per rispondere alla domanda: «la miofascite macrofagica può essere una reazione anomala all’iniezione di un vaccino a sali di alluminio?»

La ricerca è condotta dal gruppo di ricerca sulle malattie muscolari acquisite e disimmunitarie (GERMMAD) su pazienti che avevano fatto certe vaccinazioni.

Risultato: nell’aprile 1999 cristalli di alluminio vengono trovati nei macrofagi delle biopsie muscolari di questi pazienti. I macrofagi sono una varietà di globuli bianchi di grossa taglia che intervengono nel processo immunitario fagocitando (imprigionando e digerendo) batteri, lieviti, scarti cellulari o sostanze estranee. Tra il 94 e il 100 per cento dei pazienti aveva avuto almeno un’iniezione di vaccino contenente alluminio nei dieci anni precedenti la biopsia. L’analisi degli antecedenti della vaccinazione è stata effettuata tenendo conto dei vaccini che potevano contenere idrossido di alluminio, notoriamente i vaccini contro l’epatite A e B e contro il tetano, ciò che conduce a un’associazione tra la presenza di alluminio nelle lesioni istologiche e l’iniezione di vaccini contenenti alluminio.4

I sintomi della miofascite macrofagica sono molto simili a quelli della fibromialgia. Vedi Fibromialgia e Miopatie.

Sono forse due nomi diversi per indicare la stessa patologia? Ho interrogato molte persone che erano state affette da fibromialgia e tutte mi hanno confermato di aver fatto il vaccino contro l’epatite B prima della comparsa dei primi sintomi, ma è stato solo dopo molti anni di sofferenze e di incertezze che è stata diagnosticata loro una fibromialgia.

Qualche testimonianza.

«Sì, avevo fatto il vaccino contro l’epatite B. Dopo la vaccinazione ho mostrato i sintomi di un’epatite grave al punto che sono dovuta andare al pronto soccorso. Gli enzimi del fegato erano talmente aumentati che il medico non sapeva come avrei potuto cavarmela. Ed è stato in seguito che sono stata affetta dai sintomi della fibromialgia. Non avevo mai fatto l’accostamento tra il vaccino che mi era stato iniettato e questa malattia.»

«Il datore di lavoro di mio marito ci ha costretti a farci vaccinare prima di partire per l’Africa. Ho avuto quattro iniezioni per l’epatite B più un richiamo della polio. Un bel cocktail! All’inizio, dato che lavoravo molto, attribuivo i miei problemi alla stanchezza, poi però ho provato dolori sempre più diffusi che mi hanno costretto a diminuire le mie attività tanto il minimo sforzo mi sfiancava. I medici non sapevano cosa avessi e non è stato che anni dopo l’inizio delle ricerche fatte per capire i miei dolori che si è potuto stabilire una diagnosi. Soffrivo di fibromialgia.»

Sono stato vaccinato precedentemente la comparsa dei primi sintomi di questa sindrome?

Come guarirne? Vedi Malattie autoimmuni.

MIOMA UTERINO: vedi Fibroma uterino alla voce Utero.

MIOPATIE o MALATTIE DEI MUSCOLI: vedi Muscoli.

MIOPIA: disturbo che riduce la capacità visiva da lontano. Ci si può sentire minacciati o non abbastanza sicuri. L’avvenire ci spaventa.

Cos’è che mi fa paura in rapporto al futuro?

Temo di non rivedere una persona, degli amici o un luogo che amo?

Miopia nel bambino: può essere legata alla paura di perdere uno dei genitori. Se, per esempio, uno dei genitori parte (in viaggio o se ne va di casa) e il bambino non sa se tornerà.

Un bambino di quattro anni aveva un padre che aveva passato la sessantina e che quando non si sentiva in forma continuava a ripetergli: «Il papà è vecchio!» Il bambino lo interpretava come se volesse dire che sarebbe morto presto. Mostrò problemi all’occhio sinistro (lato emotivo), poi subentrò la miopia.

Miopia e glaucoma: vedi Glaucoma.

Cosa c’è in ciò che vedo che trovo difficile e che mi fa temere il futuro? È forse la malattia del mio partner o di uno dei miei cari?

MIOSARCOMA: si tratta di un rigonfiamento formato da fibre connettive. Un leiomiosarcoma si sviluppa in un muscolo liscio (muscolo involontario, come per l’utero e per il canale digerente). Un rabdomiosarcoma si sviluppa invece in un muscolo striato (a movimento volontario). I muscoli hanno a che fare con gli sforzi inconsci (muscoli lisci) o consci (muscoli striati); così un miosarcoma è spesso legato a emozioni che riguardano gli sforzi che si fanno per essere amati o riconosciuti. Vedi anche Miopatie e Sarcoma. Prima della sua comparsa:

Ho vissuto emozioni legate a sforzi che facevo per avere successo o essere amato?

MOLA IDATIFORME: vedi Gravidanza e suoi problemi.

MOLLUSCO CONTAGIOSO: si tratta di un piccolo tumore benigno della pelle, isolato o multiplo, che si sviluppa a livello dell’epidermide o che può penetrare profondamente nel derma. Ha l’aspetto di una perla con una piccola depressione centrale. Questa patologia della pelle viene attribuita a un virus che si moltiplica all’interno di una lesione e che può produrre materia organica. La si ritrova soprattutto al viso, ma anche al collo, sotto le ascelle ecc.

Il trattamento (raschiamento seguito da elettrocoagulazione, crioterapia) può lasciare cicatrici. Come la maggior parte delle malattie della pelle, riguarda le nostre relazioni con gli altri.

Presi in terapia una bambina che soffriva da qualche anno di questa malattia. Il nome stesso di questi piccoli tumori mi incuriosiva, tanto più che la madre mi disse che la bambina non poteva sopportare l’odore di un porto di mare o del pesce. Le chiesi se la figlia avesse dei ricordi legati al mare. Mi disse che, dopo il divorzio, quando la bimba aveva solo tre anni, aveva avuto un compagno che aveva frequentato per cinque anni e che aveva come hobby la pesca in alto mare. Parlai con la bambina, che mi raccontò di una giornata in mare con quell’uomo. Lo raccontò con una tale precisione che la madre ne fu stupita, aggiungendo: «L’ha portata una sola volta!» Fu in seguito alla rottura del rapporto con quell’uomo che la figlia sviluppò la malattia. Questo mi fece pensare al bambino allergico ai cani, la cui semplice vista gli ricordava quello che amava e che aveva perduto. Verificai con la bambina se il pesce o l’odore di un porto potesse ricordarle quell’uomo. Seppi così che lo amava come un padre. Aveva vissuto la perdita del primo padre di cui aveva pochi ricordi, e non aveva vissuto quella del secondo. La affidai a una delle mie operatrici che l’aiutò a liberare le emozioni legate all’allontanamento del suo secondo padre e a vivere il dolore della perdita. Dopo la terapia il Mollusco contagioso scomparve del tutto.

Ci sono emozioni legate a una persona che amavo e che ho perduto, di cui non ho elaborato la perdita?

MONGOLISMO:malattia genetica chiamata anche trisomia 21 o sindrome di Down che si manifesta con caratteri somatici tipici e un ritardo mentale. Una persona possiede normalmente ventitré paia di cromosomi. Nel caso della trisomia una di queste coppie è triplice. Nella sindrome di Down è il cromosoma 21 a esserlo. Le persone affette da questa sindrome hanno comportamenti infantili.

Che cosa avevano da imparare o da insegnarci?

Vedi Malattie congenite.

MONILIASI: vedi Candidosi.

MONONUCLEOSI: infezione virale acuta caratterizzata da una forte ipertermia, faringite e tumefazione dei gangli linfatici o linfonodi con aumento del volume della milza. Colpisce soprattutto le persone che si fanno violenza per raggiungere dei risultati, gli adolescenti o i giovani che chiedono molto a se stessi a detrimento delle necessità di riposo del loro corpo.

Olga ha la mononucleosi. Segue un corso di preparazione per essere accettata alla facoltà di medicina. Sa che solo quelli che avranno una media di almeno novanta su cento saranno accettati e lei vuole far parte di questo gruppo di eletti. Per riuscirci, studia fino allo sfinimento. La mononucleosi la costringe a rallentare perché non ha più l’energia per tenere il ritmo cui si era sottoposta. Ne parliamo e accetta di studiare in modo più ragionevole dicendosi: «Se quello è il mio posto sarò accettata. Altrimenti, vuol dire che forse non è la cosa adatta a me». La sua mononucleosi guarisce.

Mi sono forse fatto violenza per raggiungere dei risultati o per essere competitivo?

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MORBILLO:è caratterizzato dalla comparsa di febbre e polso rapido, il viso del bambino appare gonfio, secrezioni di muco o muco-purulente scendono dal naso che è arrossato, le palpebre sono gonfie con lacrimazione costante, seguita da un’eruzione cutanea caratteristica che inizia dietro le orecchie, si estende al viso, al torace e agli arti per poi diffondersi su tutto il corpo. L’eruzione è costituita da macchie tonde rosse o rosa, da tre a sei millimetri. Questa patologia, molto diffusa nel passato, è oggi meno frequente nei Paesi sviluppati ma è tuttora diffusa nei Paesi in via di sviluppo.

Poiché colpisce soprattutto i bambini, ci si può chiedere cosa vivevano i bambini di un tempo rispetto a quelli di oggi. È la domanda che mi sono posta. Mi sono detta che il bambino di una volta era spesso trattato con molta meno considerazione di quello di oggi. Le famiglie erano più numerose, non si aveva tanto tempo per ascoltare i bambini, senza contare che c’era la convinzione che i bambini dovessero essere «raddrizzati», ciò che presupponeva che dovessero obbedire ai loro genitori o ai loro insegnanti senza possibilità di esprimere il loro parere.

Oggi (nei Paesi sviluppati) sono spesso i bambini a fare la morale ai genitori. I bambini dei Paesi in via di sviluppo vivono forse oggi ciò che hanno vissuto i bambini delle generazioni passate? Risiedo in un Paese in via di sviluppo. È interessante osservare che quello che i giovani vivono qui è quello che io stessa vivevo alla loro età, e quello che vivono i loro genitori è lo stesso che vivevano i miei.

Quindi, per il morbillo, è possibile che possa colpire il bambino che prova rabbia verso un insegnante severo, che non gli permette di esprimersi e che ciò gli faccia provare tristezza per essere separato dalla dolcezza o dalla protezione della madre? È nondimeno quello che i suoi sintomi esprimono.

I giorni a casa con le tenere cure della mamma lo condurranno alla guarigione. Se dopo la malattia l’insegnante si mostrerà più gentile, questo non potrà che mettere un termine alla malattia.

In caso contrario, se il bambino continua a trovarsi al cospetto di un insegnante severo che gli urla contro, il disturbo può trasformarsi in otite o in un’infezione bronco-polmonare e può anche avere complicazioni come dolori addominali, diarrea e vomito.

Prima di dare frettolosamente la colpa al virus (che ha solo la funzione di trasformare la materia) non sarebbe più saggio parlare con il bambino che ha il morbillo per sapere quello che stava vivendo prima che ne avesse i sintomi?

MORBO DI ADDISON: vedi Ghiandole surrenali.

MORBO DI ALZHEIMER: degenerazione nervosa a sviluppo inarrestabile caratterizzata da una diminuzione del numero delle cellule nervose con atrofia cerebrale. Il primo stadio è rappresentato da una perdita crescente della memoria in cui la persona colpita sollecita l’aiuto dei suoi cari.

Nel secondo stadio si verifica una perdita severa della memoria, in particolare per gli avvenimenti recenti, con perdita del senso del tempo e dell’orientamento anche in luoghi familiari. In seguito compare la difficoltà a trovare la parola giusta (disfasia). L’ansia aumenta, i cambiamenti di umore sono improvvisi e imprevedibili e si notano cambiamenti nella personalità.

Nel terzo stadio la persona è disorientata e confusa e presenta sintomi di psicosi paranoide. Iniziano a comparire forme di incontinenza urinaria e fecale. Alcuni diventano esigenti, sgradevoli, talvolta violenti se non addirittura asociali, altri invece docili e remissivi.

Il morbo di Alzheimer è molto simile alla demenza senile e per questo non può essere diagnosticato con certezza se non dopo una biopsia cerebrale. La malattia colpisce soprattutto le persone che non si sentono più in grado di affrontarele difficoltà del loro quotidiano o che devono confrontarsi con una situazione senza vie di uscita. Poiché di fatto non sono pronte a morire ma non riescono più a sopportare una situazione per loro penosa, il morbo di Alzheimer diventa una via di uscita.

Una donna malata di Alzheimer aveva detto alla figlia prima di ammalarsi: «Ora tocca a te occuparti di me!» Senza dubbio aveva sacrificato gran parte della sua vita per gli altri e ora voleva che fossero loro a occuparsi di lei.

Un uomo che soffriva di Alzheimer aveva perso la moglie con la quale aveva vissuto per più di trent’anni. Dopo un periodo di solitudine dolorosa, aveva accettato di risposarsi. Ma la nuova compagna, diversamente dalla moglie, lo limitava in tutto quello che voleva fare e cercava di controllarlo di continuo. Non poteva prendere in considerazione un divorzio e non sopportava quella situazione. Fu così che sviluppò gradualmente la malattia.

Per difendersene nel modo migliore si deve rimanere attivi sul piano mentale usando le proprie facoltà di riflessione (meditare), di analisi, di apprendimento ed evitare nell’età della pensione di mettersi in situazioni senza via di uscita.

MORBO DI BASEDOW: questa malattia è provocata da un eccessivo funzionamento della tiroide e deve il suo nome al medico tedesco Karl von Basedow che la descrisse nel 1840. È caratterizzata dalla presenza del gozzo, da esoftalmo, tachicardia permanente, dimagramento, tremori, disturbi dell’umore (irritabilità, instabilità), disturbi vasomotori (sudori, vampate di calore), disturbi genitali (impotenza, frigidità, amenorrea), così come da una grande stanchezza. Vedi Ghiandola tiroidea e Malattie autoimmuni.

MORBO DI BUERGER o TROMBOANGIOITE OBLITERANTE: detta anche malattia di Leo Buerger, dal nome del primo medico che l’ha descritta. È caratterizzata dall’infiammazione della tonaca intima (parete interna dell’arteria) che comporta un’ostruzione progressiva delle arterie di medio e piccolo calibro, ostacolando la circolazione del sangue nelle estremità (mani e piedi) che diventano dapprima intorpidite e dolenti, poi fredde. Si formano piaghe che finiscono per andare in cancrena e richiedere l’amputazione della parte colpita.

– Se riguarda le mani:

Provo forse un senso di colpa per non aver fatto quello che ritengo avrei dovuto fare?

– Se riguarda i piedi:

Può darsi che non volessi più andare avanti in una situazione in cui non potevo più vivere?

È stato osservato che le vittime di questa malattia erano in gran parte fumatori e si è avanzata l’ipotesi che le sigarette giocassero un ruolo. Ci si potrebbe tuttavia chiedere se quelle persone non fumassero proprio perché vivevano una situazione insostenibile. È interessante osservare che quando un fumatore sperimenta un’emozione ricorre subito alla sigaretta.

MORBO DI CROHN o ILEITE: patologia dell’intestino tenue che colpisce in modo particolare l’ileo, caratterizzata da un’infiammazione acuta, cronica, necrotizzante e cicatrizzante. Le persone che soffrono del morbo di Crohn spesso, per sentirsi amate, si sentono obbligate a rispondere a ciò che i loro cari si aspettano da loro, e ciò le porta a oscillare tra sottomissione e ribellione.

Ho vissuto o vivo una situazione famigliare che mi fa provare molta rabbia o un senso di ribellione perché mi sento costretto a rispondere ad aspettative che ledono la mia libertà?

MORBO DI CUSHING: vedi Ghiandole surrenali.

MORBO DI HANSEN: vedi Lebbra.

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MORBO DI HODGKIN: vedi alla voce Linfoma.

MORBO DI LEDDERHOSE: patologia dell’aponeurosi della pianta dei piedi in seguito alla formazione di piccoli noduli fibrosi duri davanti ai tendini flessori del piede. Questa malattia è simile a quella di Dupuytren che riguarda le mani; anche in quel caso la presenza di noduli fibrosi duri comporta una retrazione dell’aponeurosi che impedisce l’estensione dei tendini di alcune dita, più sovente l’indice e il mignolo. L’equivalente della malattia di Dupuytren e di Ledderhose è la malattia di La Peyronie per il pene, caratterizzata dall’indurimento dei corpi cavernosi.

Il morbo di Ledderhose è più spesso legato a un senso di colpa che fa sì che non ci si conceda più il diritto di avanzare liberamente nella vita. Inconsciamente è come se ci si volesse mettere una palla al piede. Vedi anche Malattia di Dupuytren e Malattia di La Peyronie.

Se si accompagna alla malattia di Dupuytren:

Mi sono sentito impotente ad aiutare una persona che stava male o a rendere felice il mio partner di modo che ora mi creo un sacco di ostacoli per impedirmi di avanzare in ciò che potrebbe rendermi felice?

Se si accompagna alla malattia di La Peyronie:

Mi sono forse sentito impotente a rendere felice il mio partner e ora non mi permetto più di vivere una nuova relazione?

MORBO DI LOU GEHRIG: vedi Sclerosi laterale amiotrofica e Malattie autoimmuni.

MORBO DI PARKINSON: degenerazione di cellule nervose della sostanza nigra del tronco dell’encefalo che colpisce il tono muscolare e il movimento. È caratterizzato da tremori delle mani e della testa, da rigidità e una progressiva riduzione dei movimenti. Parlando di questa malattia, si potrebbero usare le parole «on-off» per la perdita e la ripresa di comunicazione tra le cellule nervose. È quello che succede nella persona colpita, in cui c’è una dualità tra l’azione intrapresa e il dubbio sulla stessa. Per esempio può pensare: «Bisognava che lo facessi, ma non avrei dovuto…» innescando un conflitto di movimento. Vedi anche Malattie degenerative.

Mi domando ancora se ho agito bene?

Provo forse rimpianti per aver fatto qualcosa che ha danneggiato una o più persone innocenti?

Mia nonna soffriva del morbo di Parkinson. A quell’epoca non avrei mai immaginato che la malattia potesse avere un’origine di natura emotiva. La consideravo molto più una fatalità. È stato proseguendo nelle mie ricerche che credo di averne trovato la causa. Tuttavia solo mia nonna potrebbe confermarlo, ma ci ha lasciati quando avevo diciotto anni. Sul letto di morte, tirò mia madre per il vestito e le disse: «Laura, non posso portarmi il segreto nella tomba. Tuo figlio non è morto: sono io che ho firmato le carte perché fosse adottato».

Prima del matrimonio mia madre aveva dato alla luce un bambino in una casa per ragazze madri. Aveva rinunciato a farlo adottare chiedendo se c’era la possibilità di pagare la pensione fino al giorno in cui avesse potuto riprenderlo. Mia nonna, temendo che la presenza del bambino nuocesse al matrimonio della figlia, aveva invece creduto di fare la cosa giusta firmando lei stessa i fogli per l’adozione. Quando mia madre si presentò con mio padre per riprendere il figlio, il responsabile la informò che era morto.

Mia nonna aveva forse vissuto gran parte della sua vita nel dubbio di quello che aveva fatto e nel rimpianto di aver preso quella decisione? Il gesto fatto sul letto di morte ce lo fa credere.

MUCOSE:rappresentano la nostra sensibilità. Noi abbiamo una pelle esterna, l’epidermide. Al di sotto troviamo il derma, e ancora sotto l’ipoderma. Allo stesso modo all’interno del corpo abbiamo una pelle (pelle interna) che riveste la maggior parte dei nostri organi e che non chiamiamo epidermide, bensì mucosa. Questa pelle riveste la maggior parte delle cavità e dei canali del corpo umano: bocca, esofago, stomaco, intestini, fosse nasali, bronchi, condotti genitali e urinari. Riveste anche l’interno delle labbra e delle palpebre.

Le patologie delle mucose sono legate a emozioni nelle relazioni con il nostro ambiente che ci toccano profondamente.

Cancro delle mucose o carcinoma epidermoide: vedi anche Carcinoma. È per lo più in relazione a shock o emozioni che ci toccano profondamente nelle relazioni con il nostro ambiente. Per esempio: la perdita di una persona cara, un conflitto seguito da una separazione, una disputa famigliare, un’accusa infondata, sentimenti di rifiuto, di incomprensione… Vedi Tumore.

Ho vissuto con uno dei miei cari emozioni che mi hanno profondamente ferito?

MUCOVISCIDOSI: vedi Malattie congenite.

MUGHETTO: vedi Bocca.

MUSCOLI: i muscoli rappresentano lo sforzo e la motivazione.

Strappo muscolare:

Ho provato un senso di colpa per aver voluto fare a modo mio?

Ho vissuto una forma di ribellione nei confronti della poca considerazione che ho avuto rispetto agli sforzi che ho fatto?

Dolori muscolari o mialgie: possono essere legati alla paura. Per esempio, un dolore nei muscoli delle gambe esprime nella maggior parte dei casi la paura di andare avanti. Le mialgie possono anche indicare una grande stanchezza, un bisogno di riposo. Vedi anche Miopatie.

Una mialgia alle cosce può essere confusa con una cruralgia. Vedi Coscia.

I miei dolori muscolari sono forse legati alla stanchezza, a una perdita di motivazione o a una paura?

Miopatia o malattie dei muscoli: le miopatie sono raggruppate nella famiglia delle malattie neuromuscolari che si caratterizzano per una degenerazione del tessuto muscolare. In questa grande famiglia si trovano dei sottogruppi quali: miopatie primitive, miopatie congenite, miopatie infiammatorie croniche, miopatie metaboliche, miopatie mitocondriali… Sono però meglio conosciute queste denominazioni: distrofia muscolare, fibrosi, miopatia, miosite, dermatomiosite, miastenia…

Ogni medico, qualunque sia il suo campo, ogni terapeuta, qualunque sia la sua pratica, così come ogni infermiere non può che giungere alla stessa conclusione: «Ci sono sempre più persone affette da miopatie».

Queste miopatie si presentano sotto diverse patologie, quali fibromialgia, sclerosi a placche, dermatomiosite, malattie autoimmuni quali: distonia, miastenia, sindrome di Guillain-Barré per non citare che queste, ma la lista sarebbe ancora lunga.

Nel 1996 un’amica psicologa mi chiedeva: «Da qualche tempo noto sempre più casi di fibromialgia nella mia regione. Secondo te a cosa può essere dovuto?»

A quell’epoca non ero in grado di risponderle, ma non avevo dimenticato la sua domanda. Continuando le ricerche su questo problema, mi sono chiesta se poteva esserci un legame con le vaccinazioni praticate per via intramuscolare. Mi ricordavo che in passato i vaccini venivano somministrati per via sottocutanea. Ho dunque cercato quando era avvenuto il cambiamento ed ecco quello che ho trovato.

«In occasione della campagna contro il virus dell’epatite B lanciata nell’aprile del 1994, le raccomandazioni erano: ‘Questo vaccino deve essere iniettato per via intramuscolare. L’iniezione sarà fatta nella regione deltoidea (muscolo della spalla) negli adulti, e nel quadricipite nei bambini’», consiglia il Vidal, la «bibbia» dei medici in materia di prescrizioni, per esempio, per il vaccino Engerix B o il vaccino GenHevac B Pasteur.

I medici che hanno fatto iniezioni a pieno ritmo hanno finito per adottare questo nuovo modo di iniettare per tutti gli altri vaccini (tetano, polio ecc.). Di conseguenza, «si può affermare che la campagna d’informazione orchestrata per il vaccino dell’epatite B ha cambiato il modo di vaccinare in Francia. Siamo passati da una vaccinazione sottocutanea a una intramuscolare», spiega Daniel Levy-Bruhl, dell’Istituto nazionale di Monitoraggio Sanitario francese. «Con la pratica intramuscolare, l’idrossido di alluminio (uno degli adiuvanti del vaccino per l’epatite B) viene introdotto in profondità nell’organismo. L’adozione di questa tecnica coincide inoltre con l’apparizione dei primi casi di miofascite macrofagica, i cui sintomi sono molto simili a quell della fibromialgia.»5

Vedi Miofascite macrofagica.

Dopo questa campagna di vaccinazione contro l’epatite B, i casi registrati di sclerosi a placche in Francia sono passati da 2.500 a 85.000. E c’è anche il problema del sovradosaggio del vaccino: i sovradosaggi potrebbero spiegare la comparsa di mialgie e artralgie, cioè di dolori muscolari e articolari di cui si lamentano le persone colpite?

Per conoscere la risposta basterà interrogare gli interessati. Ecco il genere di discorsi che i terapeuti sentono regolarmente.

«Dopo una serie di nove vaccini in sei mesi, di cui tre per l’epatite B e due per l’epatite A, per poter andare all’estero con mio marito per il suo lavoro, mi ritrovo a cinquant’anni con una miopatia tossica evolutiva e incurabile.»

Non bisogna tuttavia dimenticare il terreno fisico (resistenza dell’organismo) e quello psichico nello sviluppo delle miopatie. Prima che si sviluppasse la miopatia:

È possibile che mi sentissi esaurito per tutti gli sforzi che dovevo fare per essere ascoltato, compreso o per ottenere i risultati che desideravo?

È possibile che mi sentissi scoraggiato e con un profondo senso di svalutazione?

Miopatia di Duchenne: vedi Distrofia muscolare.

Miastenia o debolezza muscolare: si tratta della perdita della forza muscolare.

Ne ho abbastanza di lottare o fare sforzi per guarire, per essere capito o averla vinta?

Miatonia: è la perdita del tono muscolare. Con l’avanzare degli anni si nota che i muscoli perdono tono, diventano più flaccidi. Ciò sarà più marcato nelle persone che perdono il dinamismoche hanno spesso i giovani? Può darsi che conservando il dinamismo potremo conservare più a lungo il tono muscolare?

Ho perso il dinamismo che avevo o la motivazione nei confronti di un’attività a cui tenevo o della vita stessa?

Miosite: infiammazione di un tessuto muscolare.

Ho la sensazione che la mia vita non sia altro che lavoro?

Ne ho abbastanza di dover fare continuamente sforzi per ottenere ciò che desidero?

Mi sento obbligato a fare un lavoro per il quale non sono sufficientemente motivato?

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1 Louis Claude Vincent, Eau et maladies de la civilisation, Revue de Pathologie Générale et de Physiologie Clinique, dicembre 1964.

2 Queste informazioni parziali mirano a fornire speranza e forse una soluzione alle persone affette da malattie autoimmuni in seguito a vaccinazione. Il lettore interessato è libero di eseguire proprie ricerche.

3 Per ulteriori informazioni sull’argomento, cfr. www.greenpeace.org

4 Ricerche di Catherine Martinez per Naturosanté, ABS 31.

5 «Alerte aux vaccins l’aluminium accusé» in Sciences et Avenir, novembre 2001; M. Gordet, Vaccination: les vérités indésiderables, Dangles.
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