Vertical Farm in Svezia: Agricoltura sostenibile nel grattacielo

Vertical Farm in Svezia. Come fare a coltivare la terra quando trovare un pezzo di terreno disponibile è davvero difficile? Sfruttando lo spazio in altezza. È questa l’idea della società svedese Plantagon che ha progettato il primo grattacielo serra. L’edificio, vincitore del Red Herring Top 100 Global Award, sorgerà proprio in Svezia, a Linköping.

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Con i suoi 54 metri di altezza, il nuovo “plantscraper” ospiterà centinaia di colture utilizzando un sistema innovativo agricolo che può fare a meno del suolo. La Svezia fa dunque da apripista ma presto le piante potrebbero coltivate in questi grattacieli serra nei centri urbani delle città di tutto il mondo, nel tentativo di rendere l’agricoltura più economica, sostenibile e soprattutto per soddisfare la crescente domanda legata all’aumento della popolazione mondiale.

Queste serre verticali, secondo il progetto della società Plantagon, utilizzeranno un innovativo sistema di alimentazione che nutre le piante conacqua arricchita, annullando la necessità di suolo. Inoltre, poiché il clima all’interno può essere controllato, tale sistema potrebbe anche aumentare notevolmente i raccolti, offrendo alle piante le migliori condizioni e azzerando l’uso dei pesticidi.

A Linkoping, la struttura (la cui altezza è poco più della metà della Torre del Big Ben a Londra) è già in fase di costruzione. Entro il prossimo anno, lo speciale grattacielo produrrà una vasta gamma di verdure a foglia verde, tra cui l’insalata, gli spinaci e la senape.

Alcuni alimenti supermercato come i pomodori e le fragole sono già coltivate in aziende che utilizzano una forma primitiva del cosiddetto sistema idroponico. Ma i plantscraper sono certamente una soluzione più sofisticata. L’idea svedese ha già fatto il giro del mondo e ha fatto gola a molti paesi. Simili costruzioni sono già programmate o in costruzione non solo nel paese scandinavo ma anche in, Giappone, Cina, Singapore e a Chicago negli Stati Uniti.

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In questi grattacieli-serra non occorre dunque la terra, perché la crescita è garantita dall’uso di acqua arricchita di minerali. Come funzionano? Durante le loro fasi di crescita, le colture vengono di volta in volta portate ai piani più bassi fino a quando raggiungono la giusta maturazione. A quel punto si trovano a livello del terreno. Il grado di produttività è molto elevato: si parla di 300 chili di raccolto per metro quadro. Ciò significa che un grattacielo di 25 piani può soddisfare il fabbisogno di 350mila persone.

Ma i grattacieli-serra sono sotto osservazione anche da parte dei grandi allevatori, ad esempio da Birds Eye che sta monitorando il successo del sistema idroponico Verticrop utilizzato a Paignton Zoo nel Devon per la produzione di colture orticole per gli animali. Lì, le piante disposte su alcuni “vassoi” si muovono costantemente intorno ad un edificio di vetro su un nastro trasportatore per garantire che esse ricevano la luce di cui hanno bisogno.

Un certo numero di aziende britanniche sta esplorando la tecnologia, tra cui la East End Food, che sta costruendo una fattoria verticale ad Aston Cross, Birmingham. Il presidente della società Tony Deep Wouhra ha spiegato al Daily Mail che il sistema ha enormi vantaggi rispetto all’agricoltura convenzionale, perché accelera il processo di crescita e consente di risparmiare spazio, ma a lungo andare tale tecnica potrebbe essere allargata anche alle famiglie: “Il metodo potrebbe essere sviluppato per consentire alle famiglie di produrre cibo a livelli nei loro giardini o anche sul balcone di un appartamento”.

L’idea dei plantscrapers è sostenuta anche da Dickson Despommier della Columbia University secondo cui l’agricoltura verticale è considerata una delle soluzioni per ridurre le emissioni globali di gas serra, per la lotta contro la scarsità d’acqua e per soddisfare le esigenze di una popolazione sempre crescente. I vantaggi? Numerosi visto che tutta l’acqua viene riciclata e riutilizzata, così come tutti i nutrienti.

Tutto ciò che l’edificio crea è il prodotto.

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