Dizionario dei Sintomi – Lettera N

Dizionario dei Sintomi – Lettera N

 

NARCOLESSIA: disturbo del sonno caratterizzato da una sonnolenza diurna con attacchi di sonno che sopravvengono più volte al giorno e che possono durare da qualche secondo a più di un’ora. La narcolessia si accompagna sovente alla catalessi, caratterizzata da una perdita del tono muscolare senza che vi sia perdita di coscienza. Può denotare una mancanza di gusto per la vita e un desiderio inconscio di evadere nel sonno. Vedi anche Sonno.

Manco di motivazioni in questo momento della vita?

NASO: nella Bibbia è scritto: «Dio insufflò nelle sue narici il soffio di vita e l’Uomo divenne un’anima vivente». Il naso rappresenta quindi la vita e la nostra capacità di sentire o provare.

Anosmia: vedi Perdita dell’odorato.

Dolore al naso:

Ho paura di ciò che la vita mi riserva?

Ho paura della critica o del giudizio degli altri nei miei confronti?

Naso che cola con congestione nasale e mucosità: vedi Raffreddore.

Naso che cola senza mucosità (liquido chiaro): vedi Secrezione siero-mucosa.

Tumore al naso: vedi Epitelioma basocellulare alla voce Pelle.

Riniti sporadiche o difficoltà occasionali a respirare dal naso (con sensazione di naso tappato): può esprimere la paura di essere criticati o rifiutati.

All’inizio, quando tenevo i primi corsi di crescita personale, notavo che ogni tanto avevo la sensazione di naso chiuso. Ne attribuivo la colpa al tappeto che c’era nella sala e pensavo si trattasse di una reazione alla polvere. Poi mi spostai in un altro locale dove non c’era tappeto, ma il disturbo si ripropose. Fu allora che ne cercai la causa. Essendo intuitiva, percepivo l’interesse o meno dei miei partecipanti. Quando diminuiva, sopraggiungeva il disturbo. Presi consapevolezza del fatto che chiedevo a me stessa di essere perfetta poiché temevo le critiche. Ringraziai il mio naso per il messaggio e accettai che le critiche, anche negative, mi consentissero di migliorare. Permisi a me di non essere perfetta e ai partecipanti di non essere d’accordo con quello che dicevo, accettando che potessero aver bisogno di tempo per integrare quanto proponevo. Il problema scomparve.

Il naso, essendo alla base del centro frontale, è legato al nostro intuito, ci fa «pre-sentire» le cose. Ecco perché respirare bene dal naso aiuta l’intuizione. Può anche darsi che la persona abbia paura del suo intuito e blocchi le vie del suo sentire.

Cos’è che ho paura di provare?

Ho paura delle critiche o dei giudizi degli altri?

Rinite cronica o difficoltà cronica a respirare dal naso: è sovente in relazione a un rifiuto della vita legato a un dolore di incarnazione.

Se riguarda una sola narice:per esempio la destra in un destrimane, può essere dovuto al fatto di non sentirsi desideratio sufficientemente amati.

Se riguarda la sinistra:può essere che ci si sia sentiti minacciati o in pericolo anche prima di nascere. Per un mancino è il contrario.

Se si presenta soprattutto la mattina:la difficoltà a respirare dal naso la mattina è spesso in relazione alla nostra nascita, poiché il mattino rappresenta l’arrivo in questa vita. Il mattino può anche riguardare la nostra nuova vita, quella dopo un cambiamento importante come un matrimonio, la nascita di un figlio, la partenza o la morte della persona che si amava, la perdita del proprio lavoro ecc. La nuova vita può essere più felice, più triste o più difficile.

Per esempio, se il nostro partner è morto. La sua dipartita può corrispondere per noi a una nuova vita e può essere che sia la nuova vita senza di lui a essere per noi difficile da accettare.

Ho accettato questa vita?

Ho difficoltà ad accettare la mia nuova vita?

Ci sono molte persone che non respirano bene dal naso senza esserne consapevoli. Hanno imparato a compensare respirando dalla bocca. Quando avevo dei partecipanti ai seminari con questo problema me ne rendevo conto dall’intonazione della voce. Se chiedevo loro se avevano problemi a respirare dal naso, molti rimanevano stupiti dalla domanda. Chiedevo loro, quindi, di chiudere la bocca e di respirare e allora se ne rendevano conto.

Avere problemi a respirare dal naso in modo cronico è spesso legato a una difficoltà ad accettare la vita, il mondo in cui ci si è incarnati. Inconsciamente, è possibile che si rifiuti questa vita.

Io stessa ho sofferto di questo rifiuto, che mi è costato tre operazioni chirurgiche. Nella prima, a sei anni, mi hanno tolto le adenoidi. Secondo il medico il fatto di non respirare bene dal naso mi portava a respirare l’aria fredda (d’inverno) e mi provocava polmoniti. Dopo l’intervento, non ebbi più polmoniti ma continuavo a respirare soprattutto dalla bocca. A venticinque anni mi feci visitare per questo problema ancora persistente. La responsabilità fu attribuita al setto nasale, che era deviato e che ostruiva la narice sinistra. La soluzione consisteva in un intervento chirurgico per correggere il difetto. Un primo intervento non diede i risultati sperati. Fu necessario farne un secondo, ma il problema persisteva. A trentacinque anni, mentre facevo ricerche sulle cause psicosomatiche delle malattie, vidi il nesso tra il naso e la vita e compresi che non avevo mai accettato veramente questa vita. Rifiutavo questo mondo di conflitti, di guerre e di sofferenze. Prendendone coscienza, mi rivolsi a quella parte di me che rifiutava la vita e le dissi: «Finché non accetterai questo mondo, non potrai essergli utile. Se lo accetti com’è, potrai lavorare per renderlo migliore, e il tuo passaggio sulla terra non sarà stato inutile». Avevo appena dato alla parte che rifiutava la vita una motivazione per starci. In seguito questa motivazione non mi ha più lasciato e non ho più avuto problemi a respirare dal naso.

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Deviazione del setto nasale: la deviazione può essere estetica, senza ostacolare la funzione respiratoria. In morfopsicologia, il naso è situato nella regione del viso relativa al sociale. Come la prua di una nave che naviga sull’oceano, indica il modo in cui avanziamo nella vita. Per fare qualche esempio, se abbiamo la tendenza ad adattarci il naso sarà sicuramente curvo. Se siamo intraprendenti e audaci avremo di certo un naso arcuato (con una gobba). Se abbiamo un carattere infantile avremo invece un piccolo naso all’insù.

Il setto nasale potrà indicarci se ci siamo allontanati da un genitore rispetto all’altro. Il lato destro del viso è associato al maschile, il padre, mentre il sinistro rappresenta il femminile, la madre. Un equilibrio tra il padre e la madre ci manterrà un naso diritto. Una deviazione a sinistra può indicare un allontanamento dal padre a favore della madre, mentre a destra sarà piuttosto un allontanamento dalla madre a vantaggio del padre.

Se la deviazione è congenita e ostruisce una delle narici, può essere dovuta al fatto di non essersi sentiti desiderati(destra in un destrimane) o minacciati di morte prima della nascita (sinistra in un destrimane, il contrario per un mancino), per esempio se la madre pensava a un aborto o voleva suicidarsi… Se sono ostruite entrambe le narici, è possibile che non si abbia avuto molta voglia di nascere o che non si sia accettata questa vita. Vedi Difficoltà respiratorie.

Mi sono sentito desiderato o invece minacciato prima di nascere?

Mi sono concesso il diritto di vivere?

Deviazione del setto nasale in seguito a un incidente o a una frattura del naso:

Provo un senso di colpa per il fatto di vivere, di possedere più degli altri, di avere una vita migliore dei miei genitori, tanto più se si sono sacrificati per me?

Provo un senso di colpa per il fatto di vivere, per il fatto di aver creduto di avere fatto soffrire mia madre nascendo o per non aver dato che preoccupazioni ai miei genitori?1

Polipo: vedi Polipo di Killian.

Sanguinamenti dal naso: riguardano una o più perdite di gioia nella nostra vita. Se ogni volta che si prova un po’ di gioia sopraggiungono situazioni in cui si viene feriti da parole cattive, malmenati o respinti come se non si avesse alcun valore, queste situazioni possono toglierci completamente la gioia di vivere.

Per sanguinamenti frequenti:

Chi mi ha tolto tutta la gioia di vivere?

Marina soffre spesso di sanguinamenti dal naso. Ha un fratello di sei anni più grande di lei, geloso dell’affetto che i genitori le dimostrano. Ogni volta che Marina riceve un giocattolo, suo fratello glielo rompe. Con il tempo, la semplice presenza del fratello basta a rovinarle la gioia di vivere. Per aiutare Marina i genitori dovevano capire fino a che punto il loro figlio si era sentito rifiutato a favore della sorella, in modo di poter essere in grado di rimediare.

Per sanguinamenti occasionali:

Cos’è che mi ha tolto tutta la gioia di vivere?

Sabrina è ospite del collegio frequentato da mia figlia Karina. Al ritorno al convitto, ha dei sanguinamenti dal naso così forti che le suore vogliono mandarla all’ospedale. Sabrina dice loro: «Aspettate, vado prima a trovare Karina, so che sua madre tratta le cause dei malesseri e delle malattie nel suo libro». Karina le legge il passaggio relativo ai sanguinamenti dal naso. «Perdita della gioia nella mia vita», «Ma non vivo che questa!» Sabrina le racconta quello che era successo il giorno prima. Era il suo compleanno e la madre le aveva preparato una bella tavola e una torta. Rivolgendosi al compagno, gli aveva detto: «Potresti almeno augurarle un buon compleanno!» Lui aveva risposto: «Dei tuoi figli, me ne infischio…!» La frase le aveva rovinato il piacere della festa. Sabrina aveva la sensazione di non valere molto agli occhi della madre se permetteva a quell’uomo di parlare così, e ciò la rendeva molto infelice. Karina le disse: «È vero che è triste ciò che vivi a casa tua, ma non ci stai che due giorni la settimana, mentre qui ne trascorri cinque. Se cerchi di trovare la gioia in questi cinque giorni, avrai la forza di non lasciarti ferire negli altri due. Qui siamo tutte tue amiche e le suore fanno del loro meglio perché tu stia bene». Sabrina sorrise, e i sanguinamenti cessarono.

NAUSEA: sensazione caratterizzata da un forte desiderio di vomitare.

Cos’è che mi ripugna?

Cos’è che non ho digerito bene?

Cos’è che rifiuto?

Nausea in gravidanza: vedi Gravidanza e suoi problemi.

NEFRITE: vedi Reni.

NERVI: vedi Nevralgia.

NERVO CRURALE: vedi Coscia.

NERVO SCIATICO: chiamato anche ischiatico, dal greco iskhion che significa anca. È il nervo più grosso e più lungo del corpo umano. Innerva gli arti inferiori assicurando la mobilità delle anche, delle ginocchia, delle gambe, delle caviglie e dei piedi. Ne assicura anche la sensibilità grazie ai recettori presenti nella pelle. È costituito da due radici nervose che provengono dal midollo spinale. La prima esce tra la quarta e la quinta vertebra lombare, la seconda tra la quinta lombare e la prima sacrale. Una volta riunite, vengono raggiunte da altre radici nervose provenienti dal sacro. Il nervo così formato attraversa il gluteo (zona sacrale) poi scende lungo la faccia posteriore della coscia, del ginocchio, lungo il lato del polpaccio per poi raggiungere la caviglia. Un dolore a livello di questo nervo è chiamato «sciatica o crisi sciatica». Il dolore può essere avvertito lungo tutto il percorso del nervo o soltanto su una parte.

Se il dolore è sentito lungo il tragitto del nervo (coscia, gamba, caviglia): nella maggior parte dei casi esprime la paura di andare verso una situazione incerta che ci angoscia, come la paura di ritrovarsi soli, di perdere l’impiego, di non aver soldi per pagare i conti ecc. Ci si dice: «Cosa succederà se… non posso più pagare l’affitto… se lascio il mio lavoro… se parte… se muore…» La paura ha l’effetto di paralizzare l’energia condotta attraverso lo stimolo nervoso lungo il percorso del nervo e questo blocco crea il dolore.

Cosa temo di più che mi possa succedere?

Alberta soffre di una dolorosa sciatica. Ha iniziato un nuovo lavoro che le piace molto ma che non le fa guadagnare abbastanza per partecipare alle spese di casa. Suo marito se le assume quasi per intero ma non è contento del suo impiego. Alberta si sente in colpa e si nega il diritto di procedere in ciò che la renderebbe felice. Come molte altre persone, pensa: «Non posso essere felice se non lo è anche lui». Ha paura di quello che potrebbe capitare se avesse successo nel lavoro che ama mentre il suo compagno non è contento del suo. «Potremo continuare a stare bene insieme?» si domanda. Quando ne prende coscienza, ne parla con il compagno che la rassicura dicendole che quello che desidera è la sua felicità e che quando guadagnerà bene in ciò che le piace i ruoli potranno invertirsi. Sarà lei ad assumersi le spese domestiche e lui potrà trovarsi qualcosa che gli piace. Alberta si libera del senso di colpa nel procedere in quello che la appassiona. La sua sciatica guarisce.

Se si può aver paura del fallimento, a volte si può temere anche il successo e la riuscita. È sempre la paura di ciò che succederà.

Se la sciatica è accompagnata da un’ernia discale:

La paura di avanzare verso una nuova situazione può essere accresciuta da paure sul piano economico. Il dolore allora si fa sentire nella regione lombare e può dar luogo a un’ernia discale.

Mi sento forse intrappolato in questo lavoro perché ho troppa paura di ritrovarmi senza risorse se lo lascio?

Paralisi sciatica: 

Sono paralizzato dalla paura di quello che può succedere se lascio il mio lavoro, il mio partner o ciò che rappresenta la mia sicurezza?

Un’infermiera era a letto da settimane con una paralisi sciatica. Voleva lasciare il lavoro, ma temeva di restare senza mezzi. Poi pensò: «In ogni modo, se perdo la salute non potrò più lavorare. La salute vale più del denaro che mi procura!» Decise di fidarsi della vita e lasciò il lavoro. Nei giorni successivi riprese a camminare.

Se il dolore è localizzato principalmente nel gluteo:

Può essere collegato alla nostra relazione di coppia e riguardare i rapporti sessuali. Se per esempio il partner ha difficoltà di erezione o mostra segni di impotenza, si può temere di non poter più condividere la sessualità.

Ho paura che non si possano più avere rapporti sessuali?

Se il dolore è localizzato principalmente al polpaccio:

Può essere legato alla paura di non avere abbastanza tempo per finire un lavoro, completare un progetto o per concedersi delle vacanze di cui si ha molto bisogno…

Sono forse preoccupato del fatto che il mio progetto non procede abbastanza in fretta e ho paura di quello che può succedere se non riesco a finirlo in tempo?

Per guarire da queste sciatiche bisogna prendere consapevolezza della paura che ci pervade. Parlare al proprio organo, dirgli che abbiamo capito, che ora ce ne occupiamo, e poi cercare soluzioni per liberarsi dell’angoscia di quello che può succedere.

Frasi come: «Non so come, ma ora me ne tiro fuori…» «Non so né come né quando, ma ci riuscirò…» possono aiutare.

Ci si può anche chiedere: «Se capitasse questo, cosa potrei ancora fare…» Lasciando andare le tensioni nervose, il nervo sciatico si calma e l’energia circola di nuovo. La sciatica mette alla prova la nostra fiducia nella vita.

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NERVO VESTIBOLARE (infiammazione):vedi Sistema vestibolare.

NERVOSISMO: condizione di insicurezza.

Cos’è che mi crea ansia?

Cosa potrebbe aiutare a rilassarmi?

Nervosismo cronico:

È possibile che chieda a me stesso di essere perfetto o che non mi permetta di sbagliare, cosa che mi mantiene in uno stato di stress continuo?

NEURINOMA AL SENO: piccoli tumori benigni localizzati a livello delle terminazioni nervose. Esprimono un’avversione a essere toccati, palpeggiati, soprattutto al seno.

Una delle partecipanti ai miei seminari che scoprì la causa dei suoi neurinomi, esclamò in questo modo: «Ora ho capito la causa dei miei noduli!» Quella donna era stata spesso palpeggiata dai fratelli.

Ho vissuto emozioni forti in relazione all’esser toccata senza rispetto sul seno?

NEUROMOTORIE: vedi Patologie neuromotorie.

NEUROPATIA: malattia dei nervi periferici che collegano il sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) alle ghiandole, agli organi dei sensi, ai muscoli e agli organi interni. I sintomi sono principalmente parestesie (formicolii, intorpidimento, perdita della sensibilità), dolore e/o indebolimento muscolare a seconda dei nervi colpiti. Le parestesie sono la conseguenza di una patologia del sistema nervoso ma possono anche esprimere un desiderio di rendersi insensibili a ciò che ci fa soffrire e a cui non si vede soluzione. Vedi anche Miopatie.

Neuropatie idiopatiche: Laura mi consulta per un problema di neuropatia idiopatica (di causa sconosciuta). Ha una perdita di sensibilità con intorpidimento che interessa gambe (fino alle ginocchia), mani e lingua. A cosa vuol rendersi insensibile? È sposata a un uomo che le offre un’agiatezza economica apprezzabile, ma non lo ama. Non ha voglia di baciarlo (la lingua), di toccarlo (le mani) ma, allo stesso tempo, si convince che alla sua età non può pensare a una separazione. I suoi sintomi le ricordano quello che non vuol percepire, dato che non vede soluzioni a quello che sta vivendo.

Che cosa non voglio percepire per non soffrire?

NEVO: termine che designa una malformazione cutanea, congenita o acquisita, che si presenta sotto forma di macchie – pallide, brune, color caffè o come lentiggini – chiamate «nei» quando sono costituite da pigmenti di melanina. Quando hanno invece l’aspetto di una macchia di vino, dipendono da una malformazione capillare. Ci sono tuttavia molti altri tipi di nei (melanoma giovanile benigno, nevo di Sutton, nevo tuberoso, nevo blu ecc.). Quando colpiscono solo l’epidermide, possono dipendere da ferite con i propri cari. Quando colpiscono il derma, le ferite possono essere in relazione con emozioni legate a mancanza di rispetto, bruttura o umiliazione che ci hanno lasciato un sentimento di vergogna (vedi Macchie scure sul viso). Quando il nevo cresce, assume una forma irregolare, cambia colore o sanguina è molto probabile che la ferita che lo aveva generato si sia riaperta. Si può togliere il nevo con la chirurgia, ma si può fare la stessa cosa con la ferita interiore? Se questa è stata eliminata, la rimozione del nevo sarà un problema di ordine estetico. Se invece non lo è stata, c’è il rischio di comparsa di uno o più nuovi nevi, questa volta maligni. Vedi Melanoma maligno.

A quale ferita questo o questi nevi possono ricondurmi?

NEVRALGIA: dolore acuto, intenso, con fitte o bruciori che possono essere intermittenti o continui lungo il percorso di un nervo a livello delle radici (cioè nel punto in cui trae origine dal sistema nervoso centrale) o nella zona che innerva. Il dolore si manifesta nella maggior parte dei casi con crisi più o meno intense, talvolta con la persistenza di una sensazione dolorosa tra le crisi. I nervi sono come fili elettrici che alimentano di energia il nostro corpo. Quando si verifica un cortocircuito nella rete di distribuzione, il filo colpito si scalda e i tessuti, che dovrebbero ricevere l’energia, ricevono invece piccole scariche elettriche, o un sovrappiù di calore, o una carenza di energia. Sono queste variazioni a provocare le fitte, i bruciori o i dolori acuti nei tessuti alimentati da questi fili elettrici (i nervi). Ecco un modo fantasioso per spiegare cosa sia la nevralgia.

Ma che cosa ha originato il cortocircuito o che cosa lo suscita? La rabbia legata alla frustrazione, una profonda delusione o la paura hanno l’effetto di bloccare l’energia, creando un sovraccarico nei punti di giunzione dei nervi che può portare uno dei fili a scaldarsi. Può dipendere anche da una intossicazione alimentare o da farmaci.

Qual è la paura o la frustrazione che blocca la mia energia?

Vedi l’organo interessato.

Nevralgia nella coscia: vedi Coscia.

Nevralgia nella gamba: vedi Nervo sciatico.

Nevralgia di Arnold: il nervo di Arnold si origina dalla branca posteriore della seconda radice cervicale, ovvero dal midollo spinale a livello del collo. Questa patologia si manifesta con dolori molto forti (fitte, bruciori) che partono dalla nuca e si irradiano fino alla sommità della testa. Vedi anche Mal di testa.

Ho la sensazione di dover diffidare della manipolazione che gli altri possono esercitare su di me?

Nevralgia facciale del trigemino o nevrite del trigemino: il trigemino è un nervo che si origina dal quinto paio dei nervi cranici. Include una radice sensitiva che porta la sensibilità facciale e una radice motoria relativa ai muscoli della faccia. Questa nevralgia si manifesta con episodi di dolore intenso, lancinante, che colpiscono le guance, le labbra, le gengive e il mento da un solo lato del viso.

Mi preoccupo per coloro che amo?

Ho paura che non ce la facciano, che falliscano o che soffrano?

Ho paura di quello che gli altri possono dire o pensare in merito a un fallimento riguardante uno dei miei figli?

NEVRASTENIA (esaurimento nervoso):vedi Burn-out.

NEVRITE: la parola «nevrite» è formata dalla radice «nevr-» e dal suffisso «-ite» e significa letteralmente l’infiammazione di un nervo, ma viene anche utilizzata per indicare malattie non infiammatorie, come le neuropatie che sono affezioni di nervi periferici.

NEVRITE DEL TRIGEMINO: vedi Nevralgia.

NEVRITE OTTICA: infiammazione del nervo ottico che si manifesta con un rapido abbassamento della vista di un occhio e con dolori del bulbo oculare. La nevrite ottica è spesso in relazione con una situazione che vediamo e che ci fa male.

Chiesi a Dominic se, prima che gli venisse la nevrite ottica, avesse visto qualcosa che avesse potuto ferire la sua sensibilità. Mi rispose affermativamente, dicendomi che nel periodo in cui ne era stato colpito vedeva la moglie che amava innamorata di un altro uomo. Aggiunse: «Mi addolorava vederla felice, perché io ero infelice».

La nevrite ottica si incontra talvolta associata ai sintomi della sclerosi a placche, anche se da sola non è sufficiente per stabilire una diagnosi di sclerosi. Quando però vi è associata, bisogna cercare se ciò che ci fa soffrire può essere in relazione con una sensazione di impotenza, di svalutazione o di fallimento. Per esempio, si può vedere il proprio figlio soffrire e credere di esserne responsabili, di non essere riusciti a renderlo felice. Vedi anche Sclerosi a placche.

Cos’è che vedo che mi fa male o mi fa soffrire?

NEVROSI OSSESSIVA: consiste in una difficoltà a dominare la propria mente. Cene sono di molti tipi. Non bisogna confondere un comportamento nevrotico con lo stato mentale nevrotico che corrisponde alla malattia. La nevrosi ossessiva si traduce in un bisogno imperativo di fare una cosa e nella difficoltà a sottrarvisi. Molti la esprimono così: «È una mania!» «È più forte di me!» Vedi anche Compulsione e Fobia. Ecco qualche esempio:

Lavarsi continuamente le mani:

Cerco forse di liberarmi da una sensazione di essere stato insudiciato?

Ho paura di essere contaminato o di trasmettere la malattia?

Contare di continuo tutto ciò che è alla nostra portata:

Ho bisogno di rassicurarmi che non mancherò di niente?

Verificare più volte che le porte siano chiuse a chiave:

Ho paura di essere derubato?

Ho paura che si attenti alla mia vita?

NISTAGMO: corrisponde a un’oscillazione ritmica orizzontale, verticale o rotatoria di uno dei globi oculari. Se ne distinguono diversi tipi. Per esempio, quello acquisito, di origine neurologica (sclerosi a placche, tumori del cervello, coinvolgimento del cervelletto), è accompagnato da disturbi all’udito. Vedi Sistema vestibolare.

La patologia può esser legata al fatto di volersi muovere su troppi fronticontemporaneamente. Si può volere il controllo su tutto per rassicurarsi.

Un bebé, fasciato come una piccola matrioska, non ha che gli occhi da muovere per controllare ciò che gli succede intorno. Potrà cercare di scorrere rapidamente le immagini intorno a sé per cercare la presenza rassicurante della madre. In seguito utilizzerà questo gesto di sopravvivenza ogni volta che sarà preoccupato. Ciò spiega il fatto che il nistagmo aumenti quando il bambino vive delle emozioni.

Tendo a voler controllare tutto per rassicurarmi?

Ho vissuto una situazione di grande insicurezza venendo al mondo?

NODULI: rigonfiamenti cutanei o sottocutanei di origine infiammatoria, adiposa, fibrotica o calcifica che colpiscono soprattutto la gola. Riguardano gli ostacoli che si avvertono o che ci poniamo.

Alle corde vocali: vedi Corde vocali.

Al cervello: vedi Glioma.

Alla ghiandola tiroidea:

Mi sento frustrato per non potermi esprimere come vorrei?

Alle mani: vedi Malattia di Dupuytren.

Ai piedi: vedi Morbo di Ledderhose.

Al pene: vedi Malattia di La Peyronie.

NUCA: rigidità, vedi Rigidità della nuca e Mal di testa.

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NUMERI: (difficoltà con):vedi Discalculia.

NUTRIZIONE: vedi Alimentazione.

1 Per saperne di più sul senso di colpa nei confronti della vita e su come liberarsene, vedi «Il senso di colpa e le sue ripercussioni», in Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio.

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