Consigli per trasferirsi all’estero? Attenzione alle truffe dei connazionali!

trasferirsi all'estero

Condivido questo articolo utilissimo, una mini guida per tutte le persone che hanno in mente di partire non solo per un viaggio rilassante, ma per fare un passo differente e cambiare paese di residenza.

Un articolo che è un vero e proprio manualetto di preziosi consigli per chi decide di espatriare: da alcuni anni il numero degli italiani che si reca a vivere all’estero è cresciuto, si parla di oltre 50.000 partenze all’anno, un vero business. Che non è sfuggito a improvvisati “venditori”, al limite della truffa (non mancano anche le truffe vere e proprie, nelle quali cadono gli sprovveduti che anticipano soldi a sconosciuti, etc.) 

Se cerchi informazioni per espatriare, fai MOLTA ATTENZIONE ai connazionali che vivono dove vorresti trasferirti tu, e muoiono dalla voglia di aiutarti… NON sono disinteressati. E nelle mete più richieste, come Tenerife, ma anche Londra, Germania, Malta, Australia, e molte altre, c’è un grande giro di personaggi che si propongono di aiutare (…)

Di Diario di Tenerife

Prima di iniziare a parlare del luogo in cui mi sono trasferito, che conosco pochissimo, essendo presente da poco sul posto, intendo descrivere un po’ il percorso che mi ha portato qua. Preciso subito che limiterò al minimo indispensabile la narrazione di questioni personali, che del resto non credo interessino a nessuno, concentrandomi sugli aspetti… diciamo di “pubblica utilità”.

Ebbene, facevo parte di quel 50% di italiani che desidera/sogna di “cercare fortuna” all’estero da diversi anni, ed in modo più insistente negli ultimi, essendosi inasprite le condizioni di vita e di lavoro (sempre che uno riesca a trovarlo) in Italia.

Da anni, più o meno appassionatamente, e con frequenza variabile dal “di tanto in tanto” al “quasi quotidianamente”, consulto siti web e gruppi Facebook che parlano di espatrio; sia quelli che ne parlano in generale, che nello specifico di alcune nazioni.

Mi sono immaginato residente a Panama, in Thailandia, in Olanda ed in altre nazioni del mondo, persino le più improbabili. Con la mente viaggiare è facile, gratuito e anche affascinante. Ho letto i consigli di viaggio, le esperienze altrui, le classiche ‘schede’ delle nazioni, e ho maturato alcune mie idee, che possono essere più o meno attendibili, e alla fine ho scelto una località – Tenerife – che fino ad un paio di mesi prima nemmeno consideravo.

Nell’epoca “social” quasi tutti coloro che pensano, anche in modo astratto, di trasferirsi all’estero, cercano notizie attraverso siti web e gruppi: i quali sono da consultare con estrema cautela: vediamo perché.

La maggioranza dei siti web, ma anche dei gruppi Facebook dedicati a chi vuole espatriare, sono gestiti da persone NON disinteressate. I gruppi gestiti da persone “disinteressate”, dalle quali è possibile ottenere validi consigli, sono davvero pochi. E non sempre il “venditore” si propone come tale: anzi, questo non capita quasi mai.

Nella maggioranza dei casi, il cybernauta crederà di aver trovato un gentilissimo e disponibilissimo connazionale, disposto a dedicare tempo a rispondere alle tipiche domande che fa chi sta pensando di emigrare, ma si troverà dinnanzi una sorta di “procacciatore d’affari”, che come tale brama dalla voglia di vendere i propri servizi (e guadagnare).

E se lavorare è legittimo – e lo è farsi pubblicità e cercare clienti sul web, da parte di agenzie immobiliari e/o altri tipi di aziende – qui la situazione è un “attimino” diversa: vediamo perché:

1) Innanzitutto la persona non capisce di avere dinnanzi un venditore, dal quale è lecito aspettarsi che “voglia vendere”, con tutto ciò che questo comporta circa l’attendibilità delle informazioni ricevute, ma crede di avere trovato un amico.

2) Il venditore cercherà di convincervi che lo stato e la città dove vive lui sia un vero e proprio paradiso: se deciderete di trasferirvi lì, o di fare un viaggio “esplorativo” potrà mandarvi nell’hotel o dall’agenzia immobiliare con cui ha convenzioni, noleggiatori, ma anche commercialisti e quant’altro necessita un turista e/o un migrante. Mentre di un venditore dubita chiunque, è invece facile prendere per buone le informazioni ricevute dai falsi amici venditori:

“Da quando vivo qua sono rinato” – “qua si vive benissimo” – “qua si trova lavoro molto facilmente” (cosa molto difficile ormai un po’ ovunque, la concorrenza è spietata) – “le tasse sono molto basse” (spesso, quasi sempre, ciò è vero, visto che in Italia si paga le imposte più care del mondo: ma informatevi sempre tramite fonti attendibili, non basatevi su sommarie informazioni come “le tasse? Sul 20% poco più”…

il venditore si guarderà bene dall’illustrare aspetti negativi, e se voi gli fate domande in merito, cercherà di minimizzare. Il suo obiettivo NON è quello di consigliarvi, e il fatto che sia gentile, disponibile e affabile non deve indurvi (come quasi sempre avviene) a fidarvi ciecamente. Non avete di fronte un amico, ma un venditore. Venditore. Ricordatevelo sempre, perché se non l’80% almeno il 50% degli italiani che dispensano consigli nei vari gruppi, lo sono, o vi indirizzano da loro amici che sono venditori. Spesso connazionali in buona fede consigliano a chi cerca informazioni di rivolgersi a qualcuno di questi “venditori”, poiché sa che “si occupano di questo”, senza nemmeno rendersi bene conto di indirizzare il malcapitato in una sorta di truffa.

3) Appoggiarsi a questi italiani farà lievitare i costi che affrontereste se vi muovete da soli: se per voi non è un problema spendere inutilmente centinaia di euro in più, anche al mese (di seguito spiegherò come funziona) per evitare lievi “sforzi” e di fare ricerche in autonomia, allora affidatevi pure a loro.

COME FUNZIONA?

Chiunque desidera espatriare, sia in famiglia, in coppia che in solitudine, desidererebbe tanto avere un “gancio”, qualcuno che possa consigliarlo su come muoversi, su come disbrigare le pratiche burocratiche, ma anche per cercare una casa, per aprire un’attività autonoma, un gestore di spedizioni per il trasloco, e altro, in base alle variabili del caso. Anche semplicemente indirizzare persone ad un determinato hotel per le vacanze, un consulente per aprire una azienda, o qualsiasi cosa, gli porta un guadagno.

Con le dovute variabili in base alla località, agli usi della nazione e delle esigenze del migrante (che sono diverse se si trasferisce a Tenerife piuttosto che nel Baden Württemberg, o a Londra, queste persone fanno accordi locali con chi fornisce i servizi ai turisti, e ovviamente aggiungono dei costi: che possono essere “una tantum”, ma anche costi mensili.

Per esempio a Tenerife, ci sono persone che hanno accordi con le agenzie immobiliari: “vi porto clienti italiani che cercano casa (…)” – “OK. Noi per questo appartamento vogliamo X; per questo monolocale vogliamo Y e per questo attico vogliamo Z; se riesci a piazzarli ad un prezzo maggiore, la differenza è tua.

E così, la casa che avreste potuto affittare – per esempio – a 300 euro al mese, vi ritroverete a pagarla 350 euro, magari convinti di aver concluso un buon affare, perché abituati agli esosi prezzi italici e perché convinti di ciò dal vostro nuovo “amico”.

A Tenerife la maggioranza delle agenzie immobiliari come compenso si accontenta del 50% del costo del canone di locazione: se l’affitto è di 500€ chi affitta dovrà sborsare 250€ di costi di agenzia, e altrettanti presumo, il padrone di casa. In Italia invece la maggioranza delle agenzie esige un compenso pari ad ALMENO una mensilità + IVA (se non fate “a nero” come sovente accade in Italia) pertanto alla richiesta di una mensilità come costo di agenzia, un italiano non storce la bocca, non sapendo che qua solitamente se ne paga metà.

Lo stesso vale per i COMMERCIALISTI, se intendete aprire un’attività: state attenti che non vi consiglino un commercialista “convenzionato” che vi costerà 10-20-30€ in più al mese, perché dovrà dare il compenso al procacciatore.

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CONCLUSIONE, CON CONSIGLI GENERALI FINALI:

1) Prendete con MOLTA CAUTELA i consigli dispensati da personaggi conosciuti nei gruppi; alcuni vi contatteranno in privato dopo aver letto il vostro post. Questi sono i peggiori, se non avessero niente da nascondere, come un’azienda, commenterebbe pubblicamente, cosa che gli porta anche visibilità. Cercate più riscontri possibili alle informazioni, prima di prenderle per buone.

2) Quando possibile, RIVOLGETEVI DIRETTAMENTE ad agenzie immobiliari o commercialisti del posto: reperirli direttamente in loco, o meglio spianarsi la strada con contatti tramite il web è facile e alla portata di tutti. Utilizzate Google Translate.

Se vi rivolgete a personaggi conosciuti sui gruppi, a meno che non siano imprenditori con una seria proposta commerciale, si tratta dei “venditori”, gli intermediari, quindi i costi lieviteranno. Diffidate dei “grandi amici italiani”, a meno che, non vi rivolgiate ad un italiano che ha avviato questo tipo di attività sul posto. A quel punto il discorso cambia: i suggerimenti dispensati non vogliono mettere in guardia dalle aziende di italiani, quanto dai descritti “procacciatori in incognito”, i falsi amici connazionali che vivono dove vuoi trasferirti tu e che muoiono dalla voglia di aiutarti e consigliarti. E sul web e sui gruppi, ce ne sono davvero molti, abilissimi ad avvicinare il pollo di turno “con cautela”, prendendo confidenza piano piano, con calma per carpire la vostra fiducia… e abusarne!!!

3) Se vi rivolgete a professionisti del luogo e volete risparmiare, ovunque andiate, valgono i consigli che varrebbero anche in Italia: se vi rivolgete ad aziende molto pubblicizzate, che hanno la sede in pieno centro, magari in una città capitale o comunque importante, sovente i costi sono più alti rispetto a quelli praticati un po’ in periferia, nell’hinterland e nelle località limitrofe. Così come cambiano i prezzi degli affitti, in base alla zona. Non è detto che i servizi offerti dall’agenzia in pieno centro siano migliori di quelli di periferia.

4) Se fate ricerche sul web, state attenti a non confondervi tra i risultati di una ricerca e gli annunci pubblicitari, che sono maggiormente in evidenza. Maggiore visibilità anche sul web, significa investimento pubblicitario. Che poi si ripercuote inevitabilmente sulle tariffe. Regola che vale anche in Italia, ovviamente.

Spero che questa piccola “guida” sia utile per chi vuole trasferirsi all’estero, cosa che è già molto stressante di suo, sia per il trasloco internazionale, che per il fatto di vivere lontani dalla propria terra, dai propri cari, dagli amici. Dover iniziare una nuova vita da capo, con tutto ciò che questo comporta, anche in positivo.

Ho deciso di scriverla sia perché anch’io stesso ho buttato via qualche decina di euro che avrei potuto risparmiare (c’è mancato poco che non prendessi una “sòla” ben più grossa pure io, per fortuna ho capito l’arcano in tempo) sia perché ho conosciuto già diversi connazionali che hanno fatto cattive esperienze. Non è così infrequente, quando ci si affida agli “amici” dei gruppi. Connazionali che si sono ritrovati a pagare un affitto più alto, se hanno aperto un’azienda, il prezzo del commercialista più alto, sia per la consulenza, che per il canone mensile, e in alcuni casi, persino il costo del conto corrente più alto. In alcune realtà, c’è chi fa convenzioni persino per guadagnare sul mandare clienti alle banche ad aprire un conto corrente. E’ facilissimo convincere una persona. Basta dire ad un italiano che si è appena trasferito sul posto e che non sa come funzionano le cose, che quella banca è particolarmente disponibile con gli stranieri, perché “sai com’è… le leggi anti-riciclaggio… se ricevi un bonifico dall’Italia, alcune banche fanno storie, bloccano i soldi per giorni e giorni… ma quella invece no…” e magari si offrono pure per accompagnarti.

Fonte: Diario di Tenerife

 

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