La solitudine appartiene alle persone intelligenti

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Sembra una leggenda metropolitana e una storiella che si raccontano tra di loro i “solitari” per compiacersi, eppure anche la scienza conferma che le menti più brillanti preferiscono la solitudine.

Secondo una scoperta del Dr. K.Anders Ericsson, professore di psicologia presso la Florida State University, emerge l’importanza di un gene fondamentale per essere geni, quello dell’essere introversi.beach-838803_640
Fin da bambino, chi ha un’intelligenza sopra la media è portato a star spesso solo perché la mente è cresciuta troppo in fretta e si ritengono infantili i ragionamenti dei coetanei.
Di sicuro stare soli non è sempre semplice.
Soli come single, soli come lontani dalla vita sociale. Se, infatti, vivere da single, per alcuni versi, previene, come è ovvio, gli attriti e permette di gestire in autonomia spazi e tempi, quello della gestione della casa non è il solo ambito che trarrebbe beneficio dall’essere soli. Secondo il sociologo Eric Klinenberg, dell’Università di New York, infatti, vivere da soli significa anche godere di relazioni di qualità, poiché per la maggior parte dei single è chiaro che “essere soli è meglio dell’essere male accompagnati”.solitudine solitudine solitudine

La scienza ha effettuato diversi studi in ambito psicologico e sociologico e tutti i risultati evidenziano un dato di fatto, ovvero che coloro che hanno un alto livello di intelligenza finiscono sempre a condurre una vita in solitudine e la affrontano molto più facilmente delle altre persone.

Solitudine e creatività

La solitudine poi aumenta la creatività ed è un percorso naturale per le menti brillanti.

Pare che la solitudine sia alla base della creatività e dell’innovazione. Le persone sono esseri sociali, ma dopo aver trascorso la giornata circondate da persone, da una riunione all’altra, attente ai social network e agli smartphone, iperattive, la solitudine fornisce uno spazio per il riposo ristoratore. Uno dei risultati più sorprendenti è che la solitudine è alla base della creatività, dell’innovazione e della buona leadership. Uno studio del 1994 condotto da Mihaly Csikszentmihalyi (il grande psicologo della felicità) ha rilevato che gli adolescenti che non sopportano la solitudine non sono in grado di sviluppare talento creativo.solitudine solitudine solitudine
Attraverso la solitudine l’ingegno riesce a vedere il modo esterno in modo distaccato e raggiunge ottimi risultati senza perdersi nella socializzazione.

Susan Cain, autrice del libro “Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare” difende la ricchezza creativa che viene dalla solitudine e reclama, per il bene di tutti, la pratica dell’introversione. “Hanno sempre detto che dovrei mostrarmi più aperta, ma ho capito che essere introversi non è una cosa negativa. Così per anni sono andata in bar affollati, come molti introversi fanno, con una perdita di creatività e di leadership che la nostra società non può permettersi.

landscape-753072_640 La solitudine è l’ingrediente fondamentale della creatività. Darwin faceva lunghe passeggiate nei boschi e decisamente respingeva gli inviti ai party. Steve Wozniak ha inventato il primo computer Apple bloccato nel suo Hewlett Packard”.

E aggiunge: “Le società occidentali hanno dimenticato la potenza della vita contemplativa. Fermiamo la follia della ricerca costante del lavoro di squadra. Andate nel deserto per avere intuizioni proprie”.

E voi,cosa ne pensate?

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